Nel videomessaggio per il II Incontro “Rejoice” in Portogallo, Papa Leone XIV invita le nuove generazioni a custodire la gioia della fede, leggere ogni giorno il Vangelo e continuare a sognare un mondo riconciliato, fondato sulla pace, sulla fraternità e sulla speranza cristiana
La gioia autentica nasce dall’incontro con Cristo e diventa forza capace di trasformare il mondo. È questo il cuore del videomessaggio inviato da Papa Leone XIV ai partecipanti al II Incontro “Rejoice” – Giornata Nazionale della Gioventù, svoltosi a Lamego, in Portogallo, dal 24 al 26 luglio 2026. Un messaggio intenso, rivolto non soltanto ai giovani portoghesi, ma idealmente a tutti i ragazzi del mondo chiamati a prepararsi al cammino verso la Giornata Mondiale della Gioventù di Seoul 2027.
«Rallegratevi nel Signore»
Il Pontefice apre il suo saluto richiamando le parole di san Paolo ai Filippesi: «Rallegratevi nel Signore, sempre!». Una gioia che non dipende dalle circostanze esterne, ma dalla presenza viva di Cristo nella vita dei credenti.
Papa Leone XIV invita i giovani a vivere questa gioia nelle famiglie, nelle scuole, nelle parrocchie, nei movimenti ecclesiali e in ogni ambiente della quotidianità, ricordando come la fede sia una realtà concreta, capace di illuminare ogni momento dell’esistenza.
La memoria della Giornata Mondiale della Gioventù di Lisbona 2023 rimane, secondo il Pontefice, una testimonianza di quanto Cristo sappia unire popoli, lingue e culture differenti in un’unica famiglia spirituale. Anche il recente Giubileo e gli incontri vissuti durante il viaggio apostolico in Spagna hanno confermato questa esperienza di comunione che nasce dalla fede condivisa.
I giovani hanno sete di verità
Nel suo messaggio il Papa guarda con fiducia alle nuove generazioni, mettendone in evidenza le qualità più profonde. I giovani, osserva Leone XIV, custodiscono una sincera sete di verità, cercano la giustizia, desiderano la carità e non si accontentano di valori effimeri. Sono capaci di riconoscere la bellezza autentica, quella che trova la propria origine in Dio e che parla al cuore dell’uomo.
È uno sguardo profondamente positivo, che rifiuta ogni lettura pessimistica delle nuove generazioni. I giovani non vengono descritti come un problema da risolvere, ma come una ricchezza per la Chiesa e per il mondo, portatori di energie spirituali, entusiasmo e desiderio di autenticità.
L’inquietudine come dono
Uno dei passaggi più significativi del videomessaggio riguarda il tema dell’inquietudine. Papa Leone XIV invita infatti a non averne paura. L’inquietudine giovanile non deve essere soffocata né interpretata esclusivamente come fragilità; può diventare invece il motore della ricerca di Dio e della crescita personale.
Quando è orientata verso Cristo, l’inquietudine diventa desiderio di bene, apertura alla verità e disponibilità alla missione. È quella tensione interiore che spinge a non accontentarsi della superficialità e a cercare ciò che davvero dà significato alla vita. Per questo il Pontefice incoraggia i giovani ad avvicinarsi sempre di più a Gesù e a testimoniare con coraggio i valori del Vangelo nella società contemporanea.
Il Vangelo come guida quotidiana
Tra le indicazioni concrete offerte ai ragazzi emerge un invito semplice ma essenziale: leggere il Vangelo ogni giorno. La familiarità con la Parola di Dio rappresenta, secondo Leone XIV, il fondamento di una fede matura, capace di affrontare le sfide culturali, sociali e spirituali del nostro tempo.
Solo restando saldamente ancorati alle parole di Gesù è possibile guardare al futuro con speranza, senza lasciarsi dominare dalla paura, dalla sfiducia o dalla rassegnazione. La fede, infatti, non allontana dalla realtà, ma permette di viverla con uno sguardo nuovo, illuminato dalla presenza di Cristo.
Costruire un mondo di pace e fraternità
Il videomessaggio si conclude con un forte appello alla speranza. Papa Leone XIV invita i giovani a non smettere mai di sognare una terra nella quale regnino la pace e la fraternità. Un sogno che non nasce dall’utopia, ma dalla convinzione che il Vangelo possieda ancora oggi la forza di cambiare il cuore dell’uomo e, attraverso di esso, la storia.
Il Pontefice esorta inoltre a guardare il mondo con meraviglia, affrontando il futuro con la luce della speranza cristiana e senza permettere che nessuno rubi questa speranza. È un invito che richiama con forza la missione affidata ai giovani: diventare protagonisti di una cultura dell’incontro, della riconciliazione e della pace, lasciandosi guidare dall’amicizia con Cristo.
In un tempo segnato da guerre, divisioni e profonde incertezze, il messaggio di Leone XIV propone una prospettiva di fiducia: la vera rivoluzione nasce da cuori trasformati dall’amore di Dio. Per questo la gioia cristiana non è evasione dalla realtà, ma sorgente di responsabilità, capace di generare uomini e donne pronti a costruire un futuro più umano, fraterno e aperto alla speranza.
Immagine elaborata con Intelligenza Artificiale.