Nel messaggio per la veglia ecumenica di Sion, il Papa esprime vicinanza alle famiglie delle vittime di Crans Montana e richiama la speranza cristiana fondata sulla Risurrezione
Il 28 gennaio 2026, in vista della veglia ecumenica di preghiera celebrata il 1 febbraio nella cattedrale di Sion in Svizzera, Papa Leone XIV ha indirizzato un toccante messaggio ai familiari delle vittime e alle comunità colpite dal tragico incendio che ha devastato la località alpina di Crans Montana.
La notte di Capodanno un incendio scoppiato all’interno del bar Le Constellation ha provocato la morte di decine di persone, in gran parte giovani, e il ferimento di molte altre, lasciando nel dolore intere famiglie e comunità.
In questo contesto di lutto e smarrimento, il Pontefice ha voluto offrire vicinanza, consolazione e speranza cristiana, ricordando che “nulla è finito” e che la **fede nella Risurrezione di Cristo resta un’ancora sicura nei momenti più difficili della vita.
La vicinanza della Chiesa : “Desidero esprimere la mia affettuosa vicinanza”
Nel suo messaggio, Papa Leone XIV si rivolge “con profonda emozione” a tutti coloro che stanno vivendo il dolore per la perdita di una persona cara o che assistono chi è segnato da ferite fisiche e spirituali. “Desidero semplicemente esprimervi la mia vicinanza e affetto, insieme a quelli di tutta la Chiesa, che, attraverso la sua presenza materna, desidera – per quanto possibile – portare con voi il fardello della sofferenza.”
Il Papa invita i fedeli a trovare forza e sostegno nei sacerdoti, nelle comunità cristiane e nei legami fraterni, perché siano un aiuto concreto per superare il dolore e conservare il coraggio nei giorni a venire.
Dal dolore alla speranza : guardare alla Croce e alla Risurrezione
Uno dei passaggi più significativi del messaggio riguarda l’invito a rivolgere lo sguardo alla Croce di Cristo e alla sua Risurrezione, come fonte di speranza e di consolazione:
“In questo tempo in cui le vostre anime sono afflitte non solo dalla sofferenza ma anche dall’incomprensione e dal senso di abbandono, posso solo affidarvi alla Vergine Maria, Nostra Signora dei Dolori, che vi tiene stretti al suo cuore e vi invita a guardare con lei alla Croce.” Per il Pontefice, infatti, la Croce non è solo simbolo di sofferenza, ma luogo in cui Dio ha condiviso pienamente l’esperienza umana del dolore e ha aperto la via alla vita nuova per mezzo della Risurrezione.
La certezza della fede : “Gesù è veramente risorto !”
Papa Leone XIV sottolinea con forza che Gesù risorto è la speranza che dà senso anche alle tenebre del dolore umano: “Perché Gesù è veramente risorto! Questa è la dolce certezza che la Santa Chiesa proclama con fiducia e serenità, e sulla quale si fonda la nostra immensa speranza.”
Il Pontefice ricorda poi l’affermazione di san Paolo secondo cui niente può separarci dall’amore di Dio: né la morte, né la vita, né le prove o le sofferenze. Questa espressione di fiducia cristiana invita a guardare oltre il dolore immediato, coltivando la speranza che un giorno sarà possibile incontrare di nuovo i propri cari e che “anche qui sulla terra sorgerà per voi un nuovo giorno”.
Un messaggio di speranza per le comunità ferite
Il messaggio di Papa Leone XIV, letto durante la celebrazione ecumenica a Sion, è un segno di unità e di speranza non solo per i cattolici, ma anche per le altre comunità cristiane presenti, che si sono raccolte in preghiera per le vittime e per le loro famiglie.
Con parole di profonda umanità e compassione, il Santo Padre invita a tenere salda l’ancora della speranza, fissata in Cristo, come forza per perseverare nel cammino della vita, anche nei momenti più bui.
Il messaggio di Papa Leone XIV alle famiglie delle vittime di Crans Montana rappresenta un richiamo alla fede vivente e alla capacità di trasformare il dolore in speranza. Attraverso le sue parole, il Pontefice indica alla Chiesa e al mondo intero che la sofferenza umana trova un senso nella luce della Risurrezione, e che nulla di quanto è stato vissuto con amore va perduto per sempre.
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