Al convegno internazionale “Laying the Groundwork for Jobs in Africa” il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni rilancia il Piano Mattei e la cooperazione con la Banca Mondiale per creare sviluppo, imprese e occupazione nel continente africano.
Italia e Africa : infrastrutture e lavoro al centro della strategia
Mercoledì 4 marzo 2026 la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta a Roma al convegno internazionale “Laying the Groundwork for Jobs in Africa: Core Infrastructure and Business Environments”, ospitato nella sede della Banca d’Italia a Palazzo Koch.
Nel suo intervento, il capo del governo ha indicato con chiarezza il principio che guida l’azione italiana nei confronti del continente africano: lo sviluppo e l’occupazione non nascono da decisioni politiche astratte, ma da condizioni economiche concrete, come infrastrutture efficienti, energia affidabile, capitale umano formato e istituzioni solide.
Meloni ha sottolineato che queste condizioni costituiscono la base per la crescita economica e per la creazione di imprese e lavoro stabile. Proprio su questo presupposto si fonda il Piano Mattei, la strategia italiana di cooperazione e investimento nei Paesi africani.
Il Piano Mattei e la cooperazione tra Europa e Africa
Secondo ik Presidente del Consiglio, l’obiettivo del Piano Mattei è favorire una cooperazione tra pari tra Europa e Africa, sostenendo lo sviluppo di filiere produttive locali, imprese africane solide e occupazione stabile.
La strategia italiana punta a creare condizioni strutturali per la crescita economica, permettendo ai Paesi africani di valorizzare le proprie risorse naturali, agricole e umane.
In questo contesto, la collaborazione con il Gruppo della Banca Mondiale rappresenta un elemento fondamentale. Meloni ha ricordato il dialogo avviato con il presidente della Banca Mondiale, Ajay Banga, basato su un approccio condiviso: mobilitare investimenti privati, ridurre il rischio per gli investitori e rafforzare le istituzioni economiche dei Paesi partner.
Roma ponte per gli investimenti verso l’Africa
Uno dei segnali più concreti di questa collaborazione è stata l’apertura nella capitale italiana dell’ufficio della International Finance Corporation, l’istituzione del Gruppo Banca Mondiale dedicata al settore privato.
La presenza stabile dell’IFC a Roma, ha spiegato Meloni, rappresenta una scelta strategica, perché consente di creare un collegamento operativo tra imprese italiane, mercati africani e strumenti finanziari internazionali.
L’obiettivo è trasformare Roma in uno snodo europeo per gli investimenti in Africa, facilitando l’incontro tra imprese, investitori e progetti economici capaci di generare occupazione.
Giovani africani e sfida demografica
Nel suo intervento la Presidente del Consiglio ha ricordato che l’Africa è il continente più giovane del pianeta: circa il 60% della popolazione ha meno di 25 anni. Ogni anno milioni di giovani entrano nel mercato del lavoro.
Secondo Meloni, questa dinamica può rappresentare una grande opportunità di sviluppo oppure un rischio di instabilità, se non accompagnata da adeguate opportunità economiche.
Investimenti in infrastrutture, energia, agricoltura e formazione possono trasformare questa crescita demografica in una leva di sviluppo economico e sociale.
Energia, agricoltura e formazione: i pilastri dello sviluppo
La strategia italiana si articola lungo alcuni assi principali.
- Il primo riguarda l’energia, considerata una condizione essenziale per lo sviluppo economico. Meloni ha ricordato il progetto Mission 300, sviluppato con la Banca Mondiale, che punta a garantire accesso all’elettricità a oltre 300 milioni di cittadini africani entro il 2030.
- Il secondo pilastro riguarda l’agricoltura, settore con enormi potenzialità nel continente africano. Migliorare la produttività agricola e sviluppare la trasformazione locale dei prodotti può generare milioni di posti di lavoro, soprattutto per giovani e donne.
- Il terzo asse è rappresentato da formazione e competenze. L’Italia sta promuovendo programmi di formazione tecnica e professionale, in collaborazione con imprese e istituzioni locali, per allineare le competenze dei giovani africani alle esigenze del mercato del lavoro. Tra le iniziative citate figurano centri di formazione agricola e per la gestione delle risorse idriche in Algeria e Tunisia e programmi per le energie rinnovabili in Marocco.
Investimenti e stabilità internazionale
Meloni ha evidenziato che lo sviluppo economico dell’Africa non è solo una questione di cooperazione internazionale, ma riguarda direttamente anche la stabilità globale.
Creare opportunità di lavoro nei Paesi africani significa infatti contrastare le cause profonde della migrazione forzata, rafforzare la stabilità regionale e costruire un rapporto più equilibrato tra Africa ed Europa.
L’efficacia della cooperazione, ha sottolineato, si misura sui risultati concreti: imprese sostenute, investimenti mobilitati e posti di lavoro creati.
Una strategia destinata ad ampliarsi
Attualmente il Piano Mattei coinvolge direttamente 14 Paesi africani. Nel corso del 2026 la strategia sarà estesa anche ad altri quattro Stati: Repubblica Democratica del Congo, Ruanda, Gabon e Zambia.
Secondo Meloni si tratta di una sfida complessa ma fondamentale per il futuro delle relazioni tra Europa e Africa.
“Quando un giovane africano trova lavoro nella propria terra – ha concluso – non stiamo solo aiutando lo sviluppo di una nazione, ma stiamo costruendo stabilità e un futuro condiviso tra i nostri continenti”.