Giornale Online Direttore Paolo Centofanti

Giornalismo

Libertà di stampa e tutela dei giornalisti : il confronto tra Ordine nazionale e Commissione Europea

Libertà di stampa : presidente OdG Carlo Bartoli Commissario Europeo Michael McGrath

Un confronto istituzionale che mette al centro pluralismo, libertà di stampa, sicurezza dei giornalisti, contrasto alle intimidazioni e regole chiare per informazione e tecnologie digitali

La libertà di informare e il diritto dei cittadini a essere informati restano due pilastri della democrazia contemporanea. In questo quadro si inserisce il recente incontro tra la Presidenza dell’Ordine dei Giornalisti e il Commissario europeo responsabile per democrazia, giustizia e stato di diritto, Michael McGrath. Un confronto istituzionale che ha posto al centro la protezione dei giornalisti, il pluralismo dei media e le nuove sfide poste dall’ambiente digitale.

Un dialogo strategico in un momento cruciale

La discussione si è svolta in un contesto caratterizzato da profondi cambiamenti nel settore dell’informazione. La trasformazione digitale, l’intelligenza artificiale, la concentrazione del mercato editoriale e la crescente pressione della disinformazione richiedono oggi strumenti normativi, culturali e professionali sempre più solidi.
L’incontro ha affrontato questioni che toccano direttamente l’esercizio della professione giornalistica: dalla libertà di espressione alle norme europee sulla trasparenza, fino al ruolo delle piattaforme digitali e al fenomeno delle cause temerarie, spesso utilizzate per intimidire e silenziare chi svolge attività di inchiesta.

Le richieste prioritarie dell’Ordine

Il Presidente dell’Ordine ha presentato una serie di questioni ritenute urgenti e non più rinviabili.
Tra queste:

  • la corretta applicazione delle normative europee in materia di media e libertà editoriale;

  • il riconoscimento del ruolo dell’Ordine nei meccanismi di governance che l’Unione sta predisponendo per contrastare la disinformazione;

  • la necessità di distinguere nettamente tra contenuti manipolativi e legittimo dissenso, evitando derive censorie;

  • la richiesta di una tutela rafforzata per i giornalisti minacciati, anche tramite aggravanti penali specifiche.

Il tema delle minacce è stato particolarmente rilevante. In Italia, infatti, il numero di giornalisti oggetto di intimidazioni, aggressioni e atti vandalici è in aumento, tanto da richiedere un impegno costante degli organismi interforze che si occupano di monitoraggio e protezione. Da qui la richiesta di strumenti più efficaci e di una cornice normativa più chiara.

Norme europee, IA e piattaforme digitali

La discussione ha abbracciato anche le normative comunitarie più recenti, che toccano direttamente l’ecosistema dell’informazione. I regolamenti sulla trasparenza digitale, il contrasto alla manipolazione online, l’uso responsabile dell’intelligenza artificiale e le tutele previste dal nuovo quadro europeo per la libertà dei media sono considerati strumenti essenziali per il futuro del settore.

Allo stesso tempo, sono emerse preoccupazioni legate al crescente potere delle grandi piattaforme tecnologiche, che possono influire sugli equilibri dell’informazione, sulla concorrenza e sulla sostenibilità economica delle redazioni. È stato sottolineato come la transizione digitale richieda regole chiare: dalla gestione dei contenuti generati da IA al rispetto dei diritti d’autore, fino alle dinamiche di visibilità algoritmica che condizionano letture, traffico e percezione pubblica.

Slapp, querele intimidatorie e diritto alla cronaca

Un tema centrale è stato quello delle SLAPP, le azioni giudiziarie pretestuose avviate con finalità intimidatorie contro giornalisti, ricercatori, attivisti e whistleblower. L’Italia detiene uno dei più alti numeri di procedimenti di questo tipo, sia in sede civile sia penale, e ciò evidenzia la necessità di una risposta più decisa.
La proposta avanzata dall’Ordine mira a una revisione normativa che introduca misure di contrasto efficaci e vincolanti anche a livello nazionale, non solo transfrontaliero.

Accanto alle SLAPP è stato affrontato il tema dell’accesso alle fonti giudiziarie. In alcuni casi, un’applicazione troppo restrittiva delle norme sulla tutela della presunzione di innocenza ha limitato la possibilità dei giornalisti di raccontare fatti di rilevanza pubblica, impedendo persino la citazione di atti fondamentali come le ordinanze di custodia cautelare. Il rischio è quello di compromettere la funzione di controllo democratico che la stampa è chiamata a svolgere.

Un passo avanti nelle relazioni istituzionali

L’incontro ha rappresentato un momento di confronto franco e costruttivo. Il Commissario europeo ha manifestato attenzione per le criticità sollevate e disponibilità a proseguire il dialogo, riconoscendo l’importanza delle professioni dell’informazione come indicatori dello stato di salute di una democrazia.
L’Ordine auspica che l’Italia partecipi con maggiore forza ai processi europei relativi alla governance dell’informazione e che le istanze dei giornalisti trovino spazio nelle nuove piattaforme di coordinamento previste dall’Unione.

In un’epoca segnata da crisi informative, polarizzazione, minacce fisiche e digitali, la tutela del giornalismo non è una questione corporativa ma un investimento democratico. Il rafforzamento delle norme contro le intimidazioni, la promozione del pluralismo, la protezione delle fonti, la trasparenza delle piattaforme e un uso responsabile dell’intelligenza artificiale sono elementi indispensabili per garantire un’informazione libera e autorevole.

L’iter è complesso, ma il dialogo tra Ordine professionale e istituzioni europee rappresenta un segnale importante: la libertà di stampa rimane un bene comune da difendere con determinazione.

Vedi sul tema Il presidente OdG Bartoli chiede a Meloni equo compenso e più libertà di stampa.

Fonte e immagine : Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti – CNOG.

Comments

comments