A luglio 2025 l’ISTAT registra disoccupazione in calo al 6% e 218mila occupati in più su base annua. Sale al 62,8% il tasso di occupazione, con crescita dei contratti a tempo indeterminato e segnali positivi per i giovani.
Un luglio positivo per il mercato del lavoro
I dati diffusi dall’ISTAT relativi a luglio 2025 confermano una tendenza positiva del mercato del lavoro italiano. Il tasso di disoccupazione scende al 6,0%, raggiungendo il livello più basso degli ultimi 18 anni, mentre il numero di occupati continua a crescere sia rispetto al mese precedente che su base annua. Si tratta di un risultato che restituisce fiducia e che mette in evidenza una trasformazione strutturale della composizione occupazionale.
I numeri principali
Nel mese di luglio, il numero di occupati ha raggiunto 24,2 milioni di persone, con un incremento di 13mila unità rispetto a giugno e di 218mila unità rispetto a luglio 2024. La variazione annua corrisponde a un aumento dello 0,9%, mentre il tasso di occupazione sale al 62,8%, guadagnando 0,1 punti percentuali sul mese e 0,5 punti sull’anno.
Il calo della disoccupazione è altrettanto significativo: i disoccupati diminuiscono di 74mila unità in un mese e di 114mila su base annua. Il tasso di disoccupazione passa così dal 6,5% di luglio 2024 al 6,0% di quest’anno. Anche la disoccupazione giovanile mostra segnali incoraggianti, scendendo al 18,7%, con una flessione di 1,4 punti percentuali.
Sul fronte dell’inattività, le persone tra i 15 e i 64 anni che non lavorano né cercano occupazione aumentano leggermente rispetto a giugno (+30mila unità), portando il tasso al 33,2%. Tuttavia, su base annua, si registra un calo complessivo di 81mila inattivi, un dato che segnala un maggiore coinvolgimento nel mercato del lavoro.
I contratti stabili trainano la crescita
Uno degli aspetti più interessanti riguarda la composizione dell’occupazione. Nel confronto annuo, la crescita è trainata dai dipendenti permanenti, aumentati di oltre 350mila unità, e dagli autonomi, che crescono di circa 55mila. Al contrario, i contratti a termine segnano un calo netto di quasi 190mila unità.
Questo dato conferma una tendenza verso una maggiore stabilità contrattuale, con benefici evidenti per famiglie e imprese: i lavoratori con un contratto a tempo indeterminato hanno maggiore sicurezza economica, e le aziende possono contare su una forza lavoro più stabile e motivata a lungo termine.
Differenze di genere e fasce d’età
L’aumento degli occupati interessa soprattutto gli uomini, mentre per le donne la crescita è più contenuta e in alcuni settori si osserva una lieve flessione. Rimane quindi una sfida aperta quella della partecipazione femminile, che continua a rappresentare un punto critico del mercato del lavoro italiano.
Dal punto di vista anagrafico, gli over 50 risultano tra i principali protagonisti dell’aumento dell’occupazione. Questo è legato sia al progressivo innalzamento dell’età pensionabile, sia alla capacità di molti lavoratori senior di mantenere ruoli attivi grazie a competenze ed esperienza consolidate. Per i giovani, come visto, i dati sono positivi ma rimane un divario importante rispetto alla media europea.
Confronto con l’Europa
A livello europeo, l’Italia mostra un quadro incoraggiante. Il tasso di disoccupazione medio dell’Eurozona si attesta al 6,2%, mentre quello dell’Unione Europea è al 5,9%. Con il suo 6,0%, l’Italia si colloca quindi leggermente al di sotto della media dell’area euro, un risultato che fino a pochi anni fa sembrava difficilmente raggiungibile.
Un’economia in chiaroscuro
Se da un lato i dati occupazionali sono positivi, dall’altro non mancano alcune ombre. L’economia italiana ha registrato una lieve contrazione del PIL nel secondo trimestre del 2025, e le stime di crescita per l’intero anno si aggirano intorno allo 0,6–0,7%. Ciò significa che l’aumento dell’occupazione non si traduce automaticamente in un miglioramento dei salari reali, spesso compressi dall’inflazione e dalle incertezze internazionali.
Le prospettive future
I dati di luglio rappresentano un segnale importante per il futuro del Paese. La crescita degli occupati, la riduzione della disoccupazione e l’aumento dei contratti stabili indicano che il mercato del lavoro italiano si sta muovendo in una direzione più solida. Tuttavia, rimangono sfide decisive: ridurre le differenze di genere, affrontare l’elevata disoccupazione giovanile e contrastare l’aumento dell’inattività.
Le prossime politiche dovranno concentrarsi su formazione, innovazione e sostegno alle imprese, affinché i progressi registrati non restino isolati ma si traducano in una crescita strutturale e duratura.
Luglio 2025 segna un punto di svolta per il lavoro in Italia: con oltre 218mila occupati in più su base annua, disoccupazione al minimo dal 2007 e un tasso di occupazione in costante crescita, il quadro appare incoraggiante. I numeri confermano una trasformazione che va oltre l’emergenza e apre prospettive di stabilità. Ora la sfida è consolidare i progressi e fare in modo che i benefici raggiungano tutte le fasce della popolazione, rendendo il lavoro sempre più inclusivo, equo e sostenibile.
Fonte ISTAT : Occupati e disoccupati (dati provvisori) – Luglio 2025.
| Indicatore | Valore (luglio 2025) |
|---|---|
| Occupati (totale) | 24,217 milioni |
| Variazione occupati mensile | +13.000 (+0,1%) |
| Variazione occupati annuale | +218.000 (+0,9%) |
| Tasso di occupazione | 62,8% |
| Disoccupati (variazione mensile) | -74.000 (-4,6%) |
| Disoccupati (variazione annuale) | -114.000 (-6,9%) |
| Tasso di disoccupazione | 6,0% |
| Disoccupazione giovanile (15–24) | 18,7% (-1,4 p.p.) |
| Inattivi (variazione mensile) | +30.000 (+0,2%) |
| Inattivi (variazione annuale) | -81.000 (-0,7%) |
| Tasso di inattività | 33,2% |