All’incontro per gli ottant’anni del suffragio femminile in Italia, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ricorda il valore storico del voto del 1946 e ribadisce l’importanza di libertà, merito e pari opportunità nella democrazia contemporanea.
Ottant’anni dal voto alle donne : una svolta nella storia italiana
Martedì 3 marzo 2026, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta a Roma all’incontro “Voto alle donne. La democrazia italiana compie ottant’anni”, organizzato presso l’Accademia della Scherma, Casa delle Armi, nel Parco del Foro Italico.
All’evento erano presenti, tra gli altri, la ministra per la Famiglia, Natalità e Pari opportunità Eugenia Roccella e il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi. L’incontro ha voluto ricordare una tappa fondamentale della storia italiana: l’introduzione del suffragio universale e la partecipazione delle donne alla vita democratica del Paese.
Nel suo intervento, il Presidente del Consiglio ha ricordato in particolare la data del 10 marzo 1946, quando si svolsero le prime elezioni amministrative in Italia con la partecipazione di uomini e donne. Si trattò di un passaggio storico che anticipò il referendum istituzionale del 2 giugno e segnò l’avvio della democrazia repubblicana. “Quel voto – ha ricordato Meloni – ha dato alla Repubblica un carattere democratico indelebile, avviando un percorso ancora in atto verso la piena parità”.
Il ruolo delle donne nella nascita della Repubblica
Il voto del 1946 rappresentò un cambiamento radicale nella storia politica e sociale dell’Italia. Per la prima volta le donne parteciparono pienamente alla vita pubblica e alla costruzione delle istituzioni democratiche.
Dopo il referendum istituzionale e le elezioni per l’Assemblea Costituente, 21 donne entrarono in Parlamento, contribuendo alla stesura della Costituzione repubblicana.
Meloni ha ricordato questo passaggio citando le parole della giornalista e scrittrice Anna Garofalo, che descrisse l’emozione di quel momento storico: le schede elettorali, scrisse, venivano tenute tra le mani “come fossero biglietti d’amore”.
Quelle parole, secondo la Presidente del Consiglio, raccontano bene la consapevolezza di un passaggio decisivo: da quel momento l’Italia non sarebbe stata più la stessa.
Un cammino di libertà e responsabilità
Nel suo intervento, Meloni ha sottolineato che il percorso verso la piena parità non è ancora concluso. Gli ultimi ottant’anni hanno permesso alle donne italiane di affermarsi in molti ambiti della società, ma il cammino è stato segnato da sacrifici, determinazione e coraggio. Il Presidente del Consiglio ha ricordato come molte donne abbiano dovuto affrontare pregiudizi e ostacoli per poter esprimere il proprio talento e le proprie capacità.
Secondo Meloni, la forza delle donne non risiede nell’imitazione dei modelli maschili, ma nella capacità di valorizzare la propria specificità: umanità, concretezza, capacità decisionale e minore disponibilità al compromesso. In questo senso, ha affermato, non esistono “politiche femminili” in senso stretto, ma può esistere una visione femminile della politica, capace di arricchire il dibattito pubblico e le scelte istituzionali.

Il presidente Giorgia Meloni e la campionessa Francesca Lollobrigida all’incontro Voto alle donne
Pari opportunità, lavoro e politiche familiari
Nel suo intervento, la Presidente del Consiglio ha ricordato alcune misure adottate dal Governo per favorire la partecipazione delle donne al lavoro e alla vita sociale.
Tra queste:
- l’ampliamento dei congedi parentali per madri e padri
- la decontribuzione per le madri lavoratrici
- l’aumento dei rimborsi per gli asili nido
Secondo Meloni, queste politiche hanno contribuito a raggiungere un record storico di occupazione femminile, dopo anni in cui il tasso di partecipazione delle donne al lavoro sembrava difficilmente modificabile. Parallelamente, il Governo ha intensificato anche la lotta contro la violenza sulle donne, fenomeno che continua a rappresentare una grave emergenza sociale.
Il Presidente del Consiglio ha sottolineato come su questo tema il Parlamento abbia dimostrato una significativa unità, riconoscendo il contributo delle forze politiche di maggioranza e opposizione nel promuovere iniziative comuni.
Libertà, merito e democrazia
Un passaggio centrale del discorso ha riguardato il rapporto tra libertà, merito e pari opportunità. Meloni ha sostenuto che il compito dello Stato non è stabilire a priori quante donne debbano occupare determinate posizioni, ma garantire condizioni di partenza realmente eque, rimuovendo gli ostacoli che impediscono a tutti di competere alla pari.
La parità, ha ricordato, non è una concessione ma un diritto, sancito dalla Costituzione italiana e ancora oggi oggetto di impegno politico e civile. In questo quadro, il ruolo delle istituzioni è quello di assicurare che “la partita non sia truccata”, offrendo a tutti le stesse opportunità di accesso al lavoro, alla politica e alle responsabilità pubbliche.
Uno sguardo alle sfide globali
Nel finale del suo intervento, la Presidente del Consiglio ha richiamato l’attenzione anche sulle donne che, in molte parti del mondo, continuano a lottare per diritti fondamentali.
In particolare, ha ricordato le donne e le ragazze iraniane che, affrontando repressioni e persecuzioni, rivendicano libertà e dignità. Il loro coraggio, ha osservato Meloni, ricorda quanto siano preziose le conquiste democratiche ottenute in Europa e quanto sia necessario difenderle.
Il messaggio alle donne italiane
Alla vigilia del 10 marzo, anniversario delle prime elezioni con suffragio universale, e dell’8 marzo, Giornata internazionale della donna, la Presidente del Consiglio ha concluso il suo intervento con un messaggio rivolto alle donne italiane.
Le istituzioni, ha affermato, devono continuare a lavorare per garantire libertà e pari opportunità. Ma la piena realizzazione delle persone dipende anche dalla capacità di credere nel proprio valore. Citandola, Meloni ha ricordato una frase della scrittrice Virginia Woolf: “Non c’è cancello, nessuna serratura, nessun bullone che potete regolare sulla libertà della mia mente”. Un richiamo alla libertà personale e alla responsabilità individuale che, secondo la Presidente del Consiglio, resta uno dei fondamenti della democrazia italiana.
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