Un fenomeno antico ma sempre attuale: mitomani e mitomania, che arrivano spesso allo stalking e a deliri di potere
La mitomania è un disturbo psicologico e comportamentale che porta le persone a raccontare bugie sistematiche e a costruire storie fittizie per sembrare più importanti o influenti. Non si tratta di una semplice menzogna occasionale, ma di un atteggiamento costante che porta a inventare titoli, esperienze e ruoli mai avuti.
Il fenomeno, descritto in psichiatria fin dall’Ottocento, è oggi amplificato dalla facilità di comunicazione digitale, che offre a chiunque una platea immediata per esibirsi.
I profili più frequenti: bassa scolarità e ruoli marginali
Molti mitomani appartengono a contesti caratterizzati da bassa scolarità, o da percorsi scolastici e professionali difficili, marginali o persino inesistenti. Si tratta spesso di disoccupati, pensionati o persone con incarichi occasionali, che non hanno mai rivestito reali responsabilità.
Questi individui compensano la propria frustrazione millantando persino incarichi da editori, dirigenti, ufficiali, giornalisti, professori o figure di qualche potere o rilievo politico, senza avere né i requisiti formativi né le competenze richieste. In realtà il divario tra la loro realtà quotidiana e le identità fittizie che si attribuiscono è evidente a tutti e produce un effetto spesso grottesco.
Il bisogno di riconoscimento e le dinamiche psicologiche
Alla base di questi comportamenti ci sono frustrazioni e un forte bisogno di riconoscimento sociale, non ottenibile nella realtà. Il mitomane, sentendosi escluso o invisibile, costruisce un mondo immaginario in cui fantastica di acquisire potere e rispetto. Le bugie diventano così uno strumento di sopravvivenza psicologica, fino a sfociare nella menzogna compulsiva.
Spesso questi soggetti arrivano persino ad auto-ingannarsi, fino a credere alle proprie invenzioni. La linea di confine tra realtà e fantasia si dissolve, rendendo le loro narrazioni ancora più elaborate, e contradddittorie e difficili da smontare sul piano emotivo, perché fallimento e mancanza di potere diventano inaccettabili.
I legami con dipendenze e comportamenti antisociali
Un aspetto frequente, ma spesso sottovalutato, è il legame tra mitomania e dipendenze. Non pochi mitomani convivono con forme di alcolismo o tossicodipendenza, che alimentano la perdita di contatto con la realtà e accentuano atteggiamenti aggressivi.
In quanto tali, non di rado si rivelano anche molesti e minacciosi, soprattutto quando le loro affermazioni vengono messe in discussione o smascherate. L’illusione di avere autorità li porta a imporsi con toni intimidatori, cercando di compensare con la forza verbale ciò che non hanno in termini di credibilità.
Mitomania e stalking: quando l’ossessione diventa persecuzione
In diversi casi, i comportamenti dei mitomani patologici possono sfociare nello stalking. La necessità di sentirsi riconosciuti e l’incapacità di accettare il rifiuto o la messa in discussione delle loro menzogne li spinge spesso a perseguitare le persone che non li assecondano.
Telefonate insistenti, messaggi continui, appostamenti o diffamazioni online diventano strumenti attraverso i quali cercano di riaffermare un potere che non hanno mai posseduto. Questa ossessione persecutoria può colpire vicini, ex colleghi, familiari o figure percepite come “nemici” solo perché hanno smascherato le loro bugie.
Lo stalking legato alla mitomania non è soltanto un disagio personale, ma una condotta penalmente rilevante che può portare a denunce e provvedimenti restrittivi. Anche in questo caso, la radice del problema è lo stesso bisogno frustrato di riconoscimento, che si trasforma in ossessione e aggressività.
Definizioni cliniche e psichiatriche
La mitomania non è riconosciuta come disturbo autonomo nei manuali diagnostici ufficiali. Secondo fonti psicologiche, non è inserita come disturbo specifico nel DSM-5, ma viene inquadrata come sintomo associato a disturbi di personalità quali quello narcisistico, istrionico o antisociale.
- Disturbi di personalità
-
-
Narcisistico: il soggetto inventa storie o successi per accrescere la propria immagine e ottenere ammirazione.
-
Istrionico: le menzogne servono a catturare l’attenzione e mantenere un ruolo di protagonismo.
-
Antisociale: la menzogna viene usata come strumento di manipolazione, inganno e sfruttamento degli altri.
-
-
Disturbo borderline di personalità: le bugie possono emergere in un contesto di instabilità identitaria e relazionale.
-
Disturbi psicotici (più raramente): la narrazione non è più solo menzogna consapevole ma può assumere caratteristiche deliranti.
-
Disturbi dell’umore (in particolare la fase maniacale del disturbo bipolare): l’euforia e l’autostima grandiosa possono portare a racconti esagerati o falsi.
-
Disturbi da dipendenza: il soggetto può mentire compulsivamente per coprire l’uso di sostanze o comportamenti problematici.
In sintesi: la mitomania non è una diagnosi autonoma, ma un sintomo trasversale che può manifestarsi in diversi quadri clinici, soprattutto nei disturbi di personalità di tipo narcisistico, istrionico e antisociale, come giustamente hai indicato.
Dal punto di vista clinico, la mitomania è considerata una manifestazione psicopatologica caratterizzata dal ricorrente bisogno di distorcere la realtà, elaborando intenzionalmente scenari fittizi poco probabili, con l’obiettivo di ottenere una sorta di “esaltazione psicologica” di sé.
Nella letteratura scientifica si parla anche di pseudologia fantastica. La studiosa Katie Elizabeth Treanor (2012) la definisce come «l’abituale, prolungata e ripetuta produzione di mistificazioni, spesso di natura complessa e fantasiosa (…), bugie facilmente smascherabili che non vengono utilizzate per ottenere un tornaconto materiale, quanto per accrescere la propria autostima o proteggersi dal giudizio altrui».
Le conseguenze sociali e penali
Le azioni dei mitomani non hanno solo un impatto psicologico o relazionale, ma possono avere anche conseguenze sociali e legali. Le loro continue millanterie, unite a comportamenti molesti o minacciosi, possono degenerare in denunce per diffamazione, ingiurie, minacce, stalking o addirittura tentativi di truffa.
Dal punto di vista sociale, queste figure minano la fiducia nelle relazioni e creano contesti tossici nei quartieri, nei luoghi di lavoro o nelle comunità. L’ostentazione di titoli e poteri inesistenti produce spesso conflitti, fratture e isolamento, accentuando ulteriormente il loro stato di marginalità.
Il ruolo dei social network
I social hanno offerto ai mitomani un palcoscenico ideale. Attraverso profili falsi, post altisonanti o fotografie manipolate, cercano di costruire una reputazione digitale che non corrisponde alla realtà. Ma la stessa rete rende più facile smascherarli, grazie a controlli incrociati, archivi pubblici e fonti ufficiali.
L’educazione digitale e l’informazione critica diventano strumenti fondamentali per evitare che queste figure ingannino o manipolino persone in buona fede.
Conclusioni: difendersi dai millantatori patologici
I mitomani e i millantatori patologici sono individui che tentano di colmare un vuoto personale e sociale costruendo identità fittizie. Nonostante le loro pretese, non hanno mai avuto né mai avranno accesso a reali ruoli di potere, per la mancanza di competenze, titoli ed esperienza concreta.
Il legame con dipendenze, molestie, stalking e minacce li rende ancora più pericolosi, trasformando la loro patologia in una fonte di disagio collettivo e di rischi penali. Per questo è fondamentale riconoscerli, smascherarli e, quando necessario, denunciarne i comportamenti. Difendersi da queste figure significa proteggere la verità, la convivenza civile e la dignità di chi costruisce la propria vita su basi autentiche.