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Angelus di Papa Leone XIV : Non c’è futuro nella violenza, Gaza ha bisogno di pace

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Dal Vangelo della parabola dell’amministratore al forte appello per la popolazione della Striscia di Gaza, per un mondo più giusto e solidale

Città del Vaticano, domenica 21 settembre 2025 – In Piazza San Pietro gremita di fedeli, Papa Leone XIV ha guidato l’Angelus della XXV Domenica del Tempo Ordinario, offrendo una riflessione che unisce la sapienza del Vangelo con l’attualità drammatica dei conflitti. Commentando la parabola dell’amministratore disonesto (Lc 16,1-13), il Pontefice ha ricordato che la vita e i beni materiali sono doni da amministrare con responsabilità. Al termine della preghiera mariana, ha rivolto un forte appello per la pace nella Striscia di Gaza, denunciando ogni forma di violenza, esilio forzato e vendetta.

Amministrare la vita come dono di Dio

Il Papa ha spiegato che la parabola evangelica invita a riflettere sulla responsabilità di ciascuno. “Noi non siamo padroni della nostra vita né dei beni di cui godiamo; tutto ci è stato affidato dal Signore”, ha sottolineato. Ogni persona sarà chiamata a rendere conto non solo davanti a Dio, ma anche alla società e alle generazioni future.

L’amministratore infedele, costretto a fare i conti con la fine del suo incarico, comprende che le ricchezze terrene sono effimere. Rinunciando a parte del guadagno, sceglie di guadagnare amici piuttosto che accumulare beni. Da questo esempio nasce l’invito di Gesù: “Fatevi degli amici con la ricchezza disonesta”.

La vera ricchezza: amicizia e solidarietà

Papa Leone XIV ha indicato due strade possibili: l’egoismo che mette la ricchezza al primo posto, generando isolamento e conflitti, oppure la condivisione che trasforma i beni in strumenti di fraternità. “La vera ricchezza – ha detto – è l’amicizia con Dio e con i fratelli. È il bene che costruiamo insieme, non ciò che tratteniamo solo per noi stessi”.

Il richiamo riguarda non soltanto i beni personali, ma anche le risorse della terra, il creato e l’ambiente, che devono essere custoditi come eredità comune.

L’appello per Gaza : I popoli hanno bisogno di pace

Il momento più intenso dell’Angelus è stato il riferimento alla situazione della Striscia di Gaza. Rivolgendosi ai rappresentanti di associazioni cattoliche impegnate nella solidarietà, Papa Leone XIV ha ribadito: “Non c’è futuro basato sulla violenza, sull’esilio forzato, sulla vendetta”. Ha invitato a sostenere chi soffre e a lavorare instancabilmente per la pace: “I popoli hanno bisogno di pace: chi li ama veramente, lavora per la pace”.

Le sue parole hanno raccolto l’applauso dei presenti, sottolineando la forza di un messaggio che risuona in tutto il Medio Oriente e nella comunità internazionale.

Un Angelus che interpella la coscienza civile

L’intervento di Papa Leone XIV non è solo un richiamo spirituale, ma una sollecitazione a tutta la società civile e politica. Amministrare i beni con responsabilità significa anche costruire istituzioni giuste, economie inclusive e relazioni internazionali fondate sulla dignità umana. In questo senso, l’appello per Gaza si estende oltre i confini religiosi e parla al mondo intero: nessuna strategia basata sulla violenza può generare futuro, mentre la pace richiede scelte coraggiose e visione a lungo termine.

Saluti e e un pensiero per i malati di Alzheimer e di atassia

Dopo l’Angelus, il Papa ha salutato i sacerdoti della Compagnia di Gesù che iniziano un percorso di studio a Roma, incoraggiandoli a vivere con impegno e apertura universale. Ha poi rivolto un pensiero particolare ai malati di Alzheimer e di atassia, invitando a non dimenticare chi vive nella fragilità e a sostenere le famiglie e i ricercatori.

La forza profetica della parola del Papa

Le parole pronunciate in Piazza San Pietro assumono un valore profetico: denunciano l’illusione di una sicurezza fondata sulle armi e indicano una via alternativa, radicata nella solidarietà e nella fraternità. L’Angelus diventa così non solo un momento di preghiera, ma anche una voce che rompe il silenzio di fronte al dolore dei popoli e richiama ogni coscienza a un impegno concreto per la giustizia e la pace.

Una chiamata universale alla responsabilità

Il messaggio di Papa Leone XIV si intreccia su due piani: la vita spirituale e la responsabilità sociale. Da un lato, la parabola evangelica ricorda che ogni dono ricevuto va amministrato con giustizia e generosità; dall’altro, l’attualità di Gaza richiama a una solidarietà che superi le logiche di violenza e vendetta.

Per il Pontefice, la missione dei cristiani e di tutti gli uomini di buona volontà è chiara: custodire la vita, condividere i beni e impegnarsi per la pace. Un compito che riguarda l’umanità intera, chiamata a diventare davvero amministratrice della casa comune.

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