Nella Basilica di Sant’Agostino in Campo Marzio Papa Leone XIV ha celebrato la Messa per l’inizio del Capitolo Generale degli Agostiniani, richiamando i religiosi a vivere il loro cammino alla luce dello Spirito Santo
Roma – Con una solenne celebrazione nella Basilica di Sant’Agostino in Campo Marzio, ieri, Lunedì 1 settembre 2025, Papa Leone XIV ha presieduto la Santa Messa che segna l’apertura del Capitolo Generale dell’Ordine di Sant’Agostino. Nell’omelia, il Pontefice ha offerto tre chiavi spirituali e pastorali ai religiosi agostiniani: ascolto, umiltà e unità.
Il Capitolo Generale, momento fondamentale per la vita di un Ordine religioso, è stato presentato dal Papa come un’occasione di grazia non solo per l’Ordine stesso, ma per l’intera Chiesa.
Un saluto iniziale: il dono dello Spirito per comprendere e ascoltare
All’inizio della celebrazione, Papa Leone XIV ha voluto rivolgere un saluto informale ai presenti, tra cui il Priore Generale Padre Alejandro Moral e i vescovi agostiniani Luis e Wilder. Ha ricordato che il vero dono da invocare non è tanto quello delle lingue, ma la grazia di saper ascoltare, di essere umili e di promuovere l’unità.
In queste parole introduttive, il Papa ha già delineato il nucleo della sua riflessione: la vita comunitaria e la missione ecclesiale si fondano non sull’autosufficienza, ma sull’apertura allo Spirito e agli altri.
Lo Spirito Santo protagonista del Capitolo
Il Pontefice ha sottolineato come questa celebrazione, dedicata allo Spirito Santo, sia un invito a lasciare che sia Lui a guidare i lavori del Capitolo. Citando un antico autore, Didimo il Cieco, ha parlato dello Spirito come di un «sopravvento abbondante e irresistibile», che deve prevalere su ogni logica umana.
Lo Spirito, ha spiegato Leone XIV, parla nei cuori, attraverso i fratelli e le circostanze della vita. Per questo, l’assemblea capitolare deve essere vissuta in un clima di ascolto: ascolto di Dio, degli altri confratelli e dei segni dei tempi.
Agostino e la Pentecoste: la Chiesa parla tutte le lingue
Richiamandosi a Sant’Agostino, il Pontefice ha proposto una riflessione sulla Pentecoste. Se all’inizio i fedeli potevano parlare tutte le lingue, oggi è la Chiesa intera che “parla in tutte le lingue”, perché il Corpo di Cristo è universale.
Per i religiosi agostiniani riuniti a Roma, questo significa che ciascuno è chiamato a comunicare e comprendere con sincerità, collaborando al bene comune. In questa prospettiva, il Capitolo non è solo un momento amministrativo, ma un evento di grazia che coinvolge tutta la Chiesa.
L’umiltà per riconoscere l’azione di Dio
Il secondo punto centrale dell’omelia è stato l’invito all’umiltà. Leone XIV ha ricordato che lo Spirito Santo agisce in modi sempre nuovi e imprevedibili, e nessuno può pensare di avere da sé tutte le risposte.
Citando il profeta Isaia – «Quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le sue vie sovrastano le nostre vie» (Is 55,9) – il Papa ha sottolineato che solo l’umiltà permette di accogliere ciò che il Signore ispira e di lasciarsi formare interiormente dallo Spirito, che incide nei cuori le parole di Gesù.
Il valore dell’unità: segno della presenza dello Spirito
Il terzo pilastro indicato da Leone XIV è l’unità. Prendendo spunto dalla Prima Lettera ai Corinzi, ha ricordato che in ogni comunità lo Spirito distribuisce doni diversi, ma tutti orientati al bene comune.
Sant’Agostino, commentando la Pentecoste, vedeva nell’amore per l’unità il segno autentico della presenza dello Spirito. Dove c’è unità, c’è vita spirituale; dove prevalgono divisioni e contrasti, lì agiscono logiche carnali e mondane. Per questo il Papa ha chiesto che l’unità diventi il criterio di discernimento e verifica dei lavori capitolari.
Tre suggerimenti per il Capitolo
Al termine dell’omelia, Papa Leone XIV ha sintetizzato la sua riflessione in tre indicazioni concrete per i religiosi agostiniani che iniziano il loro Capitolo Generale:
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Ascolto – di Dio, degli altri, delle circostanze.
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Umiltà – per riconoscere la grandezza di Dio e la limitatezza delle proprie idee.
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Unità – come criterio di autenticità e segno della presenza dello Spirito Santo.
Ha concluso con una preghiera tratta dalla liturgia: «Lo Spirito Paraclito illumini le nostre menti e ci guidi a tutta la verità», invocando la luce e la forza del Consolatore sui lavori capitolari.
Conclusione
La celebrazione nella Basilica di Sant’Agostino ha segnato non solo l’inizio del Capitolo Generale degli Agostiniani, ma anche un momento di forte comunione ecclesiale. Con parole semplici e profonde, Papa Leone XIV ha indicato ai religiosi e a tutta la Chiesa una via chiara: ascoltare, essere umili e custodire l’unità.
In un tempo segnato da conflitti e divisioni, l’appello del Papa risuona come un invito universale a vivere lo Spirito Santo come vero protagonista della vita ecclesiale e comunitaria.