Nel videomessaggio con l’intenzione di preghiera per marzo 2026, Papa Leone XIV invita a pregare per il disarmo e la pace, ricordando che la sicurezza tra i popoli non nasce dalla paura ma dalla fiducia, dalla giustizia e dalla solidarietà
Nel videomessaggio pubblicato giovedì 5 marzo 2026 con l’intenzione di preghiera del mese, Papa Leone XIV ha invitato i fedeli di tutto il mondo a pregare per il disarmo e la pace, sottolineando la necessità che le nazioni scelgano la via del dialogo e della diplomazia invece della violenza e della corsa agli armamenti.
L’iniziativa rientra nella tradizione delle intenzioni mensili affidate alla Rete Mondiale di Preghiera del Papa, che coinvolge milioni di fedeli nella preghiera per le sfide più urgenti dell’umanità e della missione della Chiesa.
L’intenzione di preghiera : disarmo e pace
Per il mese di marzo 2026, l’intenzione indicata dal Pontefice riguarda in modo esplicito il tema del disarmo, con particolare attenzione alla minaccia nucleare e alla responsabilità dei leader politici nel promuovere la pace.
La preghiera proposta da Leone XIV parte da una visione profondamente cristiana dell’umanità, ricordando che ogni persona è creata a immagine di Dio e chiamata alla comunione, non alla guerra.
Come afferma il Pontefice nella preghiera: “Crediamo che tu ci abbia creati per la comunione, non per la guerra, per la fraternità, non per la distruzione.” Da questa prospettiva nasce l’invito a pregare affinché i popoli e i governi scelgano percorsi di dialogo e cooperazione invece dello scontro armato.
“Le nazioni rinuncino alle armi”
Uno dei passaggi centrali del messaggio riguarda l’appello alle nazioni affinché rinuncino alle armi e intraprendano con decisione la via della diplomazia. Nella preghiera il Papa chiede infatti che la comunità internazionale possa scegliere il dialogo come strumento per risolvere i conflitti. “Oggi eleviamo la nostra supplica per la pace nel mondo, chiedendo che le nazioni rinuncino alle armi e scelgano la via del dialogo e della diplomazia.”
L’invito del Pontefice richiama un principio centrale della dottrina sociale della Chiesa: la pace non è soltanto l’assenza di guerra, ma la costruzione di relazioni giuste tra i popoli.
Disarmare i cuori prima delle armi
Accanto al disarmo militare, Papa Leone XIV sottolinea anche la necessità di un disarmo interiore. Per il Pontefice, la pace duratura nasce prima di tutto dalla conversione del cuore, liberandolo dall’odio, dal rancore e dall’indifferenza.
Nella preghiera il Papa chiede infatti a Dio di “disarmare i nostri cuori dall’odio, dal rancore e dall’indifferenza”, affinché le persone possano diventare strumenti di riconciliazione nel mondo. Questo richiamo mette in luce la dimensione spirituale della pace, che coinvolge la vita quotidiana delle famiglie, delle comunità e delle società.
La vera sicurezza tra i popoli
Uno dei passaggi più significativi del messaggio riguarda il concetto di sicurezza internazionale. Papa Leone XIV afferma che la sicurezza non può basarsi sulla paura o sulla logica del controllo militare, ma su relazioni fondate sulla fiducia reciproca.
Secondo il Pontefice, “la vera sicurezza non nasce dal controllo alimentato dalla paura, ma dalla fiducia, dalla giustizia e dalla solidarietà tra i popoli”. Si tratta di un messaggio che si inserisce nella tradizione del magistero della Chiesa sulla pace e sul disarmo, più volte richiamato anche dai pontefici precedenti.
Un appello ai leader del mondo
Nella parte finale della preghiera, Papa Leone XIV rivolge un appello diretto ai leader delle nazioni. Il Pontefice chiede che abbiano il coraggio di abbandonare i “progetti di morte”, fermare la corsa agli armamenti e mettere al centro la vita delle persone più vulnerabili.
Tra le preoccupazioni espresse nel messaggio emerge anche il rischio rappresentato dalle armi nucleari, con l’auspicio che la minaccia atomica non condizioni mai più il futuro dell’umanità.
Costruttori di pace nella vita quotidiana
La preghiera si conclude con un invito rivolto a tutti i credenti a diventare costruttori di pace nella vita quotidiana. Papa Leone XIV chiede allo Spirito Santo di rendere i cristiani “fedeli e creativi costruttori di pace” nelle famiglie, nelle comunità e nelle città.
Ogni gesto di riconciliazione, ogni parola gentile e ogni scelta di dialogo, afferma il Pontefice, possono diventare semi di un mondo nuovo. Il messaggio di marzo 2026 si inserisce così nel più ampio impegno della Chiesa cattolica per promuovere la pace tra i popoli e per incoraggiare una cultura del dialogo e della fraternità.