Papa Leone XIV : Custodire l’umano nella comunicazione, il messaggio per la LX Giornata delle Comunicazioni Sociali
Il Vaticano ha annunciato ieri, lunedì 29 settembre 2025, il tema scelto da Papa Leone XIV per la LX Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, che si celebrerà nel 2026. Il titolo, “Custodire voci e volti umani”, richiama la necessità di mettere al centro della comunicazione le persone e non solo i dati, soprattutto in un tempo segnato dalla presenza crescente dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie digitali.
Un tema per il tempo presente
L’iniziativa, nata su impulso del Concilio Vaticano II con il decreto Inter Mirifica (1963), è l’unica giornata mondiale istituita direttamente dal Concilio e continua ancora oggi ad accompagnare il cammino della Chiesa e della società. Ogni anno, il tema scelto dal Pontefice intende orientare la riflessione sulle sfide e sulle opportunità della comunicazione contemporanea.
Il tema per il 2026, “Custodire voci e volti umani”, mette in evidenza il rischio che, nella società iperconnessa, la comunicazione perda la sua dimensione personale, riducendosi a un insieme di algoritmi e contenuti standardizzati.
L’annuncio del Vaticano
Nel comunicato ufficiale, il Dicastero per la Comunicazione ha evidenziato come la tecnologia, pur offrendo straordinarie possibilità, non possa sostituire le capacità tipicamente umane come l’empatia, la responsabilità morale, la creatività e la libertà. Gli strumenti digitali e l’intelligenza artificiale devono essere considerati strumenti al servizio della persona, non entità capaci di sostituire il discernimento umano.
L’invito è quindi a custodire le voci – cioè le parole, le storie, le esperienze – e i volti – simbolo della dignità e dell’identità di ciascuno – per evitare che la comunicazione diventi impersonale e spersonalizzante.
Le sfide dell’intelligenza artificiale
L’annuncio papale arriva in un momento in cui il dibattito sull’uso dell’IA è particolarmente acceso. Il Vaticano ha richiamato diversi rischi legati all’adozione indiscriminata di queste tecnologie:
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la diffusione di contenuti falsi o manipolati, come deepfake o testi generati senza controllo;
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la possibilità che gli algoritmi riproducano pregiudizi e accentuino disuguaglianze sociali;
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la perdita di privacy e l’uso non trasparente dei dati personali;
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la riduzione della creatività e del pensiero critico, se le macchine sostituiscono le capacità umane.
Il tema invita quindi a non cadere nella trappola di un’innovazione che dimentica il suo scopo principale: migliorare la vita delle persone, non sostituirla.
L’alfabetizzazione mediatica e digitale
Il comunicato sottolinea anche l’urgenza di rafforzare l’alfabetizzazione mediatica, estendendola ai campi dell’intelligenza artificiale. Da qui nasce la proposta di una MAIL – Media and Artificial Intelligence Literacy – che permetta alle nuove generazioni di acquisire competenze critiche per distinguere tra contenuti autentici e manipolati, riconoscere le dinamiche degli algoritmi e usare i media con consapevolezza e responsabilità.
Un invito alla responsabilità condivisa
Il tema “Custodire voci e volti umani” non riguarda solo la Chiesa, ma l’intera società civile.
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Per i giovani, è un invito a vivere la cittadinanza digitale con responsabilità.
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Per gli educatori, un richiamo a integrare nei percorsi formativi la riflessione etica sulle tecnologie.
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Per i comunicatori e i giornalisti, un monito a mantenere il volto umano dietro ogni notizia, evitando di ridurre le persone a numeri o etichette.
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Per i leader politici e istituzionali, un richiamo a regolare lo sviluppo tecnologico in modo da promuovere equità, inclusione e rispetto dei diritti umani.
Comunicare con dignità: una sfida per tutti
Il tema della LX Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali non è solo un’indicazione pastorale, ma una pista di lavoro condivisa per istituzioni, media, comunità civili e religiose. Custodire voci e volti significa infatti riconoscere che ogni parola scritta, ogni immagine diffusa, ogni messaggio trasmesso può contribuire a edificare o a ferire, a dare dignità o a sminuirla. Per questo, la responsabilità dei comunicatori si intreccia con quella di educatori, genitori, politici e leader culturali: tutti chiamati a garantire che l’innovazione tecnologica non cancelli l’essenza dell’incontro umano.
Conclusione
La LX Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali sarà dunque l’occasione per riflettere non solo sul ruolo dei media nella vita quotidiana, ma anche sul futuro stesso della comunicazione. La scelta del Papa è un invito chiaro: in un mondo in cui le macchine imparano a parlare e a imitare l’uomo, è necessario custodire ciò che nessun algoritmo potrà mai sostituire — la dignità dei volti e l’autenticità delle voci.