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Lavoro

Equo compenso e libertà di informazione : il CNOG sollecita il Governo su tempi certi e normativa

Odg CNOG equo compenso giornalisti novembre 2025

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti ribadisce l’urgenza di criteri chiari e applicabili per l’equo compenso, per garantire dignità professionale e qualità dell’informazione

Il diritto all’“equo compenso” per le prestazioni professionali viene sempre più richiamato nel mondo del giornalismo. In Italia, il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti – CNOG ha fatto un passo concreto verso la tutela dei freelance e dei collaboratori autonomi con una delibera approvata il 12 dicembre 2023 che definisce i parametri giudiziali per l’equo compenso.

Qual è il contesto normativo?

La legge n. 49/2023, recante “Disposizioni in materia di equo compenso delle prestazioni professionali”, ha imposto agli Ordini professionali – tra cui l’Ordine dei Giornalisti – di definire parametri e criteri per stabilire quando un compenso può essere considerato “equo”. Il CNOG ha quindi predisposto una tabella specifica anche per i giornalisti autonomi, al fine di garantire che il compenso sia “proporzionato alla quantità, alla qualità del lavoro svolto, al contenuto e alle caratteristiche della prestazione professionale” come richiesto dalla legge.

Cosa ha fatto concretamente il CNOG?

Durante la seduta del 12 dicembre 2023 il CNOG ha approvato una proposta di parametri giudiziali destinati ad entrare in vigore una volta recepiti dal Ministero della Giustizia. Tali parametri riguardano in particolare i giornalisti lavoratori autonomi o freelance, che sempre più frequentemente si trovano in contenzioso per il riconoscimento della loro prestazione. La proposta prevede distinzioni tra:

  • attività nazionale (quotidiani, periodici, agenzie stampa, emittenza radiotelevisiva, uffici stampa)

  • attività locale (tele-radio diffusione, contenuti digitali)

  • testate periodiche locali o online.
    Ad esempio, nella tabella A per ambito nazionale è indicato per chi è iscritto all’Ordine da meno di 30 mesi un valore giornaliero minimo di circa 130 euro (mezza giornata 65 euro) e per chi è iscritto da più di 30 mesi un valore di circa 170 euro al giorno (mezza giornata 84 euro).

Questi valori – ribadiscano – sono parametri giudiziali di riferimento, non automatici compensi minimi obbligatori nei contratti editoriali.

Perché è importante?

  1. Tutela della dignità professionale. Un compenso inadeguato lede la dignità e l’indipendenza del giornalista e può compromettere la qualità dell’informazione.

  2. Contenzioso: in caso di contestazione del compenso, questi parametri rappresentano una base di riferimento utile in sede giudiziaria o arbitrale.

  3. Chiarezza e trasparenza: definire criteri aiuta a superare situazioni di sproporzione (prestazioni elevate pagate in modo irrisorio).

  4. Ruolo del freelance: molti collaboratori giornalistici vivono in condizioni di vulnerabilità contrattuale; avere un “punto di riferimento” rafforza la posizione negoziale.

Quali prospettive e criticità?

Nonostante il passo compiuto, permangono alcune criticità:

  • I parametri non sono ancora operativi: necessitano l’approvazione ministeriale per essere efficaci.

  • Si tratta di parametri in sede giudiziale, non di un tariffario vincolante per tutti i contratti editoriali: ciò significa che prima dell’intervento giudiziale l’effettivo compenso resta negoziato e può risultare più basso.

  • La distinzione fra ambito nazionale, locale, online e tradizionale comporta che la situazione reale può variare molto, e che molti operatori restano al di fuori della rete di tutela contrattuale piena.

  • Il ritardo dell’attuazione: il CNOG ha segnalato che sono trascorsi 24 mesi dall’approvazione della delibera senza che il Ministero abbia ancora attuato il decreto ministeriale di recepimento.

Quali indicazioni per il professionista giornalista?

  • Se sei un giornalista autonomo o freelance, conserva documentazione della prestazione (testo, battute, tipo di media, diffusione) e valuta se il compenso ricevuto è coerente con la quantità e la qualità del lavoro svolto.

  • In un contratto o incarico editoriali puoi richiamare in modo informale i parametri del CNOG come riferimento “tecnico” di equità, anche se non ancora obbligatori.

  • Qualora si instauri un contenzioso (ad esempio per compenso non corrisposto o sproporzionato), puoi far riferimento alla delibera del CNOG del 12 dicembre 2023 per dimostrare che esistono criteri condivisi per il settore.

  • Resta fondamentale l’iscrizione all’albo e l’anzianità di iscrizione, in quanto i parametri prevedono differenziazioni in base all’anzianità dell’iscritto.

Conclusione

La delibera del CNOG sull’equo compenso rappresenta un passaggio importante nella tutela della professione giornalistica autònoma. Pur con le difficoltà e i limiti ancora esistenti, fornisce un riferimento concreto per valutare la correttezza delle prestazioni. Per il professionista, diventa uno strumento di consapevolezza e di rafforzamento negoziale, contribuendo alla costruzione di una professione più equa e sostenibile. La strada verso l’attuazione completa è ancora aperta: l’impegno della categoria e il sollecito all’istituzione ministeriale restano fondamentali.

Fonte e immagine : Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti – Equo compenso : da 24 mesi i giornalisti ancora attendono. Il CNOG approva il documento all’unanimità.

Vedi sul tema l’articolo Fede e Ragione Il presidente OdG Bartoli chiede a Meloni equo compenso e più libertà di stampa

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