Il presidente del CNOG Carlo Bartoli interviene in Commissione Giustizia sulla legge delega per la riforma degli ordinamenti professionali, tra autonomia degli Ordini, formazione e garanzie per la qualità dell’informazione
Nel quadro della discussione parlamentare sul disegno di legge delega relativo alla riforma della disciplina degli ordinamenti professionali, il presidente nazionale del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti (CNOG), Carlo Bartoli, è stato audito il 14 gennaio 2026 davanti alla Commissione Giustizia del Senato della Repubblica. L’intervento, disponibile integralmente in video sulla WebTV del Senato, ha offerto spunti chiave sulle proposte dell’Ordine in vista delle novità normative che riguardano le professioni ordinistiche in Italia, con particolare riferimento alla categoria giornalistica.
Gli obiettivi della riforma degli ordini professionali
La riforma degli ordinamenti professionali in esame punta a semplificare e aggiornare la disciplina delle professioni regolamentate da ordini e collegi, rispondendo alla necessità di un quadro normativo coerente con le esigenze moderne del mercato del lavoro e delle nuove modalità di prestazione professionale. Tra gli obiettivi dichiarati vi è la delegificazione di norme e procedure non essenziali, con un maggiore spazio regolatorio attribuito direttamente agli ordini professionali sotto la vigilanza dei ministeri competenti.
Le proposte dell’Ordine dei giornalisti illustrate da Bartoli
Nel suo intervento, Carlo Bartoli ha espresso una sostanziale condivisione dell’impianto generale della legge delega, pur con alcune osservazioni specifiche rispetto alla categoria dei giornalisti.
Delegificazione e autonomia normativa
Una delle principali proposte avanzate dall’Ordine riguarda la necessità di spostare dal livello legislativo a quello regolamentare interno all’Ordine la maggior parte delle norme di carattere organizzativo e procedurale. Ciò riguarda, ad esempio, la formazione professionale continua, la strutturazione degli esami di Stato per l’abilitazione alla professione giornalistica e altre regole operative che non richiederebbero una disciplina legislativa dettagliata.
Revisione delle sanzioni per mancata formazione
Un tema molto dibattuto è quello delle sanzioni per il mancato rispetto degli obblighi formativi: Bartoli ha proposto di trasformare le attuali sanzioni disciplinari in sanzioni amministrative, con l’obiettivo di semplificare l’iter sanzionatorio e alleggerire la pressione sui consigli di disciplina locali.
Questa proposta, tuttavia, ha suscitato critiche da parte della Federazione Nazionale Stampa Italiana – FNSI : in particolare, la segretaria generale Alessandra Costante ha espresso la contrarietà a ipotesi — come la sospensione o l’automatica radiazione dell’inadempiente — che potrebbero limitare la capacità lavorativa dei giornalisti, suggerendo che la normativa debba essere “calata nella realtà” considerando i ritmi di lavoro e le difficoltà pratiche di accesso alla formazione professionale.
L’importanza della formazione e dell’etica professionale
Per l’Ordine dei giornalisti, la formazione continua non è soltanto un adempimento burocratico, ma un elemento fondamentale per garantire la qualità dell’informazione e la tutela dei cittadini. Anche nel contesto della riforma, Bartoli ha ricordato che una disciplina più chiara e snella delle norme formative può contribuire a rendere più efficaci gli strumenti di aggiornamento professionale, pur mantenendo alto il livello deontologico.
In questo senso, l’attuale “Testo unico dei doveri del giornalista” — che sostituisce la storica Carta dei doveri — fornisce un quadro di riferimento etico e professionale imprescindibile per la categoria, basato sulla libertà di stampa e sull’obbligo di accuratezza dell’informazione.
Prospettive e prossimo iter parlamentare
La legge delega oggetto dell’audizione dovrà ora proseguire il suo iter nelle Commissioni parlamentari competenti, con l’auspicio di giungere rapidamente a una versione condivisa che tenga conto delle osservazioni delle categorie professionali interessate. Per l’Ordine dei giornalisti, l’obiettivo rimane quello di mantenere un equilibrio tra autonomia professionale, qualità dell’esercizio professionale e tutela dell’interesse pubblico.
Resta fondamentale nei prossimi mesi il dialogo tra istituzioni, ordini professionali e parti sociali, affinché la riforma possa effettivamente modernizzare le professioni ordinistiche italiane senza compromettere i diritti e le prerogative delle singole categorie.
Il video dell’audizione del presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Bartoli, in Commissione Giustizia del Senato sulla riforma degli ordinamenti professionali:
https://webtv.senato.it/webtv/commissioni/riforma-della-disciplina-degli-ordinamenti-professionali-4
Fonte Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti.
Video e immagine: cortesia Senato della Repubblica.