Scomparsa a 93 anni Annamaria Gandini Gregorietti, fondatrice della storica Milano Libri. Dalla libreria di via Verdi ai Peanuts, dalla nascita di “Linus” all’esperienza de La Tartaruga, fu protagonista di una stagione nella quale libri, fumetti, arte e dibattito culturale si incontrarono nel cuore di Milano
È morta il 6 agosto 2026, all’età di 93 anni, Annamaria Gandini Gregorietti, libraia ed editrice e una delle protagoniste della vita culturale milanese del secondo Novecento. Il suo nome è legato soprattutto alla storia di Milano Libri, alla diffusione in Italia dei Peanuts di Charles M. Schulz e all’ambiente culturale dal quale nacque nel 1965 la rivista “Linus”.
La sua vicenda racconta però qualcosa di più ampio della storia di una libreria o di una casa editrice. Milano Libri fu infatti uno di quei luoghi nei quali la cultura non veniva soltanto venduta attraverso i libri, ma discussa, condivisa e trasformata. Un punto d’incontro tra lettori, scrittori, artisti, editori e intellettuali che contribuì anche a modificare il modo nel quale il fumetto veniva percepito in Italia.
Milano Libri, una libreria diventata laboratorio culturale
La storia comincia nel 1962, quando Annamaria Gandini, Laura Lepetit e Vanna Vettori rilevarono una libreria in via Verdi, nel centro di Milano, a pochi passi dal Teatro alla Scala.
La stessa Gandini, molti anni dopo, avrebbe ricordato come l’iniziativa fosse nata dall’entusiasmo delle tre fondatrici e dal sostegno di una rete di amici e collaboratori. Tra questi vi erano Neri Carano, il notaio Franco Cavallone e Giovanni Gandini, marito di Annamaria, destinato a diventare una figura fondamentale dell’avventura editoriale.
Milano Libri divenne rapidamente qualcosa di diverso da una normale attività commerciale. Vi passarono personalità della cultura italiana e vi furono organizzati incontri, presentazioni e discussioni. Tra gli episodi ricordati dalla stessa Gandini vi furono la presentazione di Morte di un inquisitore di Leonardo Sciascia e incontri dedicati al mondo dell’editoria.
Negli anni Sessanta la libreria divenne così un luogo di incontro per intellettuali e artisti milanesi. Una caratteristica che il Centro APICE dell’Università degli Studi di Milano, dove è conservato l’archivio di Milano Libri, considera centrale nella storia della libreria.
L’incontro con Charlie Brown, Snoopy e i Peanuts
Una delle intuizioni destinate a lasciare il segno fu quella legata ai Peanuts di Charles M. Schulz, all’epoca ancora poco conosciuti in Italia. Annamaria Gandini raccontò che la scoperta avvenne quasi casualmente. La curiosità verso ciò che accadeva nel mondo internazionale del fumetto spinse il gruppo di Milano Libri a interessarsi alle strisce americane.
Giovanni Gandini acquisì i diritti italiani dei Peanuts, precedendo anche l’interesse di Umberto Eco, che avrebbe voluto portarli alla Bompiani. L’episodio non interruppe affatto i rapporti tra loro: fu proprio Eco a firmare l’introduzione di “Arriva Charlie Brown!”, pubblicato nel 1963 da Milano Libri e primo volume italiano dedicato ai personaggi di Schulz.
Charlie Brown, Snoopy, Lucy e Linus entrarono così sempre più profondamente nell’immaginario culturale italiano. Il valore dell’operazione andava oltre l’importazione di un fumetto americano di successo. I Peanuts parlavano attraverso poche vignette di amicizia, insicurezze, fallimenti, speranze, rapporti umani e interrogativi sull’esistenza. Dietro l’apparente semplicità del disegno si trovava un universo capace di parlare contemporaneamente ai bambini e agli adulti.
La nascita di “Linus”
Da quell’esperienza nacque un’altra delle grandi avventure culturali legate a Milano Libri: “Linus”, il cui primo numero uscì nell’aprile del 1965. L’idea della rivista fu di Giovanni Gandini, mentre il progetto grafico venne realizzato da Salvatore Gregorietti, fratello di Annamaria. Intorno alla nuova pubblicazione si raccolsero intellettuali e appassionati di fumetto.
Prima dell’uscita, Umberto Eco organizzò nella libreria un incontro con Elio Vittorini e Oreste Del Buono. Da quella conversazione sarebbe nato il testo introduttivo del primo numero.
La rivista contribuì in maniera decisiva a cambiare la considerazione culturale del fumetto in Italia. Non più soltanto intrattenimento destinato ai ragazzi, ma un linguaggio capace di raccontare la società, la politica, le relazioni e le inquietudini dell’uomo contemporaneo.
Accanto ai Peanuts, le pagine di “Linus” avrebbero ospitato negli anni autori e personaggi destinati a entrare nella storia del fumetto, da Guido Crepax con Valentina a Hugo Pratt con Corto Maltese, oltre a Copi, Hart, Parker, Frank Dickens e ai grandi classici internazionali.
Il fumetto entra nella cultura adulta
È forse questo uno degli aspetti più importanti dell’eredità culturale dell’esperienza di Milano Libri. Negli anni in cui il fumetto era ancora frequentemente considerato un prodotto minore, l’ambiente creato intorno alla libreria e alla casa editrice contribuì a dimostrare che una sequenza di vignette poteva possedere la stessa capacità di osservazione, ironia e critica della società riconosciuta ad altre forme espressive.
Tra il 1966 e il 1970 Milano Libri organizzò inoltre mostre dedicate ad autori come Al Capp, Roland Topor, Copi, Jean-Michel Folon, Guido Crepax e Frank Dickens. La libreria importava pubblicazioni e materiale da diversi Paesi, comprese riviste underground inglesi e americane. Milano diventava così una finestra attraverso la quale una parte della cultura internazionale entrava in contatto con il pubblico italiano.
Dalla Milano Libri a La Tartaruga
L’attività di Annamaria Gandini non rimase confinata al fumetto. Nel 1975, insieme a Laura Lepetit, partecipò alla fondazione de La Tartaruga, una casa editrice che avrebbe avuto un ruolo significativo nella diffusione della letteratura e del pensiero femminile e femminista.
Nel suo catalogo trovarono spazio, tra le altre, opere di Virginia Woolf e Carla Lonzi, contribuendo ad ampliare ulteriormente l’orizzonte culturale nel quale Gandini aveva scelto di operare.
Anche questo passaggio mostra un elemento costante della sua esperienza: la capacità di individuare linguaggi, autori e prospettive che non sempre occupavano il centro dell’industria culturale e offrire loro uno spazio.
Una libreria come luogo di incontro
Nel corso degli anni Milano Libri continuò a trasformarsi. Negli anni Ottanta sviluppò importanti sezioni dedicate ad arte, fotografia, moda, architettura, design, pubblicità, grafica, illustrazione e spettacolo.
Nel 1987 promosse inoltre l’iniziativa “I piccoli editori – un mese in libreria”, coinvolgendo circa cento librai italiani nell’offrire visibilità a piccoli editori indipendenti.
Era una concezione della libreria che oggi, nell’epoca del commercio elettronico e della distribuzione digitale, conserva una particolare attualità. La stessa Annamaria Gandini sosteneva che le librerie avrebbero dovuto valorizzare sempre più la propria natura di luoghi di incontro e di scambio, facendo della capacità di proporre e della creatività personale il proprio elemento distintivo.
Una riflessione che anticipava uno dei grandi interrogativi dell’editoria contemporanea: quale funzione può avere una libreria quando praticamente qualsiasi libro può essere acquistato con pochi clic?
La risposta suggerita dall’esperienza di Milano Libri è che una libreria non è soltanto un punto vendita. Può essere un luogo nel quale si scoprono idee che non si stavano cercando, si incontrano persone, si discutono libri e nascono progetti.
L’eredità di Annamaria Gandini
Milano Libri ha chiuso definitivamente nel 2015, dopo oltre mezzo secolo di attività, ma la sua storia è oggi conservata anche attraverso l’archivio acquisito dal Centro APICE dell’Università degli Studi di Milano, insieme alla documentazione relativa all’attività editoriale e culturale sviluppata nel corso dei decenni.
Con la morte di Annamaria Gandini scompare dunque una testimone e protagonista di una stagione particolare dell’editoria italiana. Rimane l’eredità di una donna che contribuì a trasformare una libreria milanese in un laboratorio culturale, partecipò all’arrivo dei Peanuts in Italia, accompagnò l’ambiente dal quale nacque “Linus” e continuò a esplorare nuove forme di editoria.
La sua storia ricorda soprattutto quanto possano essere importanti i luoghi nei quali le persone si incontrano liberamente intorno ai libri e alle idee. Perché talvolta le trasformazioni culturali cominciano proprio così: da una piccola libreria, dalla curiosità per qualcosa che arriva da lontano e dalla capacità di riconoscere il valore di un’idea prima che diventi patrimonio di tutti.
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