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Strage di Crans Montana, Meloni convoca l’Ambasciatore Cornado : collaborazione giudiziaria con la Svizzera

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Scarcerazione di Jacques Moretti : l’Italia ha richiamato l’Ambasciatore Cornado e chiesto una squadra investigativa congiunta tra Italia e Svizzera per fare piena luce sulla strage di Crans Montana del 1° gennaio 2026

Roma, martedì 27 gennaio 2026 – Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricevuto ieri a Palazzo Chigi l’Ambasciatore d’Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, richiamato a Roma d’intesa con il Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, in seguito alla decisione del Tribunale delle Misure Coercitive di Sion di disporre la scarcerazione di Jacques Moretti, ritenuto coinvolto nella strage di Crans-Montana del 1° gennaio 2026.

La vicenda, che ha profondamente scosso l’opinione pubblica italiana e internazionale, riguarda uno degli episodi più gravi avvenuti in territorio elvetico negli ultimi anni, con vittime anche di nazionalità italiana. La scelta delle autorità giudiziarie svizzere di concedere la libertà a uno dei principali indagati ha suscitato forte preoccupazione a Roma, aprendo un delicato dossier diplomatico e giudiziario tra i due Paesi.

All’incontro con il Presidente Meloni hanno partecipato anche il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e l’Avvocato Generale dello Stato Gabriella Palmieri Sandulli. Al centro del colloquio, la necessità di garantire che l’inchiesta sulla strage di Crans-Montana prosegua senza rallentamenti e con la massima trasparenza, nel pieno rispetto delle vittime e dei loro familiari.

Secondo quanto reso noto da Palazzo Chigi, il Governo italiano ha deciso di subordinare il rientro in Svizzera dell’Ambasciatore Cornado all’avvio di una “effettiva e concreta collaborazione” tra le autorità giudiziarie italiane e svizzere. In particolare, è stata posta come condizione l’immediata costituzione di una squadra investigativa comune, sul modello delle Joint Investigation Teams previste in ambito europeo, affinché possano essere accertate rapidamente e senza zone d’ombra tutte le responsabilità penali legate alla strage.

La decisione di richiamare temporaneamente l’Ambasciatore rappresenta un segnale politico e diplomatico di rilievo. Pur nel rispetto dell’autonomia della magistratura elvetica, l’Italia intende ribadire la centralità del principio di giustizia e la tutela dei propri cittadini, chiedendo che non vi siano ritardi o incertezze nell’accertamento dei fatti e nell’eventuale esercizio dell’azione penale.

Nel post pubblicato su X il 24 gennaio, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso, insieme al Ministro degli Esteri Antonio Tajani, la ferma e “viva indignazione” del Governo italiano per la decisione del Tribunale delle Misure Coercitive di Sion di scarcerare Jacques Moretti, nonostante la gravità delle accuse, il concreto pericolo di fuga e il rischio di inquinamento delle prove. La Premier ha definito il provvedimento una “grave offesa” e una “ulteriore ferita” per le famiglie delle vittime della tragedia di Crans-Montana e per i feriti ancora ricoverati, ribadendo la richiesta di verità e giustizia da parte dell’Italia. In questo quadro, è stato disposto il richiamo a Roma dell’Ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, per valutare e definire le ulteriori iniziative diplomatiche e istituzionali a tutela delle aspettative di giustizia e del rispetto dovuto al dolore delle famiglie coinvolte.


La strage di Crans-Montana, avvenuta nella notte di Capodanno, ha avuto un forte impatto emotivo e mediatico, riaprendo il dibattito sulla cooperazione giudiziaria internazionale, sui tempi delle indagini e sulle misure cautelari nei procedimenti per reati di particolare gravità. In questo contesto, la richiesta italiana di una task force investigativa congiunta mira a rafforzare lo scambio di informazioni, la condivisione delle prove e il coordinamento tra le procure dei due Paesi.

Il Governo, attraverso l’iniziativa del Presidente Meloni e del Ministro Tajani, intende dunque mantenere alta l’attenzione sulla vicenda e assicurare che la ricerca della verità sulla strage di Crans-Montana proceda in modo rapido, rigoroso e credibile, nel quadro di una collaborazione giudiziaria piena e leale tra Italia e Svizzera.

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