Nel suo intervento al Meeting di Rimini, il presidente Giorgia Meloni annuncia nuove misure sociali, rilancia la centralità della famiglia e chiede equilibrio nel conflitto in Medio Oriente.
Ieri, mercoledì 27 agosto 2025, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha partecipato alla 46ª edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli di Rimini, che quest’anno porta il titolo “Nei luoghi deserti costruiremo con mattoni nuovi”.
Accolta calorosamente dal pubblico, Meloni ha ringraziato il presidente della Fondazione Meeting, Bernhard Scholz, e tutti i volontari che rendono possibile l’evento, sottolineando come proprio l’impegno gratuito di migliaia di giovani e adulti rappresenti il cuore di questa manifestazione.
Il Meeting – ha ricordato – è da quasi mezzo secolo un luogo privilegiato di dialogo culturale, politico e sociale, capace di mettere in relazione mondi diversi nel segno del confronto e della ricerca del bene comune.
La metafora di T. S. Eliot e i “mattoni nuovi”
Il tema di quest’anno è tratto da un verso di Thomas Stearns Eliot, poeta e drammaturgo cristiano, Premio Nobel nel 1948. Nei Cori da La Rocca, Eliot descrive operai impegnati a costruire una chiesa in un contesto ostile, tra difficoltà e imprevisti. La loro perseveranza diventa simbolo di resistenza al “nulla che avanza”, a una società anestetizzata, senza aspirazioni spirituali o valori condivisi.
Giorgia Meloni ha ripreso questa immagine per interpretare la sfida del nostro tempo: costruire “con mattoni nuovi” significa affrontare i deserti fisici ed esistenziali con strumenti adatti, senza cedere all’omologazione. Un invito a recuperare identità, memoria e appartenenza in una società che rischia di ridurre l’individuo a semplice consumatore.
L’Italia sulla scena internazionale
Un ampio passaggio del discorso è stato dedicato al ruolo dell’Italia nel mondo. Meloni ha sottolineato come, in quasi tre anni di governo, il Paese abbia riconquistato autorevolezza internazionale, venendo considerato un modello di stabilità e credibilità.
Ha ricordato l’impegno sulla crisi ucraina, con il sostegno compatto all’indipendenza di Kiev e la proposta italiana di garanzie di sicurezza ispirate all’articolo 5 della NATO. Una strategia definita un “mattone nuovo” nel percorso verso una pace giusta e duratura.
Ampio spazio anche al conflitto in Medio Oriente. Il Presidente ha ribadito il sostegno a Israele dopo gli attacchi terroristici, ma ha anche chiesto con forza la fine delle azioni militari sproporzionate a Gaza, la liberazione degli ostaggi e il rispetto del diritto umanitario. L’Italia – ha rivendicato – è la Nazione europea che più si è adoperata sul fronte umanitario, con evacuazioni sanitarie e aiuti concreti.
Europa e valori occidentali
Meloni ha rivolto critiche al modello attuale dell’Unione europea, ritenuta troppo burocratica e incapace di rispondere alle sfide geopolitiche. Tuttavia, ha visto nell’attuale fase di crisi una grande opportunità: riscoprire le radici culturali e spirituali dell’Europa, quelle stesse radici che – dalla filosofia greca al diritto romano, passando per l’umanesimo cristiano – hanno dato vita ai valori dell’Occidente.
Per Meloni, costruire “con mattoni nuovi” significa anche rafforzare la difesa comune europea, sostenere la competitività delle imprese e affrontare la crisi demografica. Senza natalità e senza famiglia, ha ammonito, non ci sarà futuro per la civiltà europea.
Il Piano Mattei e le politiche sulle migrazioni
Un altro pilastro dell’intervento è stato il Piano Mattei per l’Africa, strategia italiana per costruire partnership paritarie con i Paesi africani, basate sul rispetto reciproco e non su logiche predatrici. L’obiettivo – ha detto Meloni – è favorire investimenti di qualità, infrastrutture, formazione e sviluppo locale, affinché i giovani africani possano avere opportunità nella loro terra.
Questo approccio si lega alle politiche migratorie: ridurre l’immigrazione irregolare e favorire canali legali e regolati. Il Premier ha rivendicato il calo degli sbarchi e delle vittime in mare come risultato di una strategia seria e determinata. “Non c’è giudice o burocrate – ha dichiarato – che possa impedirci di combattere gli schiavisti del terzo millennio e salvare vite umane”.
Politiche sociali e sostegno alla famiglia
Nel suo discorso, Meloni ha posto al centro la famiglia e la natalità, considerate chiavi per contrastare il declino demografico. Ha ricordato misure già introdotte, come il congedo parentale all’80%, l’asilo nido gratuito per il secondo figlio e un piano per case a prezzi calmierati destinate alle giovani coppie.
Ha criticato come “deliranti” le teorie che vedono la genitorialità come un ostacolo o un concetto arcaico, ribadendo che solo una società che valorizza i figli può dirsi davvero moderna.
Accanto al sostegno alle famiglie, Giorgia Meloni ha rivendicato gli investimenti nella prevenzione delle tossicodipendenze, l’attenzione ai territori difficili come Caivano e l’impegno a restituire credibilità allo Stato nelle aree colpite da criminalità e degrado.
Lavoro, economia e riforme
Ampio spazio è stato riservato al tema del lavoro, definito “la vera ricchezza di una Nazione”. Il Premier ha citato il record di occupazione femminile e la creazione di oltre un milione di posti di lavoro in mille giorni, sottolineando la centralità delle piccole e medie imprese.
Tra i risultati, il taglio del cuneo fiscale, la riforma dell’IRPEF, gli incentivi per le imprese che assumono e la legge sulla partecipazione dei lavoratori alla gestione d’impresa, attesa da decenni.
Meloni ha poi rilanciato le grandi riforme istituzionali: premierato, autonomia differenziata, riforma di Roma Capitale e giustizia. Obiettivi ambiziosi per rendere lo Stato più efficiente, stabile e vicino ai cittadini.
Educazione e formazione : le basi del futuro
Tra i “mattoni nuovi” fondamentali, Meloni ha indicato l’educazione e la formazione. Ha parlato di un’alleanza tra scuola e lavoro, della riforma degli istituti tecnici e professionali e di nuove modalità di accesso a medicina.
Ha rilanciato l’esigenza di una parità scolastica reale, che garantisca libertà educativa alle famiglie, sgombrando il campo da pregiudizi ideologici. Il merito – ha aggiunto – deve essere il vero ascensore sociale.
Nel finale, Giorgia Meloni ha ripreso la metafora di Eliot: come gli operai che costruiscono una chiesa nel deserto, anche la società di oggi è chiamata a edificare con mattoni nuovi, affrontando le sfide del presente con coraggio, speranza e concretezza.
“Ciascuno prenda il suo cemento e i suoi mattoni – ha detto – perché è ora di costruire insieme”. Un invito a politica, istituzioni e società civile a unire le forze per il bene comune, nel segno della responsabilità e della partecipazione.