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Arte e cultura

Il pranzo della domenica : Meloni rilancia la candidatura della cucina italiana a Patrimonio immateriale Unesco

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Il presidente Meloni ha partecipato all’evento organizzato al Tempio di Venere a Roma per celebrare la tradizione gastronomica italiana come patrimonio culturale e identitario

Roma, domenica 21 settembre 2025 – Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha partecipato a Roma, nello scenario suggestivo del Tempio di Venere, all’iniziativa “Il pranzo della domenica”, evento dedicato alla valorizzazione della cucina italiana e al sostegno della sua candidatura come patrimonio culturale immateriale dell’umanità presso l’UNESCO.

Un pranzo simbolo di identità e convivialità

La scelta di celebrare la tradizione del “pranzo della domenica” non è casuale: rappresenta infatti un rito collettivo che accomuna famiglie e comunità in tutta Italia. Non si tratta soltanto di cibo, ma di un momento di condivisione, di dialogo e di trasmissione di valori e tradizioni.

Giorgia Meloni ha voluto sottolineare come la cucina italiana sia molto più che una serie di ricette: essa esprime la storia, la cultura e la creatività di un popolo. Ogni regione, città e famiglia custodisce varianti, usanze e ingredienti che, insieme, compongono un mosaico unico e riconoscibile in tutto il mondo.

La candidatura UNESCO della cucina italiana

L’iniziativa di Roma si inserisce nel percorso avviato dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Agricoltura per ottenere il riconoscimento UNESCO. La candidatura mira a tutelare non solo i piatti iconici della tradizione – dalla pasta alla pizza, dal risotto al vino – ma anche i saperi, i riti e i momenti conviviali che accompagnano la preparazione e il consumo del cibo.

Il riconoscimento dell’UNESCO, già accordato ad altre tradizioni culinarie come la dieta mediterranea o la cucina francese, rappresenterebbe un passo fondamentale per proteggere e promuovere il patrimonio gastronomico italiano nel mondo, rafforzando anche il settore agroalimentare e turistico.

Le parole di Giorgia Meloni

Durante il suo intervento, il Presidente del Consiglio ha ribadito il valore identitario della cucina italiana:
“Il pranzo della domenica è molto più di un pasto: è una tradizione che unisce le famiglie e rafforza i legami sociali. Sostenere la candidatura UNESCO significa riconoscere che la nostra cucina è parte integrante della cultura italiana e deve essere preservata e valorizzata come patrimonio comune”.

Meloni ha inoltre sottolineato l’importanza economica del settore: la filiera agroalimentare italiana rappresenta una delle principali voci dell’export nazionale, sinonimo di qualità e autenticità in tutto il mondo.

Il valore della convivialità

Il pranzo domenicale, con i suoi tempi lunghi, le ricette tramandate e i momenti di convivialità, incarna un modello di vita che resiste nonostante i cambiamenti sociali e le abitudini moderne. In un’epoca segnata dalla velocità e dal consumo rapido, il richiamo alla tavola imbandita diventa un atto di resistenza culturale.

Il sostegno alla candidatura UNESCO assume così anche una dimensione educativa e sociale, promuovendo stili di vita che valorizzano la qualità, la lentezza, la relazione umana e la sostenibilità.

Un patrimonio che guarda al futuro

L’evento al Tempio di Venere ha messo in evidenza anche l’aspetto innovativo della cucina italiana: la capacità di reinterpretare la tradizione senza snaturarla, di accogliere influenze esterne e di dialogare con le sfide contemporanee, dall’uso di ingredienti sostenibili alla riduzione degli sprechi alimentari.

Il riconoscimento UNESCO contribuirebbe a rafforzare questa dimensione, stimolando nuove generazioni di cuochi, produttori e artigiani a custodire e rinnovare il patrimonio gastronomico.

La partecipazione di Giorgia Meloni al “Pranzo della domenica” a Roma rappresenta un gesto politico e culturale di grande valore simbolico. In un Paese in cui il cibo è identità, tradizione e motore economico, la candidatura UNESCO della cucina italiana appare come un passo naturale e necessario per garantirne la tutela e la promozione internazionale.

Se l’UNESCO riconoscerà la cucina italiana come patrimonio immateriale, l’Italia potrà offrire al mondo un modello di cultura gastronomica che unisce gusto, convivialità e sostenibilità.

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