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Premio Maestro dell’Arte della Cucina Italiana : Meloni celebra le eccellenze che custodiscono identità e tradizione

presidente Giorgia Meloni Ministro Lollobrigida cucina italiana

A Palazzo Chigi consegnati i riconoscimenti dell’edizione 2026. Nuove categorie dedicate alla pasta e alla panificazione per valorizzare il patrimonio enogastronomico italiano e il passaggio di competenze alle nuove generazioni

La cucina italiana non è soltanto un insieme di ricette celebri nel mondo, ma rappresenta una parte essenziale dell’identità culturale del Paese. È questo il significato del Premio “Maestro dell’Arte della Cucina Italiana”, consegnato per il secondo anno consecutivo nella Sala Verde di Palazzo Chigi dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla presenza del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.

Istituito con la legge n. 59 del 19 aprile 2024, il riconoscimento nasce con l’obiettivo di valorizzare i professionisti che custodiscono, innovano e trasmettono alle nuove generazioni il patrimonio dell’enogastronomia italiana, contribuendo a rafforzare una delle espressioni più autentiche del Made in Italy.

Dieci Maestri rappresentano l’intera filiera italiana

L’edizione 2026 ha premiato dieci protagonisti che rappresentano le diverse anime dell’agroalimentare nazionale. Per la gastronomia e la cucina il riconoscimento è andato a Francesco Panella ed Enrico Cerea, mentre Simone Padoanè stato premiato per l’arte della pizza. Il settore vitivinicolo è stato rappresentato da Piero Antinori, mentre Antonella Titone ha ricevuto il riconoscimento per l’arte olivicola.

Tra le novità di quest’anno figurano le nuove categorie dedicate all’arte della pasta e alla panificazione, con i premi assegnati rispettivamente a Margherita Angela Mastromauro e Pierluigi Roscioli. Completano l’elenco Federica Russo per la pasticceria, Eugenio Morrone per la gelateria e Nicola Bertinelli per l’arte casearia. A ciascun Maestro sono stati consegnati una medaglia di bronzo, una spilla e un fregio realizzati dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.

Un patrimonio che unisce cultura, economia e territorio

Rispetto alla prima edizione del 2025, il Premio amplia il proprio orizzonte includendo due nuovi settori, quello della pasta e quello della panificazione. Una scelta che testimonia la volontà di rappresentare in modo sempre più completo la ricchezza della filiera agroalimentare italiana.

La cucina, infatti, non è soltanto un elemento economico o turistico, ma racconta la storia dei territori, delle comunità e delle famiglie. Dietro ogni prodotto tipico si intrecciano competenze artigianali, tradizioni secolari e capacità di innovare senza perdere il legame con le proprie radici.

Valorizzare queste professionalità significa anche preservare un patrimonio immateriale che contribuisce all’immagine internazionale dell’Italia e alla competitività delle sue imprese.

Meloni : I Maestri promuovono nel mondo la nostra identità

Nel suo intervento, il Presidente del Consiglio ha sottolineato il valore strategico dell’iniziativa. «Siamo fieri di avere istituito per legge questo Premio per celebrare il nostro patrimonio e la maestria di chi ogni giorno lo rende amato e apprezzato a livello globale. I Maestri dell’Arte della Cucina Italiana sono tra i protagonisti del prestigio nazionale e la loro opera ci rende orgogliosi, perché promuovono nel mondo la nostra identità e la nostra cultura.»
Meloni ha inoltre ribadito l’impegno del Governo a sostenere il comparto agroalimentare attraverso investimenti e una strategia di lungo periodo finalizzata a rafforzare ulteriormente uno dei principali punti di forza dell’economia italiana.

Lollobrigida : La cucina è cura dell’altro e trasmissione del sapere

Anche il Ministro Francesco Lollobrigida ha evidenziato il significato culturale del Premio, ricordando come la cucina italiana rappresenti molto più di un’eccellenza gastronomica.

«La cucina italiana è la prima al mondo, non solo nei numeri, ma perché rappresenta universalmente il paradigma del benessere, dello stare insieme, della cura per l’altro. I maestri hanno quindi una missione, avere cura di tramandare le loro arti alle future generazioni.»
Un richiamo al valore educativo del lavoro artigianale e alla responsabilità di trasmettere competenze che costituiscono parte integrante dell’identità nazionale.

Custodire il sapere per costruire il futuro

Il Premio “Maestro dell’Arte della Cucina Italiana” si inserisce in una più ampia strategia di valorizzazione del patrimonio culturale e produttivo del Paese. Riconoscere il lavoro di chi dedica la propria vita all’eccellenza gastronomica significa sostenere un modello fondato sulla qualità, sul legame con il territorio e sulla trasmissione del sapere.

In un contesto internazionale sempre più competitivo, la capacità di custodire tradizioni e allo stesso tempo innovare rappresenta uno degli elementi che rendono la cucina italiana un punto di riferimento mondiale, non solo dal punto di vista economico, ma anche come espressione della cultura, della convivialità e dell’identità nazionale.

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