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Papa Leone XIV alle esequie del cardinale Ruini : La verità ci renderà liberi

Papa Leone XIV esequie cardinale Camillo Ruini

L’omaggio di Papa Leone XIV a uno dei protagonisti della Chiesa italiana degli ultimi decenni: «Moltissimo gli deve la Chiesa in Italia»

Giovedì 18 giugno 2026, nella Basilica di San Pietro, Papa Leone XIV ha presieduto le esequie del cardinale Camillo Ruini, figura centrale della Chiesa italiana tra la fine del Novecento e i primi anni del nuovo millennio. Nell’omelia, il Pontefice ha ricordato il lungo servizio ecclesiale del porporato, sottolineando il contributo offerto sia alla Conferenza Episcopale Italiana sia alla Diocesi di Roma.

Camillo Ruini, scomparso il 16 giugno all’età di 95 anni, è stato presidente della CEI dal 1991 al 2007 e vicario generale del Papa per la Diocesi di Roma dal 1991 al 2008. Per molti anni ha rappresentato uno dei principali punti di riferimento del cattolicesimo italiano, accompagnando la Chiesa attraverso profonde trasformazioni culturali e sociali.

Nel corso dell’omelia, Leone XIV ha ricordato come il cardinale Ruini abbia saputo guidare il Popolo di Dio e l’episcopato italiano «con entusiasmo, discernimento e coraggio», affrontando sfide particolarmente significative per la vita della Chiesa e della società italiana. Il Papa ha evidenziato il suo stile pastorale, caratterizzato da responsabilità, lucidità e capacità di orientamento nei momenti più delicati della storia ecclesiale recente.

«Veritas liberabit nos»

Uno dei passaggi più significativi dell’omelia è stato il richiamo al motto episcopale scelto dal cardinale Ruini: Veritas liberabit nos («La verità ci renderà liberi»).

Papa Leone XIV ha spiegato che queste parole sintetizzano una profonda concezione della persona umana e della libertà, fondata sulla rivelazione cristiana. Secondo il Pontefice, il messaggio conserva una particolare attualità in un tempo segnato da relativismo culturale e da visioni sempre più fluide dell’uomo e della realtà.

Richiamando l’insegnamento di San Paolo, Leone XIV ha ricordato che nulla può separare l’uomo dall’amore di Dio. È questa certezza, ha osservato, che ha sostenuto anche il ministero del cardinale Ruini e il suo impegno ecclesiale lungo decenni di servizio.

Un servizio alla Chiesa italiana

Nel suo ricordo, il Papa ha affermato che «moltissimo gli deve la Chiesa in Italia», riconoscendo il ruolo svolto dal cardinale nel guidare la Conferenza Episcopale Italiana per circa diciassette anni e nell’accompagnare la vita della Diocesi di Roma durante un lungo periodo di cambiamenti culturali e sociali.

Leone XIV ha inoltre descritto Ruini come un «pastore saggio e sollecito», capace di servire la Chiesa tanto negli incarichi più semplici quanto in quelli più gravosi, sempre con spirito di responsabilità e fedeltà al Vangelo.

Un’eredità che guarda al futuro

La celebrazione esequiale non è stata soltanto un momento di commiato, ma anche l’occasione per riflettere sull’eredità spirituale lasciata dal cardinale Ruini. La centralità della verità, il rapporto tra fede e cultura, la responsabilità dei cristiani nella vita pubblica e l’attenzione alla dignità della persona restano temi che continuano a interrogare la Chiesa e la società contemporanea.

Nel telegramma di cordoglio inviato dopo la sua morte, Papa Leone XIV aveva definito Ruini un fratello caratterizzato da «fede profonda, acuta intelligenza e sguardo lungimirante», ricordandone il servizio discreto e generoso al Vangelo e alla Chiesa.

Con la celebrazione delle esequie in San Pietro, la Chiesa ha reso omaggio a una delle figure più influenti dell’episcopato italiano contemporaneo, affidandolo alla misericordia di Dio e ricordando il valore di una vita interamente dedicata al servizio ecclesiale.

Immagine elaborata con IA.

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