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Stampa 2020, Stampa aprile 2020

L’informativa del Ministro della Salute Roberto Speranza al Senato, mercoledì 1 aprile 2020

Dal sito web del Senato della Repubblica Italiana, l’informativa del Ministro della Salute Roberto Speranza, Mercoledì 1 Aprile 2020 alle 9.35.

Il Ministro della salute Speranza ha reso l’informativa sulle iniziative del di competenza per affrontare l’emergenza epidemiologica COVID-19.

“Il virus – ha evidenziato il Ministro – non conosce confini, colpisce anche le superpotenze: le vecchie dispute geopolitiche sono datate, per affrontare la pandemia occorrono solidarietà e cooperazione. L’Europa deve cambiare politiche, non è accettabile sommare alla crisi sanitaria una crisi sociale. Richiamando le parole del Presidente della Repubblica, il Ministro ha poi invocato un’azione comune, un clima politico unitario per la coesione sociale del Paese. La strada imboccata è quella giusta: le decisioni drastiche iniziano a dare risultati, ma facili ottimismi possono vanificare sforzi e sacrifici.

La cura italiana, adottata in tutto il mondo, sta rallentando la curva del contagio, ma la battaglia è molto lunga e non si deve abbassare la guardia. E’ importante portare sotto il valore uno l’indice del contagio, ma senza il vaccino il virus non sarà sconfitto completamente. Il Governo ha confermato fino al 13 aprile tutte le limitazioni delle attività economiche e dei movimenti delle persone. Per un periodo non breve occorrerà gestire la transizione, graduando le misure e conservando le pratiche adottate per evitare nuovi focolai: è l’unica strada realistica e praticabile per riaccendere i motori dell’economia e riconquistare libertà e socialità.

L’Italia dovrebbe essere orgogliosa del lavoro fatto che è stato riconosciuto dall’OMS, con cui la relazione è continua e proficua. Il Ministro ha ricordato che lo stato d’emergenza è stato dichiarato il 31 gennaio e l’Italia per prima ha chiesto politiche europee di prevenzione comune. Non ha quindi sottaciuto i problemi e le criticità incontrate: gli approvvigionamenti di dispositivi di protezione sono stati molto difficili a causa delle misure protezionistiche e della mancanza di produzione italiana. Ad oggi la Protezione civile ha concluso un accordo con la Cina e altri Paesi per la fornitura di 300 milioni di mascherine (la priorità sarà data al personale sanitario) e avremo una filiera nazionale che renda autosufficiente il Paese.

Sono cambiate le modalità di distribuzione dei dispositivi con l’impiego di mezzi della difesa. I posti letto di terapia intensiva sono stati portati a 9.081, i posti letto di pneumologia sono stati triplicati. Sono stati superati i tetti ordinari per le assunzioni di personale e aggiornate le linee di indirizzo degli ospedali (aumento dei Covid hospital, percorsi separati, riprogrammazione delle strutture non utilizzate, individuazione di tutte le possibili strutture pubbliche o private, implementazione del 112 e 118, definizione di accordi con enti e volontariato, riorganizzazione della rete territoriale per la presa in carico dei pazienti, monitoraggio e setting assistenziali).

Nel futuro è necessario puntare sulla medicina territoriale, la teleassistenza, la velocizzazione delle capacità diagnostiche dei test. La definizione del tasso di sieroconversione dei pazienti che hanno sviluppato anticorpi è essenziale. L’Agenzia del farmaco si è attivata su quattro livelli: promozione di studi clinici e valutazione centralizzata e coordinata, lista di farmaci per il trattamento dell’infezione, contrasto della carenza di medicinali, informazione sui farmaci.

Il Ministro è impegnato sul fronte della massima vigilanza per evitare speculazioni a danno dei malati. Occorre tornare a sviluppare con gli ospedali la rete dei servizi territoriali ed è necessaria una rinnovata integrazione tra politiche sanitarie e sociali. L’emergenza ha dimostrato che il Servizio sanitario universale, istituito nel 1978, che ha dato attuazione all’articolo 32 della Costituzione, è il patrimonio più prezioso e su di esso bisogna investire: assumerlo come tema per la ripresa strategica è il modo migliore per onorare le vittime.

Il dibattito successivo all’informativa del Ministro della Salute Roberto Speranza.

  • Nel successivo dibattito, la senatrice Bonino (Misto) ha chiesto tamponi sugli asintomatici;
  • il senatore Laniece (Aut) ha condiviso le scelte del Governo e ha posto l’accento sulla riorganizzazione della sanità per moduli più piccoli e sulla telemedicina;
  • il senatore Renzi (IV) ha auspicato una Commissione parlamentare d’inchiesta su ciò che non ha funzionato rispetto a mascherine e tamponi, ha invocato una riapertura graduale ma strategica delle attività e ha chiesto un’ordinanza specifica per disabili e autistici;
  • il senatore Zaffini (FdI) si è soffermato sulla necessità di non confondere il piano sanitario e il piano economico, ha evidenziato che il problema principale è rappresentato dagli asintomatici di qui l’importanza di una mappatura della popolazione attraverso due o tre milioni di test, ha valutato priva di senso una Commissione d’inchiesta sul Covid e ne ha proposta una sulle Regioni in dissesto;
  • il senatore Errani (Misto-LeU) ha sottolineato l’importanza del Servizio sanitario nazionale, che in questi anni è stato impoverito dai tagli della spesa, e la necessità di ripensare il rapporto tra mercato e interesse pubblico;
  • la senatrice Bini (PD) ha evidenziato il bisogno di investire sulla sanità pubblica e sulla ricerca e di ripensare il titolo V della Costituzione (ripartizione della competenza sanitaria tra Stato e Regioni).
  • La senatrice Fragolent (L-SP) ha invece difeso il modello di sanità regionale imputando al Governo il ritardo nell’assunzione delle prime misure di contenimento, la mancanza di coordinamento, la difficoltà di approvvigionamento di dispostivi di protezione, l’eccesso di burocrazia, le linee guida che negli ultimi anni hanno ridotto i posti letto di terapia intensiva; ha chiesto inoltre di rivedere l’ordinanza sulle passeggiate familiari e di garantire assistenza a disabili autistici malati cronici.
  • Il senatore Malan (FI) ha apprezzato la sobrietà del Ministro e ha raccolto l’appello alla coesione; ha però segnalato la mancanza di attrezzatture, ha criticato la gestione dell’autocertificazione e la sostituzione del presidente dell’Agenzia per i servizi regionali. Ha auspicato la ripresa delle attività produttive, l’archiviazione delle denunce per irresponsabilità medica, il tracciamento delle persone più a rischio.
  • La senatrice Castellone (M5S) ha posto l’accento sulle strategie necessarie da seguire quando saranno allentate le misure più restrittive: cure a domicilio, continuità assistenziale, analisi a tappeto dei contagi, soprattutto nei luoghi più sensibili, e degli immuni, revisione del Titolo V, investimenti sulla sanità pubblica e sulla ricerca, revisione critica delle politiche sanitarie dell’ultimo decennio. Ha ricordato infine che M5S ha destinato tre milioni di euro alla Protezione civile”.

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