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Sicurezza dei Giornalisti, allarme di CNOG e FNSI : necessarie aggravanti e legge contro querele temerarie

Ministero Interno Governo Viminale sicurezza giornalisti

L’Osservatorio sui giornalisti minacciati segnala un aumento dei casi di intimidazione e violenza, OdG e Fnsi chiedono misure concrete per tutelare il diritto all’informazione

Un’emergenza per la democrazia : aumentano minacce e aggressioni ai giornalisti

La sicurezza dei giornalisti in Italia rappresenta oggi uno dei nodi più critici per la tutela del diritto all’informazione. L’ultimo rapporto dell’Osservatorio sui cronisti minacciati, discusso nella riunione del 14 novembre 2025 con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, conferma un quadro in costante peggioramento. Le segnalazioni di minacce, intimidazioni, aggressioni fisiche e digitali continuano a crescere, con conseguenze dirette non solo sui singoli professionisti, ma sulla qualità stessa del dibattito pubblico.

Secondo i dati presentati da Ordine dei Giornalisti e Federazione Nazionale Stampa Italiana, il numero dei giornalisti sotto scorta armata è salito a 29, con un incremento superiore al 10% negli ultimi due anni. Una cifra che evidenzia una tendenza allarmante: sempre più cronisti sono esposti a rischi concreti per aver svolto il loro lavoro di inchiesta e documentazione.

Tra i casi citati nel comunicato spiccano:

  • il recente attentato a Sigfrido Ranucci, conduttore di Report,

  • le violenze in piazza a Udine contro inviati e operatori,

  • l’assoluzione del giornalista Mimmo Rubio dopo una querela temeraria presentata da un senatore, ulteriore esempio di uso distorto degli strumenti giudiziari per intimidire la stampa.

Questi episodi, come sottolineato dal CNOG, non sono circostanze isolate, ma tasselli di un fenomeno più ampio che richiede risposte normative immediate.

CNOG e FNSI : servono aggravanti per i reati contro i giornalisti

Il presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Bartoli, la segretaria Paola Spadari, il presidente della FNSI Vittorio Di Trapani e il segretario aggiunto Claudio Silvestri hanno ribadito al ministro Piantedosi un principio essenziale: la solidarietà non basta più. Di fronte alla crescita delle minacce, servono misure legislative specifiche e strumenti dissuasivi.

La richiesta principale è l’introduzione di un’aggravante per i reati commessi ai danni dei giornalisti, sul modello di quanto già previsto per altre categorie considerate di interesse pubblico.

L’obiettivo è duplice:

  1. Riconoscere il giornalismo come bene sociale primario, protetto in quanto presidio democratico.

  2. Rafforzare la risposta dello Stato contro atti che mirano a zittire o condizionare l’informazione.

Il ministro Piantedosi – si legge nel comunicato – ha manifestato piena disponibilità ad approfondire l’introduzione di questa aggravante, pur evidenziando che il tema richiede un lavoro tecnico approfondito.

Il nodo delle querele temerarie : perché servono norme anti SLAPP efficaci

Altro tema cruciale è quello delle querele temerarie, utilizzate da privati, aziende e figure politiche per intimidire giornalisti scomodi, costringendoli per anni a difendersi in tribunale anche in assenza di reali elementi di diffamazione.

CNOG e FNSI richiamano l’urgenza di recepire la Direttiva europea Anti SLAPP – Strategic Lawsuits Against Public Participation, ma senza limitare l’intervento alle sole querele transnazionali, come previsto in alcune bozze circolate.

Una normativa efficace dovrebbe:

  • punire l’abuso del processo come strumento di intimidazione,

  • prevedere sanzioni economiche per chi presenta querele infondate,

  • garantire un rapido filtro giudiziario per archiviare i casi evidentemente pretestuosi,

  • proteggere la libertà di espressione giornalistica come diritto costituzionale.

Limitarsi ai soli casi transfrontalieri, sottolinea l’Ordine, sarebbe “una presa in giro”. La quasi totalità delle querele temerarie, infatti, è interna e non riguarderebbe gli scenari transnazionali.

Il ministro dell’Interno ha riconosciuto la rilevanza del problema, pur ricordando che la materia rientra principalmente nella competenza del Ministero della Giustizia.

Informazione libera e sicura: una priorità per il Paese

L’evoluzione delle minacce ai giornalisti non è solo un tema di categoria. Riguarda l’intero sistema democratico: senza libertà di stampa, non esiste un controllo diffuso sui poteri pubblici e privati.

Le richieste del CNOG e della FNSI si inseriscono in un quadro in cui:

  • l’informazione è esposta a campagne di odio online,

  • l’intelligenza artificiale può amplificare disinformazione e attacchi digitali,

  • le inchieste giornalistiche su criminalità, corruzione, malaffare e finanza diventano sempre più rischiose,

  • cresce il numero di cronisti costretti a vivere sotto protezione.

In questo scenario, la tutela dei giornalisti non è un privilegio, ma una condizione essenziale per la trasparenza e la salute pubblica della democrazia.

Dalla denuncia alle misure concrete, come rafforzare davvero la protezione dei cronisti

Il comunicato del CNOG e della FNSI rappresenta un passo importante per riportare il tema all’attenzione del governo. Ora, però, servono atti concreti: aggravanti specifiche, norme anti-SLAPP incisive, maggiore protezione sul campo, supporto legale e psicologico ai cronisti minacciati.

La sicurezza dei giornalisti non può essere considerata un affare di categoria. È un investimento nella qualità dell’informazione e nella capacità del Paese di difendere i propri valori democratici.

Vedi sul sito web Odg – Consiglio Nazionale Ordine dei Giornalisti, Osservatorio cronisti minacciati, Odg e Fnsi: “Urgente introdurre aggravanti per reati contro i giornalisti.

Vedi sul tema l’articolo Fede e Ragione Minacce ai giornalisti in aumento : nel 2024 crescono del 16% gli atti intimidatori.

Immagine : cortesia Ministero dell’Interno.

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