All’Estate Ragazzi in Vaticano il Pontefice invita a riscoprire amicizia, dialogo e preghiera nell’epoca degli schermi e delle App
Città del Vaticano, giovedì 25 giugno 2026 – In un tempo in cui smartphone, tablet e social network accompagnano gran parte della giornata di bambini e adolescenti, Papa Leone XIV ha rivolto un invito semplice ma profondo: non lasciare che la tecnologia sostituisca le relazioni umane, il dialogo e l’incontro con Dio.
Lo ha fatto durante la visita all’iniziativa “Estate Ragazzi in Vaticano”, il centro estivo promosso dal Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, incontrando bambini, ragazzi e animatori nell’Aula Paolo VI. Rispondendo alle domande dei partecipanti, il Pontefice ha affrontato uno dei temi più attuali per le nuove generazioni: il rapporto con il mondo digitale.
Un ragazzo ha raccontato quanto sia bello trascorrere le giornate del centro estivo senza telefono, riconoscendo però che durante il resto dell’anno è spesso difficile staccarsi dagli schermi. Una situazione nella quale molti giovani possono facilmente riconoscersi.
La tecnologia è utile, ma non può sostituire le relazioni
Papa Leone XIV ha riconosciuto il valore degli strumenti tecnologici, ricordando che possono essere molto utili per studiare, comunicare e svolgere numerose attività quotidiane. Tuttavia ha sottolineato che, quando ci si trova insieme, non è necessario avere sempre in mano il cellulare o il tablet. Proprio nei momenti vissuti senza schermi, ha osservato, si scopre spesso una gioia autentica.
Il Papa ha insistito sull’importanza delle amicizie vere, del gioco condiviso, della conversazione e della presenza reciproca. Bambini, ragazzi e adulti hanno bisogno di incontrarsi come persone, non come utenti collegati a una rete digitale. Per questo ha invitato a coltivare il dialogo in famiglia e con gli amici, evitando che ciascuno resti chiuso nel proprio schermo.
Per Leone XIV, il contatto umano resta una dimensione fondamentale della crescita. Le relazioni autentiche aiutano infatti a maturare, a conoscere meglio se stessi e a sviluppare quella capacità di ascolto che nessuna tecnologia può sostituire.
«Dio non vuole guardare il telefonino»
Tra le frasi più significative dell’incontro vi è quella dedicata alla preghiera. Pur riconoscendo che oggi è possibile leggere la Bibbia o utilizzare applicazioni religiose sul cellulare, il Papa ha ricordato che la fede non si riduce all’uso di uno strumento tecnologico.
«Dio non vuole guardare il telefonino: Dio vuole guardare i nostri cuori, la nostra vita», ha affermato il Pontefice. Un’espressione che riassume efficacemente il suo messaggio: la tecnologia può essere un aiuto, ma il rapporto con Dio nasce dalla libertà interiore, dalla preghiera e dall’apertura del cuore.
Per Leone XIV, pregare insieme, dialogare e condividere momenti reali rappresenta una scuola di umanità che rimane essenziale anche nell’era digitale.
Attenzione alla dipendenza dalle App
Rivolgendosi ai ragazzi più grandi, il Pontefice ha affrontato anche il tema della dipendenza digitale. Ha osservato che molte applicazioni sono progettate per trattenere l’attenzione degli utenti il più a lungo possibile, generando comportamenti ripetitivi e una crescente dipendenza dagli schermi.
Per questo ha suggerito di stabilire limiti concreti nell’utilizzo dei dispositivi elettronici, dedicando alcuni momenti della giornata alla famiglia, agli amici, allo studio, allo sport e alla vita spirituale. La libertà, ha lasciato intendere il Papa, consiste anche nella capacità di non diventare schiavi degli strumenti che utilizziamo.
Crescere insieme, non da soli
L’incontro si è svolto nel contesto del tema scelto per l’Estate Ragazzi 2026, ispirato al celebre romanzo “Il giro del mondo in 80 giorni” di Jules Verne. Un percorso educativo che invita a scoprire culture diverse, affrontare gli imprevisti con creatività e imparare il valore della collaborazione.
Al termine della visita, Papa Leone XIV ha pregato insieme ai ragazzi recitando il Padre Nostro e ha impartito la sua benedizione. Il messaggio lasciato ai partecipanti va oltre il contesto del centro estivo e riguarda l’intera società: la tecnologia può essere una risorsa preziosa, ma la felicità nasce dalle relazioni vere, dalla capacità di incontrarsi, di dialogare e di aprire il cuore a Dio.
Immagine elaborata con IA.