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Giornalismo

Riforma professioni, il Senato approva il disegno di legge : per i giornalisti decisivi decreti attuativi

presidente OdG Carlo Bartoli

L’Ordine dei Giornalisti accoglie positivamente l’approvazione del disegno di legge delega, ma sottolinea che la vera portata della riforma dipenderà dai provvedimenti attuativi, chiamati a definire il futuro delle professioni regolamentate

Il Senato ha approvato il disegno di legge delega per la riforma degli ordinamenti professionali, un provvedimento destinato a incidere sul futuro di quindici professioni regolamentate, tra cui quella dei giornalisti. Il testo passa ora all’esame della Camera dei Deputati, proseguendo il proprio iter parlamentare.

Tra i primi commenti dopo il voto di Palazzo Madama vi è quello del presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Bartoli, che ha definito il provvedimento un importante passo avanti, evidenziando tuttavia come il momento decisivo sarà rappresentato dall’elaborazione dei decreti attuativi.

Una legge delega che guarda al futuro delle professioni

Il provvedimento approvato dal Senato non modifica immediatamente le regole che disciplinano gli ordini professionali. Si tratta infatti di una legge delega che stabilisce i principi e i criteri ai quali il Governo dovrà attenersi nella predisposizione dei successivi decreti legislativi.

Solo questi ultimi definiranno concretamente l’organizzazione, le competenze e gli aspetti operativi delle singole professioni coinvolte. Per questo motivo la fase attuativa viene considerata centrale dall’Ordine dei Giornalisti e dagli altri ordini professionali interessati dalla riforma.

L’Ordine dei Giornalisti : “Il cuore della riforma sono i decreti attuativi”

«Condividiamo l’impianto della legge delega approvata al Senato e auspichiamo tempi rapidi per il passaggio alla Camera», ha dichiarato Carlo Bartoli. Il presidente dell’Ordine ha però precisato che la vera sfida arriverà successivamente: «Poi ci sarà da approntare i decreti attuativi, che rappresenteranno il cuore della riforma e che dovranno definire gli aspetti specifici di ogni professione. È lì che si vedrà la volontà di rendere quella dei giornalisti una professione moderna, autonoma e al passo dei tempi».

Le parole di Bartoli mettono in evidenza come la legge approvata costituisca soprattutto una cornice normativa entro la quale dovranno essere costruite le future regole delle professioni ordinistiche.

Modernizzare la professione giornalistica

Per il mondo dell’informazione la riforma assume un significato particolare. Il giornalismo sta infatti attraversando una fase di profonda trasformazione, caratterizzata dalla diffusione delle piattaforme digitali, dall’utilizzo crescente dell’intelligenza artificiale nei processi editoriali, dall’evoluzione dei modelli economici dell’editoria e dalla necessità di rafforzare la tutela della qualità dell’informazione.

In questo scenario, la definizione di un quadro normativo aggiornato rappresenta un’occasione per valorizzare il ruolo del giornalista professionista, garantendo al tempo stesso autonomia, competenze e responsabilità.

La sfida sarà quella di coniugare innovazione e garanzie deontologiche, preservando il valore costituzionale della libertà di stampa e il diritto dei cittadini a ricevere un’informazione corretta, verificata e pluralista.

Il percorso parlamentare continua

Con il voto favorevole del Senato, il disegno di legge compie un primo importante passo, ma il percorso legislativo non è ancora concluso. Il testo dovrà infatti essere esaminato dalla Camera dei Deputati e, una volta eventualmente approvato in via definitiva, il Governo sarà chiamato ad adottare i decreti legislativi previsti dalla delega entro i termini stabiliti dalla legge.

Sarà proprio in quella fase che prenderanno forma le disposizioni destinate a incidere concretamente sull’organizzazione delle professioni regolamentate e, nel caso dei giornalisti, sul futuro dell’Ordine e dell’esercizio della professione.

Il confronto tra istituzioni, ordini professionali e rappresentanze di categoria sarà quindi determinante per tradurre i principi contenuti nella legge delega in una riforma capace di rispondere alle sfide di un mondo del lavoro sempre più dinamico e caratterizzato da profonde innovazioni tecnologiche.

Immagine: Carlo Bartoli, presidente OdG, cortesia CNOG – Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti.

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