Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ricorda gli agenti della scorta di Aldo Moro uccisi nell’agguato delle Brigate Rosse e ringrazia le donne e gli uomini in divisa che ogni giorno difendono la Repubblica
Nel giorno dell’anniversario della strage di via Fani, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha voluto ricordare sui social uno degli episodi più drammatici della storia della Repubblica italiana. Con un messaggio pubblicato ieri, 16 marzo, sul suo profilo X, il capo del Governo ha commemorato gli agenti della scorta di Aldo Moro uccisi durante l’attacco terroristico delle Brigate Rosse del 1978.
La mattina del 16 marzo 1978, in via Fani a Roma, un commando brigatista tese un agguato al convoglio che accompagnava il presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro. Nell’attacco furono assassinati cinque uomini della scorta: Giulio Rivera, Oreste Leonardi, Raffaele Iozzino, Domenico Ricci e Francesco Zizzi. Aldo Moro venne rapito e tenuto prigioniero per 55 giorni prima di essere ucciso dalle Brigate Rosse. Il suo corpo fu ritrovato il 9 maggio 1978 nel bagagliaio di un’auto parcheggiata nel centro di Roma.
Il messaggio di Meloni nel ricordo della strage di via Fani
Nel suo messaggio pubblicato sui social, Giorgia Meloni ha sottolineato il significato storico e simbolico di quella giornata, ricordando come il 16 marzo 1978 rappresenti una delle pagine più dolorose della storia repubblicana italiana.
Nel post, il Presidente del Consiglio ha scritto:
Il 16 marzo 1978 gli agenti Giulio Rivera, Oreste Leonardi, Raffaele Iozzino, Domenico Ricci e Francesco Zizzi, furono vigliaccamente uccisi nel tragico agguato in via Fani a Roma che portò al rapimento di Aldo Moro, il cui corpo fu poi ritrovato senza vita il 9 maggio…
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) March 16, 2026
Meloni ha quindi voluto rendere omaggio agli uomini della scorta, sottolineando il valore del loro servizio allo Stato e il sacrificio compiuto nella difesa delle istituzioni democratiche.
“Oggi desidero ricordare questi servitori dello Stato che hanno dato la vita per proteggere e difendere con coraggio e sacrificio le Istituzioni e la Repubblica”.
Il sacrificio degli uomini della scorta di Aldo Moro
La strage di via Fani rappresenta uno degli eventi più drammatici degli anni di piombo, il periodo segnato dal terrorismo politico che colpì l’Italia tra gli anni Settanta e Ottanta. L’attacco delle Brigate Rosse contro il convoglio di Aldo Moro fu preparato con grande precisione e segnò uno spartiacque nella storia della lotta armata nel Paese.
Le vittime dell’agguato furono cinque agenti delle forze dell’ordine incaricati della protezione del leader democristiano. Oreste Leonardi, maresciallo dei Carabinieri, era il capo della scorta e uno dei più fidati collaboratori di Moro. Domenico Ricci era l’autista del presidente della Democrazia Cristiana. Gli altri agenti – Giulio Rivera, Raffaele Iozzino e Francesco Zizzi – facevano parte del dispositivo di sicurezza che accompagnava il convoglio.
Il loro sacrificio è diventato nel tempo un simbolo del servizio allo Stato e della difesa delle istituzioni democratiche.
Un ringraziamento alle forze dell’ordine
Nel suo messaggio il Presidente del Consiglio ha inoltre esteso il ricordo degli agenti caduti a tutti coloro che oggi indossano una divisa e lavorano quotidianamente per la sicurezza del Paese. Meloni ha infatti espresso “eterna gratitudine” non solo per gli uomini della scorta di Aldo Moro, ma anche per tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine e alle istituzioni che operano ogni giorno a difesa dei cittadini e della Nazione.
Il riferimento alle donne e agli uomini in divisa richiama il ruolo fondamentale svolto dalle forze di sicurezza nella tutela della democrazia e dell’ordine pubblico, soprattutto in un periodo storico segnato da sfide complesse sul piano della sicurezza nazionale e internazionale.
Una memoria che resta viva nella storia della Repubblica
Il ricordo della strage di via Fani e del rapimento di Aldo Moro continua a rappresentare un momento di riflessione per l’Italia. L’attacco delle Brigate Rosse non colpì soltanto un leader politico di primo piano, ma mise alla prova la stabilità delle istituzioni democratiche del Paese.
A distanza di decenni, la memoria di quella tragedia resta un elemento centrale della storia repubblicana italiana. Il sacrificio degli uomini della scorta di Aldo Moro viene ricordato ogni anno come esempio di dedizione allo Stato e di difesa dei valori democratici.
Il messaggio diffuso da Giorgia Meloni nel 48° anniversario della strage di via Fani si inserisce proprio in questo contesto di memoria civile e istituzionale, volto a ricordare il coraggio di chi ha difeso la Repubblica anche a costo della propria vita.