Lunedì 19 gennaio 2026 il Presidente del Consiglio ha incontrato il Presidente Lee Jae Myung : partenariato industriale, semiconduttori, Indo-Pacifico, Piano Mattei e dialogo tra democrazie avanzate
Lunedì 19 gennaio 2026 il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha compiuto una visita ufficiale nella Repubblica di Corea, incontrando a Seoul il Presidente Lee Jae-Myung e rilasciando con lui dichiarazioni congiunte alla stampa. Si tratta della prima visita di un Capo di Governo europeo dopo l’elezione e l’insediamento del nuovo Presidente coreano e, al tempo stesso, della prima visita di un Primo Ministro italiano nel Paese asiatico dopo circa vent’anni, a conferma della volontà di inaugurare una nuova fase nelle relazioni bilaterali.
Nel corso dell’incontro, Meloni ha sottolineato il valore strategico del rapporto tra Italia e Corea del Sud, definite “Nazioni amiche e alleate”, accomunate da istituzioni democratiche solide e da un alto livello di sviluppo tecnologico. In un contesto internazionale segnato da instabilità, competizione geopolitica e rapide trasformazioni economiche, Roma e Seoul intendono rafforzare il coordinamento politico e la cooperazione economica, industriale e scientifica.
La visita si è aperta con un momento di forte valore simbolico e storico: la deposizione di una corona al Seoul National Cemetery, il Cimitero Nazionale che onora i caduti, in particolare della Guerra di Corea. Un gesto che ha richiamato il legame tra memoria, sicurezza e alleanze, in un’epoca in cui la stabilità regionale e globale torna ad essere una priorità centrale.
Nel suo intervento alla stampa, il Presidente del Consiglio ha individuato tre assi strategici su cui costruire il rilancio del partenariato bilaterale. Il primo riguarda il rafforzamento delle relazioni economiche e industriali. La Corea del Sud rappresenta oggi il primo mercato asiatico per l’export italiano in termini pro capite, un dato che testimonia sia l’apprezzamento per il Made in Italy sia l’elevato potenziale di crescita, soprattutto nei settori ad alto valore aggiunto. L’obiettivo condiviso è promuovere investimenti reciproci, sostenere l’internazionalizzazione delle imprese, in particolare delle piccole e medie, e lavorare alla rimozione di alcune barriere non tariffarie.
Il secondo pilastro è la sicurezza e la resilienza delle catene del valore, con particolare attenzione ai settori tecnologici strategici. In questo quadro si colloca la firma di un Memorandum sui semiconduttori, considerati una risorsa cruciale per l’economia digitale, l’industria avanzata e la sicurezza nazionale. Meloni ha richiamato l’importanza di integrare cooperazione industriale, ricerca scientifica, università, centri di ricerca e formazione di competenze avanzate, ricordando che, secondo la Banca Mondiale, l’80% della ricchezza delle economie più sviluppate è di natura immateriale, legata al sapere e all’innovazione.
Il terzo asse riguarda il coordinamento politico sui grandi dossier internazionali. I colloqui hanno toccato la situazione dell’Indo-Pacifico, il legame sempre più stretto tra sicurezza europea e asiatica, anche alla luce della guerra in Ucraina, e la necessità di rafforzare la cooperazione nei forum multilaterali, compreso un maggiore coinvolgimento della Corea nei meccanismi di dialogo con il G7. In questo contesto, Meloni ha espresso apprezzamento per l’approccio pragmatico e orientato alla riduzione delle tensioni del Presidente Lee.
Un capitolo rilevante del confronto ha riguardato anche l’Africa e le possibili sinergie tra Italia e Corea nell’ambito del Piano Mattei. Le due Nazioni hanno condiviso l’idea di avviare progetti comuni che integrino tecnologia, formazione, investimenti e strumenti finanziari internazionali, in collaborazione con la Banca Mondiale e la Banca Africana di Sviluppo, nelle aree già coinvolte dalla strategia italiana di cooperazione con il continente africano.
Accanto alle dimensioni economiche e geopolitiche, Meloni ha richiamato l’importanza della cooperazione culturale e dello scambio tra i popoli, sottolineando il valore del dialogo “people to people” come base duratura delle relazioni internazionali. La visita, nelle intenzioni del Governo italiano, non si limita a un evento protocollare, ma segna l’avvio di un percorso strutturato, fondato su obiettivi verificabili e risultati concreti.
In chiusura, il Presidente del Consiglio ha invitato ufficialmente il Presidente Lee Jae-Myung a compiere una visita di Stato in Italia nel corso del 2026, occasione che dovrebbe consentire di fare il punto sui progetti avviati e di definire nuove tappe di una cooperazione che Roma considera sempre più strategica, in un mondo caratterizzato da interdipendenze globali, competizione tecnologica e ricerca di nuovi equilibri tra Europa e Indo-Pacifico.