Nel videomessaggio all’Australian Catholic Youth Festival 2025, Papa Leone XIV invita i giovani a scoprire la propria vocazione, vivere da protagonisti e non diventare “fotocopie”, guardando ai santi come modelli di libertà e autenticità cristiana
Il 30 novembre 2025, in apertura del raduno nazionale dei giovani cattolici australiani — l’ACYF — Papa Leone XIV ha inviato un videomessaggio rivolto a “giovani, sacerdoti, religiosi e vescovi” da ogni parte dell’Australia. Il Pontefice ha espresso la propria gioia e ha affidato la manifestazione alla preghiera, auspicando che quei giorni possano diventare per tutti “un tempo di grazia”.
Giovani : un’età di sfide e di opportunità
Nel messaggio, Papa Leone XIV ricorda che la giovinezza è “un tempo meraviglioso della vita”, ricco di apprendimento, scoperte e crescita. Ma — sottolinea — è anche un periodo di sfide: crescere interiormente e formare il proprio carattere in un contesto sociale che cambia in fretta non è facile. Le trasformazioni della società, il mutare dei valori tradizionali, e l’impatto della tecnologia — pur con i suoi aspetti positivi — rischiano di rendere i giovani più fragili e isolati.
Secondo il Papa, in un mondo che cambia, trovare il proprio posto non è semplice. Ciò rende più urgente il riferimento a qualcosa di stabile e autentico: la relazione con Dio, che attraverso il battesimo rende ciascuno figlio o figlia amata dal Padre.
Identità, originalità, non “fotocopie”: il richiamo ai santi giovani
Per orientare le giovani generazioni, Leone XIV invita ad ascoltare “la voce di Dio” e non a seguire semplici mode o imitazioni. Cita le parole del suo predecessore — secondo cui ogni persona è “voluta, amata, necessaria” — per dire che ciascuno ha un valore unico e irripetibile.
Il Papa incoraggia a non diventare “fotocopie” di qualcun altro: come affermava Carlo Acutis — recentemente canonizzato — “tutti nasciamo come originali, ma molti di noi muoiono come fotocopie”.
Per Papa Leone XIV i santi — ogni santo — sono esempi concreti di vita vissuta secondo la volontà di Dio, ciascuno nella propria originalità. In particolare cita due giovani santi vicini ai ragazzi di oggi: Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati. Entrambi, pur con personalità e vocazioni diverse, hanno vissuto la loro fede in modo autentico, seguendo la loro vocazione, con gioia e generosità.
Il Papa invita dunque i giovani a guardare al loro esempio: non imitare, ma scoprire e vivere la vocazione che Dio ha pensato per ciascuno. Forse chiamati al sacerdozio, forse alla vita consacrata, o forse a una esistenza laica di testimonianza e servizio.
Fede, preghiera e comunità : le basi per crescere
Leone XIV sottolinea che la via per ascoltare la voce di Dio — e riconoscere la propria strada — passa attraverso la preghiera, i sacramenti, la comunione con la Chiesa e l’impegno comunitario. Solo così è possibile costruire legami forti e autentici, che aiutano a vivere la fede nel concreto, anche dopo la fine dell’evento.
Alla fine del videomessaggio, il Papa incoraggia i giovani a far fruttare quanto vissuto durante l’ACYF: gli incontri, le amicizie, la spiritualità — tutto deve diventare impegno quotidiano, partecipazione attiva nella propria comunità, testimonianza coerente del Vangelo.
Infine affida i giovani all’intercessione di Maria, Madre della Chiesa, e di Mary Mackillop, santa legata all’Australia, e impartisce la sua benedizione apostolica.
Il messaggio per oggi: un invito all’autenticità in tempi complessi
Il videomessaggio di Papa Leone XIV all’ACYF 2025 rappresenta un richiamo forte e attuale alla ricerca di un’identità autentica, fondata non sulla conformità a modelli umani temporanei, ma su una vocazione personale e su un rapporto vero con Dio.
In un mondo dove le mode cambiano rapidamente e i giovani sono esposti a molte influenze, il Papa invita a non lasciarsi “fotocopiare”. Ogni persona è unica, ha talenti, sogni, vocazioni; e — secondo il messaggio — ha anche un compito preciso: “incendiare il mondo” con la propria originalità, come diceva un grande santo.
La sfida, pertanto, non è uniformarsi, ma discernere, scegliere, ascoltare la propria vocazione. Non rinunciare ai sogni, ma metterli al servizio degli altri, con coraggio, generosità e fede.
Perché questo messaggio può essere importante anche in Italia e in Europa
Anche se indirizzato a giovani australiani, il contenuto del videomessaggio travalica i confini geografici. Le difficoltà che Leone XIV indica — smarrimento, individualismo, paura di essere sé stessi — sono comuni a molti giovani in Europa e in Occidente.
Le parole di Papa Leone XIV possono rappresentare una bussola ideale: invitano a riflettere sul senso della vita, sul ruolo della fede nella cultura contemporanea, sull’importanza di educare i giovani non a conformarsi ma a generare.
Così la fede — più che un rifugio — diventa una spinta creativa, un motore di testimonianza sociale, un contributo concreto alla costruzione di comunità autentiche, solidali, generative.
Un invito alla responsabilità e alla speranza
Il videomessaggio di Papa Leone XIV all’ACYF 2025 è un invito forte alla responsabilità personale e comunitaria: a non accontentarsi di essere copie, ma a scoprire la propria unicità, a vivere con coraggio la vocazione ricevuta, contribuendo al bene comune.
È una chiamata a fare delle vite dei giovani — nonostante le difficoltà del mondo moderno — qualcosa di bello, autentico e vitale. Per una nuova primavera di fede, speranza e impegno, da coltivare nelle nostre comunità e nella società.
Immagine elaborata con Intelligenza Artificiale.