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Meloni incontra De Wever : Italia e Belgio rilanciano la cooperazione per affrontare le sfide europee

Presidente Meloni Primo Ministro Belgio De Wever

Il Presidente del Consiglio ha ricevuto a Roma il Primo Ministro belga, nella prima visita in Italia di un capo del Governo del Belgio dopo quasi dieci anni

Al centro del colloquio rapporti economici, sicurezza energetica, Ucraina, Iran, migrazioni, competitività europea e tutela della dignità del lavoro

Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricevuto a Roma il Primo Ministro del Belgio Bart De Wever, in occasione di una visita che segna una tappa significativa nelle relazioni tra i due Paesi. Era infatti da quasi dieci anni che un capo del Governo belga non compiva una visita ufficiale in Italia.

Nelle dichiarazioni congiunte alla stampa del 7 settembre 2026, il Presidente Meloni ha sottolineato la volontà condivisa di imprimere un nuovo slancio ai rapporti tra le due nazioni, fondati su profondi legami storici, economici e culturali e sulla presenza di importanti comunità italiane in Belgio.

Il colloquio ha affrontato numerosi temi, dalla cooperazione industriale alle crisi internazionali, dal costo dell’energia alla gestione dei flussi migratori, fino al prossimo bilancio pluriennale dell’Unione europea. Sullo sfondo, la ricerca di risposte comuni alle trasformazioni geopolitiche ed economiche che stanno incidendo direttamente sulla vita dei cittadini e delle imprese.

La memoria di Marcinelle e la dignità del lavoro

Nel suo intervento, il Presidente Meloni ha ricordato il settantesimo anniversario della tragedia di Marcinelle, celebrato lo scorso 8 agosto. Nel disastro minerario del 1956 persero la vita 262 lavoratori di dodici nazionalità diverse, tra i quali 136 italiani.

Marcinelle rappresenta una delle pagine più dolorose della storia dell’emigrazione italiana in Europa. È il simbolo del sacrificio di migliaia di persone che lasciarono il proprio Paese per cercare un futuro migliore attraverso il lavoro, affrontando condizioni spesso difficili e pericolose.

Il Presidente ha definito quella degli italiani in Belgio una storia costruita sul lavoro, sul sacrificio, sul rispetto delle regole, sull’integrazione e sulla dignità. La memoria della tragedia non deve quindi limitarsi alla commemorazione delle vittime, ma tradursi in una responsabilità concreta verso la sicurezza e i diritti di tutti i lavoratori.

Meloni ha ricordato anche la decisione delle istituzioni europee di scegliere proprio l’8 agosto per celebrare la Giornata europea in memoria delle vittime degli incidenti sul lavoro e per la tutela della dignità dei lavoratori. Una ricorrenza che riconosce a Marcinelle un significato europeo e universale.

Il lavoro non può essere separato dalla dignità della persona. La crescita economica perde il proprio significato quando viene costruita a prezzo della salute o della vita dei lavoratori. Innovazione e competitività devono pertanto procedere insieme alla prevenzione, alla formazione, alla tutela dei diritti e alla responsabilità delle imprese e delle istituzioni.

Un interscambio superiore ai 46 miliardi di euro

Italia e Belgio sono legati da rapporti economici particolarmente intensi. Secondo quanto riferito dal Presidente Meloni, nel 2025 l’interscambio commerciale è ulteriormente cresciuto rispetto all’anno precedente, superando i 46,5 miliardi di euro. In Belgio operano inoltre più di trecento imprese italiane, accanto a diversi grandi gruppi industriali.

Meloni e De Wever hanno concordato sulla possibilità di valorizzare maggiormente la complementarità tra i rispettivi sistemi produttivi. Energia, infrastrutture, trasporti, logistica e industria della difesa sono stati indicati come alcuni dei settori nei quali rafforzare la cooperazione.

In particolare, l’aumento degli investimenti belgi nel settore della difesa potrebbe offrire nuove occasioni di collaborazione con le imprese italiane. L’obiettivo dichiarato non riguarda soltanto gli interessi economici dei due Paesi, ma anche il consolidamento delle capacità industriali e tecnologiche dell’intera Europa.

La ricerca di una maggiore autonomia europea non può infatti ridursi all’ambito militare. Comprende la capacità di produrre tecnologie strategiche, garantire infrastrutture sicure, proteggere le catene di approvvigionamento e diminuire le dipendenze che possono trasformarsi in fattori di vulnerabilità durante le crisi internazionali.

Iran, Ucraina e ricerca di una pace giusta

Il colloquio ha riguardato anche le principali crisi geopolitiche, con particolare attenzione all’Iran e alla guerra in Ucraina. Il Presidente Meloni ha richiamato gli sviluppi diplomatici delle ultime ore e gli incontri degli inviati statunitensi a Mosca e a Kiev.

L’Italia, ha ribadito, continuerà a fare la propria parte insieme agli altri partner europei per favorire un percorso negoziale verso una pace giusta e duratura. La diplomazia resta indispensabile, ma una soluzione autentica non può limitarsi alla sospensione temporanea delle ostilità: deve creare condizioni di sicurezza e stabilità capaci di resistere nel tempo.

Le crisi internazionali producono inoltre conseguenze che superano i confini delle aree direttamente coinvolte. Le tensioni nello Stretto di Hormuz, in particolare, stanno incidendo sul costo dei carburanti, dei fertilizzanti e delle materie prime, con effetti rilevanti sulle famiglie, sull’agricoltura e sulle imprese europee.

La politica estera e quella economica risultano così sempre più strettamente connesse. Difendere la pace significa anche tutelare le condizioni materiali che permettono alle persone di vivere e lavorare senza essere travolte da rincari, carenze e instabilità.

Competitività e costo dell’energia

Italia e Belgio condividono la richiesta che il prossimo Consiglio europeo torni ad affrontare con maggiore coraggio e concretezza i problemi della competitività e del costo dell’energia.

Meloni e De Wever partecipano, insieme al cancelliere tedesco Friedrich Merz, a un coordinamento tra Stati membri accomunati da posizioni simili su questi temi. Nel corso dell’incontro è stata concordata la necessità di convocare il gruppo prima del prossimo Consiglio europeo.

L’industria europea deve confrontarsi con costi energetici elevati, trasformazioni tecnologiche accelerate e una competizione internazionale sempre più intensa. La risposta non può tuttavia consistere in una riduzione delle tutele sociali o in una corsa verso modelli produttivi nei quali il lavoro diventi più fragile.

La vera competitività europea dovrebbe fondarsi sulla qualità, sulla ricerca, sulle competenze, sulla sicurezza energetica e sulla capacità di coniugare innovazione e coesione sociale. Proprio la memoria di Marcinelle ricorda che nessuna strategia economica può considerare la persona un elemento sacrificabile del processo produttivo.

Migrazioni, confini europei e contrasto ai trafficanti

Un altro tema centrale è stato il governo dei flussi migratori, dopo un’estate segnata da forti pressioni e nuove emergenze. Il Presidente Meloni ha ribadito che la tutela dello spazio Schengen richiede un’efficace difesa dei confini esterni dell’Unione e un impegno condiviso nella lotta contro i trafficanti e l’immigrazione irregolare di massa.

Italia e Belgio partecipano ai gruppi di lavoro dedicati alla migrazione e condividono la necessità di rendere più efficaci l’interpretazione e l’applicazione delle convenzioni internazionali, a partire dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Entrambi i Governi hanno inoltre sottoscritto la Dichiarazione di Chisinau, considerata una base per proseguire il confronto.

Il governo delle migrazioni pone l’Europa davanti alla necessità di tenere insieme sicurezza, legalità e rispetto della dignità umana. Contrastare le organizzazioni criminali che sfruttano la disperazione delle persone è un dovere, così come lo è costruire procedure ordinate, accordi internazionali efficaci e politiche capaci di distinguere le differenti situazioni individuali.

Il futuro bilancio dell’Unione europea

Meloni e De Wever hanno discusso anche del prossimo quadro finanziario pluriennale, il bilancio attraverso il quale l’Unione europea stabilirà priorità e investimenti per gli anni successivi.

La posizione italiana mira a evitare una contrapposizione tra le politiche tradizionali dell’Unione – in particolare la politica di coesione e la politica agricola comune – e i nuovi investimenti necessari per sostenere la competitività. Secondo il Presidente Meloni, coesione e agricoltura rappresentano invece condizioni essenziali per rendere l’Europa più forte.

Su questo argomento le posizioni di Italia e Belgio non coincidono pienamente. Il Presidente ha tuttavia sottolineato la capacità reciproca di ascoltarsi e di cercare compromessi utili per tutti. È precisamente nella gestione delle divergenze che si misura la qualità del dialogo politico: cooperare non significa cancellare le differenze, ma trasformarle in una ricerca responsabile di soluzioni condivise.

Un’amicizia al servizio dell’Europa

La visita di De Wever ha infine permesso di approfondire la cooperazione nella lotta alla droga e nel contrasto alle reti criminali. Ambiti nei quali, secondo Meloni, la collaborazione tra i due Paesi ha già prodotto risultati positivi.

Dalle relazioni economiche alla dignità del lavoro, dalla sicurezza alla gestione delle migrazioni, l’incontro ha mostrato l’ampiezza dei legami tra Italia e Belgio. La sintonia personale tra i due capi di Governo può facilitare questo percorso, ma ciò che conta è la capacità di tradurla in decisioni utili per i rispettivi popoli.

In un’Europa attraversata da guerre, instabilità economiche e trasformazioni profonde, il dialogo tra le nazioni rimane essenziale. La memoria condivisa di Marcinelle ricorda però quale debba essere il criterio ultimo dell’azione politica: costruire sviluppo, sicurezza e cooperazione senza perdere di vista la dignità della persona e il valore del lavoro umano.

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