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Papa Leone XIV : pregare per il creato, ispirati da San Francesco

Papa Leone XIV pregare creato San Francesco

L’intenzione di preghiera per settembre 2025 invita a custodire la casa comune

Il 2 settembre 2025, Papa Leone XIV ha diffuso attraverso la Rete Mondiale di Preghiera del Papa il videomessaggio con l’intenzione di preghiera per il mese di settembre. Il tema scelto guarda al creato come dono di Dio, sottolineando la necessità di una profonda responsabilità verso l’ambiente e tutte le creature.

Il Pontefice ha invitato i fedeli a pregare ispirati da San Francesco d’Assisi, per riscoprire la nostra interdipendenza con il creato, che non è soltanto un insieme di risorse da gestire, ma un mistero da contemplare con gratitudine e speranza.

Laudato si’ e spiritualità francescana

Nel videomessaggio il Papa ha ricordato le parole del Cantico di San Francesco: “Laudato si’, o mio Signore”. Ogni creatura, anche la più piccola e fragile, è frutto dell’amore divino e ha un posto nel mondo.

Il richiamo alla spiritualità francescana si collega anche all’enciclica Laudato si’, che propone una visione di ecologia integrale: il creato è la nostra casa comune, da custodire non solo con politiche ambientali, ma con uno stile di vita ispirato alla fede e alla responsabilità.

Un messaggio per il Tempo del Creato

L’intenzione di settembre si inserisce nel contesto del Tempo del Creato, che unisce i cristiani dal 1° settembre al 4 ottobre, festa di San Francesco d’Assisi. È un periodo di preghiera e di azione per il pianeta, che quest’anno riceve un rinnovato impulso dalle parole del Papa.

Leone XIV ha invitato a riconoscere la presenza di Dio in ogni creatura, superando la visione utilitaristica della natura. “Il mondo – ha ricordato – è molto più di un problema da risolvere: è un mistero da contemplare”.

Custodire la vita in tutte le sue forme

Il Santo Padre ha ribadito che custodire il creato significa rispettare la vita in tutte le sue forme e possibilità, accogliendo con responsabilità il compito che Dio affida all’umanità. Pregare per il creato non è solo un gesto spirituale, ma un invito ad agire concretamente, difendendo la dignità di ogni creatura e garantendo un futuro più giusto e sostenibile.

La preghiera come impegno quotidiano

L’intenzione di Papa Leone XIV non si limita a un invito spirituale, ma indica anche una via pratica: la preghiera come stile di vita. Pregare per il creato significa assumere uno sguardo nuovo sul mondo, capace di riconoscere la bellezza e il valore di ciò che ci circonda. Questa prospettiva trasforma le piccole azioni quotidiane – dalla gestione dei consumi alla cura delle relazioni – in gesti di responsabilità verso il prossimo e verso l’ambiente.

Fede e scienza, un’alleanza per il creato

Il messaggio papale richiama anche la necessità di unire sapienza spirituale e conoscenza scientifica. La fede ci ricorda che la creazione è un dono, mentre la scienza ci offre strumenti per comprenderla e proteggerla. Insieme, possono guidare l’umanità verso modelli di sviluppo più sostenibili, che rispettino la dignità umana e l’integrità dell’ambiente.

Educare le nuove generazioni

Un altro punto implicito nell’invito del Papa riguarda l’educazione. Custodire la casa comune significa anche trasmettere ai giovani la consapevolezza del valore del creato. Le famiglie, le comunità e le istituzioni educative sono chiamate a formare coscienze capaci di vivere la fede non solo come esperienza personale, ma come responsabilità verso il mondo e le future generazioni.

Una speranza che nasce dal creato

L’intenzione di preghiera di settembre 2025 diventa così un richiamo universale a vivere con maggiore consapevolezza il rapporto con la natura. Ogni albero, ogni fiume, ogni creatura porta in sé un riflesso della bontà divina. Custodire il creato significa custodire noi stessi e il futuro dell’umanità. Con lo sguardo di San Francesco e la guida di Papa Leone XIV, i fedeli e tutte le persone di buona volontà sono invitati a trasformare la cura del mondo in un atto di amore e di speranza, capace di unire popoli e generazioni nella responsabilità comune verso la casa che condividiamo.

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