Papa Leone XIV invia l’Arcivescovo Paul Richard Gallagher a Berdychiv per le celebrazioni della Chiesa cattolica di rito latino in Ucraina
Nel suo messaggio il Pontefice ricorda le persecuzioni subite dalla comunità cattolica nel secolo scorso e rinnova l’invito a custodire la fede, la speranza e la preghiera per la pace
La fede autentica non viene meno nei momenti più difficili della storia. È il messaggio che Papa Leone XIV affida alla Chiesa cattolica di rito latino in Ucraina nella Lettera con la quale nomina l’Arcivescovo Paul Richard Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali, suo Inviato Speciale alle celebrazioni che si terranno il 19 luglio 2026 nel Santuario di Berdychiv.
L’appuntamento ricorda due ricorrenze particolarmente significative: il trentacinquesimo anniversario del ripristino delle strutture della Chiesa cattolica di rito latino in Ucraina dopo la caduta del regime sovietico e il venticinquesimo anniversario del pellegrinaggio apostolico di San Giovanni Paolo II nel Paese. Due eventi che testimoniano il cammino di rinascita della comunità cattolica dopo decenni di persecuzioni e limitazioni della libertà religiosa.
Le sofferenze vissute dalla Chiesa testimonianza della forza del Vangelo
Nel messaggio, il Santo Padre invita i fedeli a guardare alla propria storia con gratitudine e responsabilità. La memoria delle sofferenze vissute dalla Chiesa non è soltanto il ricordo di un passato doloroso, ma diventa una testimonianza della forza del Vangelo, capace di sostenere uomini e donne anche quando la libertà religiosa viene negata e la prova sembra insuperabile.
Papa Leone XIV richiama infatti le dure persecuzioni subite dalla Chiesa cattolica di rito latino durante il periodo sovietico, quando molte diocesi furono soppresse, numerosi sacerdoti e religiosi furono perseguitati e le comunità cristiane dovettero vivere la propria fede in condizioni di grande difficoltà. Nonostante tutto, la testimonianza di tanti credenti ha permesso di conservare viva la fede, rendendo possibile la rinascita ecclesiale dopo il ritorno della libertà.
Quel patrimonio spirituale, sottolinea il Pontefice, continua oggi a rappresentare una fonte di speranza. Anche se il contesto storico è cambiato, l’Ucraina continua infatti a essere segnata dalla sofferenza provocata dalla guerra, che colpisce famiglie, comunità e intere città. Di fronte a questa realtà, la Chiesa è chiamata a essere segno di consolazione, di fraternità e di vicinanza concreta verso chi vive nel dolore.
Il messaggio per l’Arcivescovo Gallagher
Affidando la propria rappresentanza all’Arcivescovo Gallagher, il Papa chiede che venga trasmesso ai vescovi, ai sacerdoti, ai religiosi e a tutti i fedeli il suo affetto paterno e la sua spirituale vicinanza. L’Inviato Speciale porterà il saluto del Successore di Pietro e presiederà le celebrazioni nel celebre Santuario mariano di Berdychiv, luogo profondamente legato alla storia della fede cattolica in Ucraina.
Nella lettera emerge anche un forte invito alla preghiera. Papa Leone XIV esorta tutta la comunità ecclesiale a invocare con perseveranza il dono della pace, ricordando le vittime della guerra, quanti hanno perso i propri cari, le persone costrette ad abbandonare le loro case e tutti coloro che continuano a vivere nell’incertezza del conflitto.
La pace è conversione del cuore e fedeltà al Vangelo
La pace, ricorda il Pontefice, non è soltanto l’assenza delle armi, ma nasce anzitutto dalla conversione del cuore, dalla fedeltà al Vangelo e dall’impegno quotidiano nel costruire rapporti fondati sulla giustizia, sul rispetto della dignità umana e sulla fraternità. Per questo la testimonianza della Chiesa assume oggi un valore ancora più significativo: essere presenza di speranza là dove prevalgono paura, distruzione e scoraggiamento.
Il riferimento al pellegrinaggio di San Giovanni Paolo II del 2001 rafforza ulteriormente questo messaggio. Quella visita rappresentò un momento di grande incoraggiamento per la Chiesa ucraina, chiamata allora a consolidare la propria rinascita dopo decenni di oppressione. Oggi, in un nuovo tempo di prova, Papa Leone XIV invita a raccogliere quella stessa eredità spirituale, confidando nella forza della fede e nella protezione della Vergine Maria venerata a Berdychiv.
Un invito alla Chiesa universale
La lettera pontificia diventa così un invito rivolto non soltanto ai cattolici ucraini, ma a tutta la Chiesa universale. Ricordare le persecuzioni del passato significa riconoscere il valore della libertà religiosa; pregare per chi soffre significa condividere il peso delle ferite del presente; continuare a sperare significa credere che il Vangelo può ancora aprire cammini di riconciliazione anche nei contesti più segnati dalla violenza.
Il messaggio di Papa Leone XIV consegna infine una certezza profondamente cristiana: la guerra può mettere alla prova le persone e le comunità, ma non può spegnere la fede di chi continua a confidare in Cristo. È proprio nelle stagioni più difficili della storia che la speranza diventa testimonianza e che la Chiesa è chiamata a essere segno concreto della presenza di Dio accanto a chi soffre.
Immagine elaborata con Intelligenza Artificiale.