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Papa Leone XIV all’Angelus : fede nella Croce e ringraziamento per gli auguri di compleanno

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Il Papa richiama la Croce come segno di vita e speranza, ricorda l’intuizione profetica di San Paolo VI e ringrazia per le preghiere nel giorno del suo compleanno.

Domenica 14 settembre 2025, in Piazza San Pietro, Papa Leone XIV ha guidato l’Angelus davanti a migliaia di fedeli e pellegrini provenienti da tutto il mondo. L’occasione è stata la celebrazione liturgica della Festa dell’Esaltazione della Santa Croce, che richiama due eventi storici: il ritrovamento del legno della Croce da parte di Sant’Elena a Gerusalemme nel IV secolo e la restituzione della Reliquia da parte dell’imperatore Eraclio.

Il Pontefice ha spiegato che la Croce, strumento di morte, è stata trasformata dall’amore di Cristo in segno di vita e salvezza. «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito», ha ricordato, citando il Vangelo di Giovanni (3,16), per sottolineare come l’amore di Dio superi ogni limite umano e diventi sorgente di speranza.

Nicodemo e il mistero della fede

Il Papa ha richiamato il dialogo tra Gesù e Nicodemo, una delle figure più affascinanti del Vangelo. Nicodemo, ha spiegato Leone XIV, era un uomo in ricerca, aperto e sincero, che cercava luce nella notte. Gesù gli rivelò che il Figlio dell’uomo doveva essere innalzato «perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna».

Questo episodio evangelico si ricollega all’episodio dell’Antico Testamento in cui Mosè innalzò il serpente di bronzo nel deserto (Nm 21,4-9). Così come gli israeliti si salvarono fissando lo sguardo sul serpente, l’umanità trova oggi la salvezza volgendo lo sguardo al Cristo crocifisso e risorto.

La Croce come segno di amore e speranza

Leone XIV ha spiegato che Dio ha scelto la Croce come strumento di redenzione proprio per manifestare la potenza del suo amore. «Dio si è mostrato come compagno, maestro, medico e amico, fino a farsi Pane spezzato nell’Eucaristia», ha affermato. La Croce, simbolo di condanna e violenza, diventa così strumento di vita nuova, capace di trasformare il dolore in speranza.

Il Papa ha invitato i fedeli a non temere la Croce, ma ad abbracciarla come via verso la vita. Ha citato San Paolo e la sua lettera ai Romani, ricordando che nulla può separarci dall’amore di Dio (Rm 8,35-39).

Maria e la testimonianza dell’amore che salva

Concludendo la catechesi, Leone XIV ha affidato i fedeli a Maria, Madre addolorata ai piedi della Croce, affinché insegni ai cristiani di oggi a vivere l’amore che salva e a donarsi con generosità gli uni agli altri, come Cristo si è donato fino alla fine.

Dopo l’Angelus: il Sinodo dei Vescovi

Dopo la recita dell’Angelus, il Santo Padre ha ricordato che il 15 settembre 2025 ricorre il 60° anniversario dell’istituzione del Sinodo dei Vescovi, voluto da San Paolo VI. Un’“intuizione profetica”, ha detto Leone XIV, che ha permesso ai vescovi di esercitare più pienamente la comunione con il Successore di Pietro.

Il Pontefice ha auspicato che questa ricorrenza susciti nella Chiesa un rinnovato impegno per l’unità, la sinodalità e la missione evangelizzatrice, temi centrali del suo pontificato.

I saluti ai pellegrini

Come di consueto, Papa Leone XIV ha rivolto un saluto ai fedeli e ai gruppi presenti: comunità provenienti da Cile, Tanzania e Repubblica Ceca, insieme a numerosi pellegrini italiani da diverse diocesi. Ha citato tra gli altri i fedeli di Trani, Faenza, Pistoia, Palermo e Alghero, oltre a bande musicali, associazioni culturali e cooperative.

Un saluto particolare è stato rivolto alla comunità di Comunione e Liberazione di Roma, ai giovani del Don Bosco Youth-Net, a gruppi di motociclisti giunti da Ravenna e a ciclisti partiti da Rovigo.

Il compleanno del Pontefice

Infine, Leone XIV ha condiviso con i presenti una nota personale: il compimento dei suoi settanta anni. Con parole semplici e cordiali, ha espresso gratitudine a Dio, ai genitori e a quanti hanno pregato per lui: «Carissimi, sembra che sappiate, oggi compio settant’anni. Rendo grazie al Signore e ai miei genitori; e ringrazio quanti hanno avuto un ricordo nella preghiera. Tante grazie a tutti! Grazie! Buona domenica!».

Un Angelus di fede e gratitudine

L’Angelus del 14 settembre 2025 si è così trasformato in un momento di profonda riflessione e di festa. Al centro, la Croce come segno di vita e salvezza, il richiamo alla sinodalità come cammino di comunione nella Chiesa, e il ringraziamento personale del Papa per i suoi 70 anni.

Un messaggio che unisce teologia, spiritualità e vita quotidiana, mostrando ancora una volta l’intreccio tra fede, storia e attualità che caratterizza il magistero di Papa Leone XIV.

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