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Arte e cultura

Leonardo da Vinci a Bologna : le macchine del genio tra arte, scienza e innovazione

Leonardo da Vinci autoritratto arte

Dal 24 settembre 2026 al 17 gennaio 2027, Palazzo Pallavicini ospita una trentina di ricostruzioni ispirate agli studi di Leonardo da Vinci

Un percorso per riscoprire il legame tra creatività, conoscenza e responsabilità umana

L’osservazione della natura, la capacità di immaginare soluzioni nuove e il dialogo tra arte e sapere tecnico: sono alcune delle dimensioni attraverso le quali Leonardo da Vinci continua a interrogare la cultura contemporanea. A questo incontro tra discipline è dedicata la mostra “Le macchine di Leonardo da Vinci. Genio e innovazione”, che sarà ospitata a Palazzo Pallavicini, a Bologna, dal 24 settembre 2026 al 17 gennaio 2027.

L’esposizione sarà preceduta da una preview riservata alla stampa, in programma martedì 22 settembre alle ore 11.00, nella sede di via San Felice 24. L’apertura al pubblico offrirà l’occasione di avvicinarsi all’universo progettuale leonardesco attraverso modelli tridimensionali, capaci di rendere visibili rapporti, movimenti e soluzioni che sulla carta assumono la forma di disegni e annotazioni.

Una trentina di macchine per esplorare l’ingegno leonardesco

Coordinata da Francesca Bogliolo e organizzata da Pallavicini srl di Chiara Campagnoli, Deborah Petroni e Rubens Fogacci, la mostra presenta una trentina di macchine ricostruite in legno e con altri materiali utilizzati all’epoca di Leonardo.

I modelli sono stati realizzati da Giorgio Cegna, emerito docente e titolare della prima Cattedra di Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, insieme agli allievi provenienti dalla Pusa University di Assisi. Le opere, frutto di un lavoro artistico e di ricerca storica, sono state verificate e codificate dal museografo Luca Pianesi.

Non si tratta, dunque, di macchine originali costruite da Leonardo, ma di ricostruzioni moderne elaborate a partire dai suoi studi. Una distinzione importante per comprendere il valore del percorso: tradurre un progetto in un oggetto significa interpretarne la struttura, confrontarsi con i materiali e rendere leggibili le relazioni tra le diverse componenti.

Dal sogno del volo ai problemi della meccanica

Il percorso comprende modelli dedicati al volo, tra cui il paracadute e il deltaplano, accanto a dispositivi legati alla meccanica, alla misurazione e al sollevamento dei pesi. Carrucole, pistoni e altri meccanismi permettono di avvicinare il pubblico a questioni concrete: come trasmettere un movimento, distribuire una forza o agevolare un lavoro.

Nelle sale affrescate del palazzo, queste ricostruzioni invitano a guardare oltre l’aspetto spettacolare dell’invenzione. Il loro interesse risiede anche nelle domande dalle quali nascono, nel tentativo di comprendere un fenomeno e nella ricerca di una soluzione tecnica. Il programma è illustrato nella presentazione ufficiale di Palazzo Pallavicini.

argano Leonardo da Vinci

Arte e scienza, due dimensioni della conoscenza

Leonardo offre un riferimento prezioso per riflettere su una cultura che non separi rigidamente l’immaginazione dal ragionamento. Nel suo lavoro, disegnare significa anche indagare: osservare una forma, mettere in relazione le parti, interrogarsi sul funzionamento di un corpo o di un dispositivo.

Questa prospettiva conserva un valore educativo. La creatività non coincide necessariamente con un’intuizione improvvisa, così come la conoscenza tecnica non si esaurisce nell’applicazione di regole. Entrambe richiedono attenzione, esercizio e disponibilità a rivedere le proprie idee. Il modello materiale rende evidente proprio questo incontro: un progetto deve confrontarsi con vincoli, proporzioni e possibilità costruttive.

Riscoprire Leonardo non significa, tuttavia, attribuirgli indistintamente ogni invenzione moderna. Significa riconoscere la ricchezza delle sue ricerche nel contesto storico in cui maturarono, distinguendo tra intuizione, progetto e realizzazione.

L’“Istrice”: dalla macchina bellica a un messaggio di speranza

Tra le opere annunciate figura l’“Istrice”, un’installazione lignea lunga dodici metri, ispirata a bozzetti leonardeschi. Secondo gli organizzatori, è stata realizzata con legno recuperato da aree colpite da conflitti e rilegge un ingegno destinato alla guerra trasformandolo in un simbolo di speranza. La descrizione è disponibile sul sito della mostra.

L’opera suggerisce una riflessione che va oltre la storia delle macchine: il rapporto tra capacità tecnica e finalità umane. L’ingegno può essere impiegato per costruire oppure per distruggere; l’efficacia di un dispositivo non basta, da sola, a stabilire il valore del suo utilizzo.

In questa prospettiva, il dialogo tra cultura scientifica e riflessione etica non rappresenta un’aggiunta esterna all’innovazione. Riguarda le domande che accompagnano ogni scelta: per chi si progetta, quali bisogni si intendono soddisfare e quali conseguenze possono derivarne.

La mostra è una opportunità per riscoprire non soltanto le macchine di Leonardo, ma un atteggiamento verso la conoscenza: osservare con cura, mettere in relazione saperi differenti e non smettere di interrogarsi sul significato umano delle proprie creazioni.

Immagine nel titolo : Leonardo da Vinci

Immagini nell’articolo : elaborazioni originali con Intelligenza Artificiale.

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