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Ridurre il peso delle bollette su famiglie e imprese : Meloni annuncia risparmi per oltre 5 miliardi

presidente Giorgia Meloni videomessaggio isole minori

Nel videomessaggio sul decreto energia approvato dal Consiglio dei Ministri del 18 febbraio 2026, il Presidente del Consiglio illustra aiuti per famiglie vulnerabili, tagli ai costi per le imprese e misure strutturali sul mercato energetico

Venerdì 20 febbraio 2026 il Governo ha diffuso i contenuti del videomessaggio del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni relativo al decreto-legge sulle misure urgenti per la riduzione del costo dell’energia elettrica e del gas, approvato nel Consiglio dei Ministri n. 162 di mercoledì 18 febbraio 2026. Il provvedimento rappresenta uno dei principali interventi economici dell’anno, con un impatto complessivo stimato in oltre 5 miliardi di euro tra risparmi e benefici diretti per famiglie e imprese.

Nel suo intervento, il Presidente Meloni ha sottolineato che l’obiettivo del Governo è «fare il possibile per ridurre il peso delle bollette su famiglie e imprese», indicando il decreto come una risposta concreta a una delle priorità fissate sin dall’inizio della legislatura.

Bonus bollette rafforzato per le famiglie vulnerabili

Il primo capitolo del decreto riguarda il sostegno alle famiglie in difficoltà economica. Il Governo interviene nuovamente sul bonus sociale, che raggiunge circa 2,7 milioni di nuclei familiari vulnerabili. A questi beneficiari viene riconosciuto uno sconto aggiuntivo di 115 euro annui sulla bolletta elettrica, che si somma ai 200 euro già previsti, portando il sostegno complessivo a 315 euro l’anno.

Il provvedimento introduce inoltre un meccanismo volontario che coinvolge le aziende energetiche, incentivandole a offrire uno sconto di almeno 60 euro annui alle famiglie con ISEE fino a 25 mila euro che non rientrano nel bonus sociale. In cambio, le imprese energetiche potranno ottenere un riconoscimento in termini di visibilità e reputazione.

Riduzione dei costi energetici per le imprese

Il secondo pilastro del decreto riguarda il sistema produttivo, con misure finalizzate alla riduzione degli oneri generali di sistema che incidono in modo significativo sulle bollette delle imprese.

Tra gli interventi principali figurano il taglio dei tempi di pagamento degli oneri di sistema da parte delle aziende energetiche e l’aumento del 2% dell’aliquota IRAP per le imprese del settore energetico. Le risorse ottenute vengono utilizzate per ridurre il costo delle bollette di oltre quattro milioni di imprese italiane.

Sono previste inoltre misure specifiche per le aziende ad alto consumo di gas, come i comparti della ceramica e del vetro, attraverso la riduzione degli oneri di trasporto e di altre componenti tariffarie.

Benefici economici concreti: gli esempi

Il Governo ha fornito anche alcune stime indicative dei risparmi ottenibili. Un artigiano o un piccolo ristoratore potrebbe registrare una riduzione media di oltre 500 euro annui sulla bolletta elettrica e circa 200 euro su quella del gas. Per le piccole e medie imprese di dimensioni maggiori, il beneficio può arrivare a circa 9 mila euro annui sull’elettricità e 10 mila euro sul gas. Le imprese energivore e gasivore, invece, potrebbero ottenere riduzioni fino a oltre 220 mila euro annui sul gas.

Secondo il Presidente Meloni, il complesso delle norme produrrà «un taglio concreto sulle bollette di luce e gas di tutte le aziende», contribuendo a rafforzare la competitività del sistema produttivo nazionale.

Disaccoppiamento energia – gas e piattaforma PPA

Una delle innovazioni più rilevanti del decreto riguarda il meccanismo di disaccoppiamento del prezzo dell’energia elettrica da quello del gas. Il Governo intende favorire la diffusione dei contratti di lungo periodo per l’acquisto di energia rinnovabile, i cosiddetti Power Purchase Agreement (PPA), attraverso una piattaforma pubblica che permetta anche alle piccole imprese di aggregarsi per acquistare direttamente dai produttori.

Il sistema prevede il supporto del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) e di SACE, con l’obiettivo di ridurre l’esposizione delle imprese alla volatilità dei mercati energetici e alla speculazione.

Il nodo ETS e il confronto europeo

Il decreto affronta anche il tema dei costi legati al sistema ETS (Emission Trading System), che contribuiscono a determinare il prezzo dell’energia. Il Governo punta a scorporare il costo degli ETS dalla formazione del prezzo delle energie rinnovabili, come idroelettrico e solare, per ridurre il costo finale delle bollette.

La misura richiederà l’autorizzazione dell’Unione europea ed è inserita nel più ampio confronto europeo sulla competitività industriale e sulla transizione energetica.

Misure strutturali e prospettive

Nel videomessaggio, il Presidente del Consiglio ha definito il provvedimento una scelta strutturale e non soltanto emergenziale, sottolineando l’impegno del Governo a sostenere cittadini e imprese nel medio-lungo periodo. «Continueremo ad andare avanti in questa direzione — ha affermato Meloni — per sostenere i nostri cittadini e difendere chi lavora e produce».

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