Il film giapponese trionfa Locarno78. Il direttore Giona Nazzaro: “Mettere in piedi un festival è come costruire un domani migliore. Un film alla volta”
Locarno, sabato 16 agosto 2025 – Dopo undici giornate intense, ricche di emozioni, proiezioni e incontri, si è conclusa la 78ª edizione del Locarno Film Festival, una delle manifestazioni cinematografiche più importanti al mondo. Il prestigioso Pardo d’Oro del Concorso Internazionale è stato assegnato al film giapponese Tabi to Hibi (Two Seasons, Two Strangers), diretto da Sho Miyake.
L’opera, che ha conquistato critica e pubblico, si è distinta per la delicatezza con cui racconta la relazione tra due persone estranee unite dalle stagioni della vita. Un film poetico, capace di affrontare con grazia e profondità i temi dell’identità, della solitudine e della ricerca di senso.
Un’edizione all’insegna della varietà
Il Locarno78 ha ancora una volta dimostrato la vitalità del cinema contemporaneo, portando sul grande schermo una sorprendente varietà di stili, linguaggi e prospettive.
Come ha sottolineato la direzione del festival, la rassegna è stata un viaggio attraverso il cinema in tutte le sue forme: dal grande spettacolo popolare alle produzioni indipendenti, dalle sperimentazioni più audaci del cinema d’avanguardia alla forza narrativa delle storie più classiche.
La sfida, anno dopo anno, è quella di costruire un ponte tra passato e futuro, offrendo agli spettatori un mosaico di opere capaci di resistere alla prova del tempo e di ispirare le nuove generazioni di registi.
Sho Miyake e la sensibilità del cinema giapponese
Il trionfo di Sho Miyake conferma la straordinaria capacità del cinema giapponese di proporre visioni raffinate e universali. Tabi to Hibi affronta con delicatezza l’incontro di due sconosciuti, trasformandolo in un’occasione per riflettere sulla fragilità e sulla resilienza dell’animo umano.
Il titolo stesso – “Due stagioni, due estranei” – diventa metafora di un tempo che passa e trasforma, unendo vite apparentemente lontane. Una poetica che ha conquistato la giuria del festival, rafforzando il legame tra Locarno e le cinematografie asiatiche, sempre più protagoniste delle scene internazionali.
Il valore del festival secondo Giona Nazzaro
Per il direttore artistico Giona Nazzaro, questa edizione ha confermato la funzione del festival come luogo di incontro e di visione. Nelle sue parole: «Mettere in piedi un festival è come costruire un domani migliore. Un film alla volta».
Il festival diventa così non solo una vetrina per le opere già realizzate, ma anche un laboratorio per immaginare il futuro del cinema. Un luogo dove il lavoro degli autori affermati si intreccia con l’entusiasmo dei giovani registi che stanno muovendo i primi passi.
Il palmarès completo
Oltre al Pardo d’Oro a Tabi to Hibi, la 78ª edizione ha premiato numerosi altri film e talenti emergenti. Il palmarès completo è disponibile sul sito ufficiale del festival (scopri il palmarès qui), con riconoscimenti che spaziano dal Concorso Cineasti del presente alle sezioni dedicate ai cortometraggi e alle opere di sperimentazione.
La varietà dei premiati riflette la missione del Locarno Film Festival: offrire spazio tanto ai grandi nomi quanto agli sguardi nuovi, aprendo orizzonti su cinematografie meno conosciute e rafforzando il ruolo del cinema come linguaggio universale.
Locarno come fucina di talenti
Con i suoi 78 anni di storia, il festival si conferma una delle piattaforme più prestigiose per il lancio di nuovi autori e per la scoperta di opere destinate a lasciare un segno. Molti registi che oggi sono celebrati a livello internazionale hanno mosso i primi passi a Locarno, trovando in questa città svizzera un trampolino di lancio verso festival come Venezia, Berlino e Cannes.
Il futuro del cinema, come ha ricordato la direzione, si costruisce «un film alla volta», valorizzando le opere che parlano al presente ma sono capaci di durare nel tempo.
La conclusione di Locarno78 con il trionfo di Tabi to Hibi di Sho Miyake non è solo una celebrazione del cinema giapponese, ma un segnale forte della vitalità della settima arte. Il festival ha dimostrato ancora una volta la sua vocazione: essere luogo di incontro, riflessione e scoperta, dove il cinema diventa strumento per immaginare e costruire il futuro.
Il Pardo d’Oro 2025 consegna agli spettatori un film che unisce delicatezza narrativa e profondità emotiva, e al contempo rilancia il ruolo di Locarno come capitale del cinema d’autore e delle nuove visioni.
Immagine: cortesia Locarno Film Festival / Ti-Press.