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Economia

Salone Nautico di Genova, Meloni all’inaugurazione tra industria, innovazione e cultura del mare

presidente Meloni presidente Bucci

Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha partecipato il 1 ottobre all’apertura della 66ª edizione al Waterfront di Levante

Un’occasione per riflettere sul valore della nautica italiana, sulle competenze professionali e sulla responsabilità verso l’ambiente marino

Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha partecipato ieri, 1° ottobre 2026, all’inaugurazione della 66ª edizione del Salone Nautico Internazionale di Genova, presso il Waterfront di Levante. La manifestazione, in programma fino al 6 ottobre, riunisce imprese, operatori e appassionati attorno a un settore nel quale si incontrano produzione industriale, ricerca tecnologica, design e cultura del mare.

La presenza del Presidente del Consiglio porta l’attenzione istituzionale su una filiera che comprende molto più delle imbarcazioni esposte. Dietro ogni progetto si trovano cantieri, fornitori, professionisti, tecnici e lavoratori specializzati: una rete di competenze che contribuisce alla capacità dell’Italia di proporre prodotti riconoscibili sui mercati internazionali.

Per Genova, il Salone rappresenta anche un momento di incontro fra la propria identità marittima e le trasformazioni dell’economia contemporanea. Il mare, elemento centrale della storia della città, diventa il punto dal quale osservare il rapporto fra sviluppo, territorio e responsabilità.

Una filiera fatta di persone e competenze

La nautica viene spesso raccontata attraverso le immagini delle imbarcazioni più grandi o degli allestimenti più ricercati. Questa prospettiva mostra una parte del settore, ma rischia di lasciare sullo sfondo il lavoro necessario a realizzare ogni unità e a garantirne il funzionamento.

La costruzione di un’imbarcazione richiede l’integrazione di attività diverse: progettazione, lavorazione dei materiali, impiantistica, elettronica, motorizzazione, arredamento e manutenzione. La qualità del risultato dipende dalla capacità di far dialogare queste competenze, unendo precisione tecnica ed esperienza pratica.

Valorizzare il Made in Italy significa quindi riconoscere anche le persone che ne rendono possibile l’esistenza. La competitività acquista un significato più solido quando si accompagna alla sicurezza nei luoghi di lavoro, alla formazione e alla possibilità di trasmettere il sapere professionale alle nuove generazioni. Il futuro della filiera passa anche dalla continuità di mestieri che devono potersi rinnovare senza perdere il patrimonio di conoscenze accumulato.

Innovazione e responsabilità ambientale

Il rapporto fra nautica e ambiente pone una domanda concreta: come sviluppare prodotti e servizi legati al mare tutelando gli ecosistemi dai quali dipendono? È una questione che riguarda la progettazione delle imbarcazioni, i consumi, la gestione dei materiali e l’organizzazione delle attività lungo le coste.

La ricerca di una maggiore efficienza può coinvolgere numerosi aspetti, dalla forma degli scafi ai sistemi di bordo. Tuttavia, il valore ambientale di una soluzione deve essere valutato attraverso risultati verificabili, considerando anche produzione, manutenzione e fine vita dei componenti.

Per questo la sostenibilità richiede rigore, oltre alla capacità di innovare. Il confronto fra imprese, ricerca e istituzioni può aiutare a distinguere i miglioramenti effettivi dalle promesse commerciali, favorendo scelte fondate su dati e valutazioni trasparenti. La tutela del mare diventa così una responsabilità condivisa che accompagna lo sviluppo industriale.

Genova e il rapporto fra città e mare

La cornice del Waterfront di Levante richiama il legame fra la manifestazione e la città che la ospita. Un evento internazionale può generare occasioni economiche e professionali, ma il suo valore per il territorio dipende anche dalla capacità di inserirsi nella vita urbana e di mantenere un rapporto con la comunità locale.

Genova possiede una storia nella quale navigazione, commercio e lavoro portuale hanno contribuito a definire luoghi, relazioni e identità. Questa eredità offre una prospettiva utile anche per il presente: il mare è uno spazio di scambio, ma richiede infrastrutture, competenze e forme di cooperazione.

Pensare al futuro marittimo della città significa dunque considerare insieme attività produttive, accessibilità degli spazi e qualità della vita. La dimensione internazionale del Salone può dialogare con quella quotidiana di una città che continua a costruire il proprio rapporto con il mare.

Cultura nautica, sicurezza e accessibilità

Accanto alla produzione industriale, la nautica comprende una dimensione educativa. Avvicinarsi alla navigazione significa imparare a conoscere condizioni meteorologiche, regole, strumenti e comportamenti dai quali dipendono la sicurezza propria e quella degli altri.

La cultura del mare si costruisce attraverso preparazione ed esperienza. Richiede prudenza, capacità di collaborazione e consapevolezza dei propri limiti: qualità che mantengono il loro valore anche quando gli strumenti tecnologici rendono disponibili informazioni sempre più dettagliate.

Un’ulteriore questione riguarda l’accessibilità. Diffondere la conoscenza del mare significa creare occasioni di formazione e partecipazione anche per chi non possiede un’imbarcazione. Attività sportive, percorsi educativi e iniziative inclusive possono ampliare questa possibilità, facendo della cultura nautica un patrimonio condiviso.

Un riconoscimento al sistema produttivo italiano

Il 1° ottobre il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha inoltre emesso un francobollo dedicato al Salone Nautico Internazionale, appartenente alla serie tematica sulle eccellenze del sistema produttivo e del Made in Italy. Il riconoscimento colloca la manifestazione nel racconto delle capacità industriali e progettuali del Paese.

L’apertura della 66ª edizione offre quindi un’occasione per guardare alla nautica attraverso le sue diverse dimensioni. Le imbarcazioni rappresentano il risultato visibile di un lavoro collettivo; il mare costituisce l’ambiente nel quale quel lavoro trova applicazione e del quale deve rispettare gli equilibri.

La partecipazione del Presidente Meloni all’inaugurazione richiama l’attenzione su questo intreccio fra imprese, persone e territorio. La sfida è accompagnare la qualità produttiva con formazione, innovazione verificabile e cura dell’ambiente, affinché lo sviluppo della nautica possa contribuire anche al bene delle comunità.

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