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Liberazione di Trentini e Burlò : il videomessaggio di Giorgia Meloni e l’azione della diplomazia italiana

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La liberazione di Trentini e Burlò “frutto di un lavoro discreto ma efficace” : così il presidente Giorgia Meloni nel suo videomessaggio sulla liberazione dei due connazionali

Il premier ha ringraziato le autorità di Caracas

Ieri, Lunedì 12 gennaio 2026, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato con un videomessaggio ufficiale la liberazione dei connazionali Alberto Trentini e Mario Burlò, detenuti in Venezuela e ora in sicurezza presso l’Ambasciata d’Italia a Caracas. Un aereo è già partito da Roma per riportarli in patria, dove potranno finalmente riabbracciare le loro famiglie dopo mesi di attesa e preoccupazione.

La notizia è stata accolta con sollievo non solo dalle famiglie dei due connazionali, ma da tutto il Paese, che ha seguito con apprensione la vicenda durata oltre un anno e costellata di attese e incertezze.

Il videomessaggio di Meloni : ringraziamenti e valore diplomatico

Nel suo messaggio, il Presidente Giorgia Meloni ha sottolineato che si tratta di “una notizia che riempie di gioia”, ricordando di aver parlato personalmente con Trentini e Burlò dopo la loro scarcerazione. La premier ha voluto estendere un ringraziamento ufficiale alle autorità venezuelane, in particolare alla presidente incaricata Delcy Rodríguez, per la collaborazione dimostrata.

Secondo Meloni, la liberazione è il risultato di un lavoro discreto ma efficace portato avanti dalla rete diplomatica italiana e dai servizi di intelligence, con l’obiettivo di tutelare i cittadini italiani all’estero. Un’azione coordinata che, ha ricordato la Presidente, comprende anche l’impegno delle istituzioni e delle persone “che hanno operato con impegno e discrezione per il raggiungimento di questo importante risultato”.

Giorgia Meloni ha poi ricordato l’affetto e la solidarietà verso le famiglie di Trentini e Burlò, che hanno vissuto mesi di preoccupazione, assicurando che l’Italia continuerà a lavorare “senza sosta” per favorire la cooperazione con Caracas e altri possibili sviluppi positivi nei rapporti bilaterali.

Chi sono Trentini e Burlò

Alberto Trentini, cooperante italiano di origini venete, era detenuto in Venezuela da oltre 423 giorni senza accuse formali mentre lavorava per l’organizzazione umanitaria Humanity and Inclusion; la sua detenzione era stata confermata ufficialmente solo due mesi dopo l’arresto.

Accanto a lui era detenuto anche Mario Burlò, imprenditore torinese, arrestato nello stesso periodo in circostanze non pienamente chiarite e trattenuto nella prigione di massima sicurezza di El Rodeo I a Caracas.

L’annuncio della loro liberazione ha generato una forte mobilitazione istituzionale e sociale. Autorità italiane, parlamentari e esponenti politici di vari schieramenti hanno espresso soddisfazione per l’esito positivo, salutando la decisione venezuelana come un segnale diplomatico importante.

Centinaia di prigionieri politici sono ancora in carcere in Venezuela

La scarcerazione di Trentini e Burlò avviene in un momento in cui il Venezuela ha avviato una serie di liberazioni di detenuti, inclusi prigionieri considerati di natura politica o detenuti stranieri, come gesto di “buona volontà” nel contesto politico post-Maduro.

Tuttavia, gruppi per i diritti umani e organizzazioni internazionali sottolineano che centinaia di prigionieri politici restano ancora nelle carceri venezuelane, nonostante alcune scarcerazioni recenti. Fonti internazionali stimano che il numero complessivo di detenuti per motivi politici nel Paese possa superare gli 800 individui, molti dei quali accusati senza processo o con imputazioni considerate arbitrarie.

Tra le persone rilasciate in passato recente figurano figure dell’opposizione, attivisti e cittadini stranieri, ma la maggior parte dei detenuti politici, inclusi dissidenti locali e giornalisti, è ancora in custodia.

La liberazione di Trentini e Burlò viene quindi letta non solo come un successo diplomatico specifico, ma anche in un contesto più ampio di pressioni internazionali e tentativi di modificare l’immagine del Venezuela dopo anni di tensioni politiche interne.

Ritorno in Italia e reazioni istituzionali

Il loro rientro in Italia è atteso per nella mattina di oggi, con grande emozione da parte delle famiglie e dele loro comunità d’origine. Trentini ha già espresso la sua gratitudine verso il governo italiano, il corpo diplomatico e l’ambasciata per il sostegno ricevuto durante la detenzione, mentre Burlò ha dichiarato il desiderio di riabbracciare i propri cari dopo mesi di difficoltà.

Leader politici italiani, tra cui esponenti di governo e opposizione, hanno accolto con favore la notizia, definendola un risultato importante di tutela dei diritti dei cittadini italiani all’estero e della capacità negoziale dello Stato italiano.

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