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Meloni : Il declino non è un destino, è una scelta

presidente Giorgia Meloni

il Presidente Meloni alla Camera : sostegno a Kiev senza soldati italiani, prudenza sugli asset russi, modello Albania e stop a un’Europa che “paga di più per ottenere di meno”

Dalla guerra in Ucraina alle garanzie di sicurezza, dagli asset russi ai rimpatri, fino al bilancio UE 2028-2034 : il premier rivendica il mandato parlamentare e replica a Monti.

Mercoledì 17 dicembre 2025 il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha riferito alla Camera in vista del Consiglio europeo di giovedì 18 e venerdì 19 dicembre. L’intervento ha toccato i dossier più delicati dell’agenda UE: guerra in Ucraina e negoziato di pace, garanzie di sicurezza e sostegno finanziario a Kyiv, gestione degli asset russi congelati, Medio Oriente e sicurezza, bilancio pluriennale 2028-2034, migrazioni, allargamento, Mercosur e competitività europea.

Ucraina: pace “giusta e duratura”, garanzie di sicurezza e no all’invio di soldati italiani

Meloni ha rivendicato la linea del Governo su quattro pilastri: coordinamento stretto tra Europa e Stati Uniti, rafforzamento della posizione negoziale ucraina, tutela degli interessi europei e mantenimento della pressione su Mosca attraverso deterrenza e strumenti economici. In questo quadro, ha ribadito un punto politico netto: l’Italia non intende inviare soldati in Ucraina.

Sul negoziato, la premier ha descritto una trattativa complessa che procede lungo tre binari: piano di pace, garanzie di sicurezza credibili e ricostruzione. Ha inoltre evidenziato che i bombardamenti e alcune richieste russe continuano a rendere difficile un accordo, richiamando il principio che le decisioni sui territori devono essere prese dalle parti, senza imposizioni esterne.

Asset russi congelati: “base legale solida” e rischi reputazionali e finanziari

Uno dei nodi centrali del Consiglio europeo riguarda il sostegno finanziario a Kyiv e la discussione su come utilizzare, direttamente o indirettamente, risorse collegate agli asset russi immobilizzati. Meloni ha insistito sulla necessità di una base giuridica robusta e sulla valutazione dei rischi: reputazionali, di ritorsione e di impatto sui bilanci nazionali. La prudenza viene presentata come parte di un equilibrio tra assistenza concreta all’Ucraina e rispetto della legalità e della stabilità finanziaria.

Medio Oriente, antisemitismo e sicurezza interna

Nel passaggio dedicato al Medio Oriente, Meloni ha richiamato la necessità di lavorare per stabilità e pace, inserendo anche un riferimento alla sicurezza delle comunità ebraiche e al contrasto di ogni forma di antisemitismo. Ha ricordato l’importanza di misure efficaci di prevenzione e protezione, legando il tema anche alla minaccia terroristica.

Bilancio UE 2028-2034 : semplificazione sì, ma “non pagare di più per ottenere di meno”

Ampio spazio è stato dedicato al futuro Quadro finanziario pluriennale. Meloni ha riconosciuto che, tra nuove priorità e rimborsi legati a NextGenerationEU, la discussione sul bilancio europeo sarà inevitabilmente impegnativa. Ma ha fissato una linea: evitare che un bilancio più grande si traduca in un costo eccessivo per l’Italia e, soprattutto, non accettare un modello in cui aumentano i contributi nazionali e diminuiscono risorse o visibilità per politiche chiave come PAC e Coesione. In sintesi: “non accetteremo di pagare di più per ottenere di meno”.

Migrazioni : centri in Albania, “return hubs” e revisione degli strumenti europei

Sul fronte migrazioni, Meloni ha rivendicato l’approccio italiano alla dimensione esterna e alle soluzioni “innovative” di gestione dei flussi, citando l’evoluzione del dibattito UE su concetti come Paese terzo sicuro, liste UE di Paesi sicuri e nuovo regolamento rimpatri, inclusa la possibilità di “return hubs”. In questo contesto ha ribadito che il “modello Albania” è destinato a funzionare e che l’Italia intende difenderlo anche sul piano europeo, richiamando il tema delle interpretazioni giudiziarie e della cornice normativa UE.

Competitività : “il declino non è un destino”

Il capitolo finale ha incrociato competitività, sicurezza economica e politiche industriali. Meloni ha contrapposto un approccio pragmatico ai “dogmatismi” che, a suo dire, hanno inciso su innovazione, demografia, regolazione e capacità di decidere. Il messaggio politico più sintetico è stato: il declino non è inevitabile, dipende dalle scelte. Da qui i richiami a neutralità tecnologica, semplificazione e correzione di politiche considerate penalizzanti per l’industria europea.

La chiusura contro Monti : “gli unici a cui rispondo si chiamano italiani”

Nella parte conclusiva, Meloni ha voluto aggiungere un passaggio di replica alle parole di Mario Monti, giudicando “molto gravi” le sue insinuazioni su presunti “manovratori” o soggetti a cui lei risponderebbe. La premier ha affermato che, a differenza di Monti, è Presidente del Consiglio perché lo hanno chiesto gli italiani, sulla base di un programma votato, e che gli unici a cui risponde sono gli italiani.

Conclusione

Le comunicazioni di mercoledì 17 dicembre 2025 presentano una linea politica che tiene insieme sostegno all’Ucraina, cautela sugli strumenti finanziari più controversi, pressione su Mosca e un’agenda UE centrata su competitività, bilancio e migrazioni. Il passaggio finale su Monti, con la rivendicazione della legittimazione elettorale e del “rispondere solo agli italiani”, chiude il discorso con un accento esplicitamente politico e identitario, destinato a segnare anche il confronto interno oltre che i negoziati europei.

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