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Chiomonte, il Presidente Meloni : Lo Stato c’è e non indietreggia

presidente Giorgia Meloni Val di Susa

Dopo gli episodi di violenza in Val di Susa, il Presidente del Consiglio e il Ministro dell’Interno  hanno visitato il cantiere della Torino-Lione per esprimere vicinanza alle Forze dell’Ordine e ai lavoratori

Ferma condanna di ogni forma di violenza

«Lo Stato c’è e non indietreggia». Con queste parole il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha sintetizzato il significato della visita compiuta a Chiomonte, in Val di Susa, insieme al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, all’indomani dei gravi episodi di violenza che hanno interessato l’area del cantiere della linea ferroviaria Torino-Lione.

La presenza del Presidente ha rappresentato un segnale di vicinanza alle Forze dell’Ordine impegnate nella tutela della sicurezza e ai lavoratori che ogni giorno operano nel cantiere, riaffermando il ruolo delle istituzioni nel garantire il rispetto della legalità e la tutela dell’interesse generale.

Vicinanza alle Forze dell’Ordine

Nel corso della visita, il Presidente Meloni ha incontrato gli uomini e le donne delle Forze dell’Ordine impegnati nella sorveglianza del cantiere, esprimendo loro gratitudine per il servizio svolto e solidarietà nei confronti di quanti sono rimasti feriti durante gli scontri verificatisi nei giorni precedenti.

Il Presidente ha sottolineato come lo Stato abbia il dovere di sostenere chi opera quotidianamente per garantire la sicurezza dei cittadini, ricordando che dietro ogni uniforme vi sono persone che svolgono il proprio servizio con professionalità e senso delle istituzioni.

Il ringraziamento è stato esteso anche ai tecnici, agli operai e a tutti coloro che lavorano alla realizzazione dell’opera, spesso chiamati a svolgere la propria attività in un clima di forte tensione.

Il dissenso è un diritto, la violenza no

Uno dei passaggi centrali dell’intervento del Presidente riguarda la distinzione tra il legittimo esercizio del dissenso e il ricorso alla violenza. In una democrazia il confronto delle idee rappresenta un valore fondamentale, così come il diritto dei cittadini a manifestare pacificamente il proprio pensiero. Diverso è il caso di chi sceglie di ricorrere ad aggressioni, danneggiamenti o atti violenti contro persone, mezzi e strutture dello Stato.

Secondo il Presidente Meloni, tali comportamenti non possono essere ricondotti alla libera espressione del dissenso, ma costituiscono un attacco alle istituzioni democratiche e a quanti operano al servizio della collettività.

Lo Stato come presidio della convivenza civile

La visita a Chiomonte assume anche un significato simbolico più ampio. La presenza delle istituzioni nei luoghi segnati da tensioni e violenze vuole infatti testimoniare la volontà dello Stato di non lasciare soli i cittadini, i lavoratori e gli operatori impegnati nella tutela dell’ordine pubblico.

L’affermazione secondo cui «lo Stato c’è e non indietreggia» richiama il principio secondo cui la legalità costituisce uno dei pilastri della convivenza democratica. La tutela dei diritti, infatti, può realizzarsi pienamente solo all’interno di un quadro nel quale siano rispettate le leggi e garantita la sicurezza di tutti.

La responsabilità del dialogo

La vicenda della Val di Susa continua da anni ad alimentare un acceso dibattito pubblico sul progetto della linea ferroviaria Torino-Lione. Un confronto che coinvolge istituzioni, amministrazioni locali, cittadini e associazioni, esprimendo sensibilità e posizioni differenti.

Proprio per questo appare ancora più importante preservare gli spazi del dialogo civile, evitando che le divergenze si trasformino in contrapposizione violenta. Le società democratiche trovano infatti la propria forza nella capacità di affrontare anche le questioni più complesse attraverso il confronto, il rispetto reciproco e gli strumenti previsti dall’ordinamento.

Legalità e bene comune

La visita del Presidente Meloni a Chiomonte richiama una riflessione che va oltre il singolo episodio. Ogni comunità si fonda sull’equilibrio tra libertà e responsabilità, tra diritti e doveri, tra partecipazione democratica e rispetto delle regole comuni.

La Dottrina sociale della Chiesa ricorda come il bene comune richieda istituzioni solide, capaci di garantire giustizia, sicurezza e condizioni favorevoli allo sviluppo della persona e della società. In questa prospettiva, la tutela della legalità non rappresenta un limite alla libertà, ma una delle condizioni indispensabili affinché ciascuno possa esercitare i propri diritti nel rispetto di quelli altrui.

Il messaggio lanciato da Chiomonte si inserisce dunque in questa cornice: riaffermare la presenza dello Stato, sostenere chi opera al servizio della collettività e ribadire che il confronto democratico trova la propria forza nel dialogo e nel rispetto delle regole, mai nella violenza.

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