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Papa Leone XIV ai Volontari del Giubileo : la speranza sia contagiosa. Messaggio di ringraziamento e fiducia nel futuro

Papa Leone XIV ai volontari del Giubileo : la speranza sia contagiosa

Papa Leone XIV ringrazia i volontari del Giubileo per il servizio silenzioso e generoso e li invita a rendere la speranza un segno concreto di accoglienza, fraternità e futuro per la Chiesa e il mondo

Papa Leone XIV ha incontrato oggi, 10 gennaio 2026, i volontari e i collaboratori che hanno contribuito alla riuscita del Giubileo della Speranza, esprimendo profonda gratitudine per il loro impegno silenzioso e generoso. Il discorso, pronunciato nell’Aula Paolo VI alla presenza dei rappresentanti degli enti civili ed ecclesiastici, ha sottolineato il ruolo decisivo dei volontari nel permettere a oltre trenta milioni di pellegrini di vivere con pienezza l’esperienza giubilare, ambiente di incontro, preghiera, speranza e carità.

Un ringraziamento ricco di riconoscenza per i volontari del Giubileo

Nell’udienza con i rappresentanti degli enti e i collaboratori del Giubileo, Papa Leone XIV ha rivolto parole di sentita riconoscenza ai volontari presenti e a tutti coloro che hanno operato “nella laboriosa quotidianità” per garantire accoglienza, ordine, assistenza e sostegno ai pellegrini. Il Papa ha ricordato il lavoro silenzioso ma essenziale dei cinquemila volontari, di ogni età e provenienza, il cui contributo ha reso possibile l’incontro con la fede e con la comunità ecclesiale.

L’azione dei volontari è stata definita da Leone XIV come un apporto multiforme e carico di responsabilità, che ha sostenuto le migliaia di pellegrini nel loro cammino di fede, tra celebrazioni, visite alle tombe degli Apostoli e passaggio attraverso la Porta Santa della Basilica di San Pietro.

La speranza, forza necessaria per il pellegrino

Un passaggio centrale del discorso è stato dedicato al tema della speranza, richiamando la celebre espressione di Sant’Agostino: «la speranza è necessaria nella situazione di pellegrini». In questa prospettiva, Papa Leone XIV ha invitato i volontari e tutta la Chiesa a rendere la speranza “contagiosa”, testimoniando con le azioni concrete di accoglienza e servizio il volto misericordioso di Cristo.

Questa esortazione non è stata solo un ringraziamento, ma un richiamo a guardare oltre il Giubileo, affinché quanto seminato nel cuore di tanti possa fiorire nella vita quotidiana di comunità, famiglie e persone in difficoltà.

Una Chiesa in festa e una Roma accogliente

Il Papa ha sottolineato come la città di Roma abbia saputo offrire ai pellegrini il suo volto di casa accogliente, grazie anche alla collaborazione delle istituzioni civili, delle forze dell’ordine, della Protezione Civile, delle associazioni e di tutte le realtà coinvolte nell’organizzazione del Giubileo. Questo sforzo congiunto ha fatto emergere non solo competenze tecniche, ma soprattutto spirito di comunione e fraternità.

In tal senso, l’esperienza giubilare è stata vissuta come una festa di fede e di incontro, capace di arricchire spiritualmente i partecipanti e di creare legami duraturi tra persone provenienti da tutto il mondo.

Il futuro della Chiesa : attenzione ai giovani e modelli di santità

Nel suo discorso, Papa Leone XIV ha rivolto uno sguardo particolare ai giovani, osservando con gioia il fervore e l’entusiasmo con cui hanno partecipato alle celebrazioni e alle attività giubilari. Ha sottolineato che i giovani, con i loro occhi pieni di energia e speranza, rappresentano una sfida e un dono per la Chiesa e la società, affinché siano accompagnati verso modelli di vita sani e orientati al bene.

Il Papa ha ricordato anche esempi luminosi di santità come San Carlo Acutis e San Piergiorgio Frassati, recentemente canonizzati, che possono ispirare i giovani a vivere la propria fede con autenticità e generosità.

Un crocifisso come segno di gratitudine

Al termine dell’udienza, Papa Leone XIV ha donato a ciascun partecipante un Crocifisso del Giubileo, piccolo segno concreto di riconoscenza per il servizio prestato. Questo gesto simbolico intende accompagnare i volontari nel nuovo anno, ricordando che il loro impegno è parte integrante di un cammino di fede più ampio, rivolto alla costruzione di una società più giusta, fraterna e solidale.

Immagine elaborata con IA.

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