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Vertice NATO di Ankara, Meloni : Più sicurezza significa più sovranità e maggiore autonomia per l’Europa

presidente Giorgia Meloni vertice Nato

Da Ankara il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni rilancia il ruolo dell’Italia nell’Alleanza Atlantica

Al termine del Vertice NATO di Ankara, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito l’impegno dell’Italia per un’Alleanza Atlantica più forte, sottolineando una concezione ampia della sicurezza che comprende difesa, cybersicurezza, energia, infrastrutture strategiche e resilienza. Al centro degli incontri anche il sostegno all’Ucraina, il rafforzamento del fianco Sud e la necessità di costruire una maggiore autonomia strategica europea.

Si è concluso ad Ankara il Vertice NATO del 7 e 8 luglio, appuntamento dedicato al rafforzamento dell’Alleanza Atlantica in un contesto internazionale caratterizzato da crescenti tensioni e da un rapido mutamento degli equilibri geopolitici. A margine dei lavori, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha incontrato il Presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, e successivamente il Presidente della Repubblica di Turchia, Recep Tayyip Erdoğan.

Nel corso della conferenza stampa conclusiva, il Presidente ha evidenziato come il principale messaggio emerso dal Vertice sia quello di una NATO «unita, consapevole delle sfide che ha di fronte e determinata a rafforzarsi», ribadendo il pieno sostegno dell’Italia agli obiettivi condivisi dell’Alleanza.

Una sicurezza che riguarda la vita quotidiana

Nel suo intervento Meloni ha illustrato una visione della sicurezza che supera il solo ambito militare. Secondo il Presidente, oggi proteggere i cittadini significa garantire anche la sicurezza energetica, la difesa delle infrastrutture critiche, la cybersicurezza, la tutela dei dati, la resilienza delle catene di approvvigionamento e la capacità di affrontare emergenze sempre più complesse.

Una prospettiva che lega direttamente la sicurezza alla libertà, alla prosperità economica e alla qualità della vita delle persone, sottolineando come gli investimenti in questo settore rappresentino anche un investimento nella sovranità nazionale.

Difesa, investimenti e industria italiana

Il Presidente ha ricordato che l’Italia si è presentata al Vertice con una spesa pari al 2,8% del PIL destinata a difesa e sicurezza, in crescita rispetto all’anno precedente, precisando che il Governo intende rispettare gli impegni assunti in modo sostenibile e compatibile con le esigenze del Paese.

Particolare attenzione è stata dedicata anche alla dimensione industriale della difesa. Meloni ha sostenuto che l’aumento degli investimenti debba tradursi in un rafforzamento della ricerca, dell’innovazione tecnologica e della capacità produttiva italiana, evitando che le maggiori risorse destinate alla sicurezza finiscano per alimentare esclusivamente produzioni estere.

Secondo il Presidente, rafforzare il settore della difesa significa anche creare occupazione qualificata, sostenere la competitività delle imprese e consolidare le filiere strategiche nazionali.

Il supporto all’Ucraina continua

Nel confronto con la stampa è stato affrontato anche il tema dell’Ucraina. Meloni ha confermato che il sostegno italiano proseguirà, ricordando come Roma abbia concentrato una parte significativa del proprio contributo sul rafforzamento della resilienza energetica e sulla protezione delle infrastrutture critiche ucraine, più volte colpite durante il conflitto.

Il Presidente ha spiegato che il Governo sta valutando gli strumenti più efficaci per continuare ad assistere Kiev, confermando al tempo stesso la volontà di proseguire gli sforzi diplomatici per favorire una pace giusta e duratura, nella convinzione che anche l’Europa debba svolgere un ruolo di primo piano nel futuro processo negoziale.

Europa più autonoma e responsabilità condivisa

Uno dei passaggi centrali della conferenza stampa ha riguardato il ruolo dell’Europa all’interno della NATO. Meloni ha osservato che gli Stati europei devono essere sempre più capaci di garantire la propria sicurezza, non per sostituire l’Alleanza Atlantica, ma per rafforzarla e ridurre ogni forma di dipendenza strategica.

In questa prospettiva il Presidente ha sottolineato che una maggiore capacità di difesa rappresenta innanzitutto un elemento di sovranità nazionale, ricordando che il rafforzamento della colonna europea dell’Alleanza costituisce una risposta ai nuovi equilibri internazionali.

Il Mediterraneo resta una priorità strategica

Ampio spazio è stato dedicato anche al cosiddetto fianco Sud della NATO. Meloni ha ribadito che la sicurezza dell’Alleanza non può essere limitata al solo fronte orientale, ma deve considerare le molteplici minacce provenienti dal Mediterraneo allargato e dall’Africa.

Migrazioni irregolari, terrorismo, controllo delle materie prime strategiche, sicurezza energetica e protezione delle infrastrutture rappresentano, secondo il Presidente, aspetti strettamente collegati alla sicurezza collettiva. Da qui la richiesta di una maggiore attenzione dell’Alleanza verso il Mediterraneo, ritenuto un’area decisiva per la stabilità dell’Europa e dell’intero sistema occidentale.

Medio Oriente e diplomazia

Nel corso della conferenza è stato affrontato anche il quadro mediorientale. Meloni ha espresso preoccupazione per l’evoluzione della crisi con l’Iran, ribadendo la necessità di mantenere aperta la strada del negoziato.

Il Presidente ha inoltre accolto con favore la prospettiva che Roma possa ospitare un nuovo ciclo di colloqui tra Israele e Libano, interpretando questa eventualità come un riconoscimento della credibilità internazionale acquisita dall’Italia e del lavoro svolto dai militari italiani impegnati nella missione UNIFIL.

Un’Italia protagonista nell’Alleanza

Concludendo il suo intervento, Meloni ha ribadito che l’Italia intende continuare a svolgere un ruolo attivo all’interno della NATO, con l’obiettivo di coniugare sicurezza, sviluppo economico e tutela dell’interesse nazionale.

Secondo il Presidente, il rafforzamento della difesa non rappresenta soltanto una risposta alle crisi internazionali, ma anche un investimento nella capacità del Paese di proteggere la propria libertà, la propria economia e il proprio futuro, mantenendo al tempo stesso saldo il valore dell’unità occidentale e della cooperazione tra gli alleati.

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