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Giorgia Meloni : Dal cratere del terremoto rinasce la vita, il futuro nasce dove c’è cuore

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Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ricorda le vittime del sisma del 2016 e sottolinea i progressi nella ricostruzione, con numeri record di cantieri e investimenti

Roma, domenica 24 agosto 2025 – Nel nono anniversario del terremoto del Centro Italia del 24 agosto 2016, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha inviato una lettera al quotidiano Il Messaggero, richiamando la memoria di quella tragedia e aggiornando i cittadini sullo stato della ricostruzione.

La notte del 24 agosto 2016 rimane impressa nella memoria collettiva: alle 3.36 una scossa devastante sconvolse il cuore dell’Italia, dando inizio a una sequenza sismica che interessò 8 mila chilometri quadrati, coinvolgendo 4 Regioni e 138 Comuni. Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto e decine di borghi furono colpiti duramente, provocando centinaia di vittime e lasciando ferite profonde nei territori.

Ricordo delle vittime e gratitudine ai soccorritori

Nella sua lettera, Meloni ha ribadito che il ricordo delle vittime è un dovere morale, un legame che unisce ancora oggi i familiari e le comunità colpite. Ha voluto rinnovare il ringraziamento a tutti i soccorritori che, fin dalle prime ore, si adoperarono con coraggio e sacrificio per salvare vite umane.

«L’Italia non dimenticherà mai il loro eroismo – ha scritto – e le straordinarie pagine di solidarietà che in quelle ore e in quei giorni furono scritte dal nostro popolo».

Il cratere come il più grande cantiere d’Europa

Uno dei passaggi più forti della lettera riguarda l’attuale stato della ricostruzione: «Oggi il cratere sismico è il cantiere più grande d’Europa».

Secondo i dati riportati, la ricostruzione privata ha visto contributi concessi per 11 miliardi di euro, con liquidazioni che superano i 6,1 miliardi, segnando un incremento del 37,41% rispetto all’anno precedente. Il 60% di queste liquidazioni è avvenuto dal 2023 a oggi, a testimonianza di un’accelerazione decisa.

Sul fronte della ricostruzione pubblica, sono stati attivati oltre 3500 interventi per 4,5 miliardi di euro, molti dei quali rimasti fermi per anni. Ad oggi:

  • il 33,8% ha un progetto approvato o procedure avviate,

  • il 18,2% ha cantieri in corso,

  • il 16,2% risulta già concluso.

Solo nei primi quattro mesi del 2025 sono stati avviati 439 cantieri su 1200 previsti, un ritmo definito senza precedenti.

Restare e tornare: la sfida del futuro

Meloni ha sottolineato che la ricostruzione non riguarda solo infrastrutture, ma la rinascita della vita comunitaria. Ha evidenziato come questi territori già soffrissero prima del sisma per la crisi demografica e la fragilità idrogeologica, ma che proprio la sfida della ricostruzione offre l’occasione di ridare slancio.

«Il futuro nasce dove c’è vita e c’è cuore – ha scritto –. Per chi è rimasto, per chi è tornato o vuole tornare. Restare nei territori non significa restare indietro, ma assumersi la responsabilità di portarli avanti. Tornare è contribuire a una nuova fioritura, partendo da ciò che ha forgiato la nostra identità profonda».

Una strategia di rinascita coordinata

Il Governo ha scelto di imprimere un cambio di passo, dopo anni di ritardi. Sotto il coordinamento del Commissario straordinario Guido Castelli e della Struttura commissariale Sisma 2016, la ricostruzione è stata affrontata come una vera strategia nazionale di rinascita dell’Appennino centrale.

Giorgia Meloni ha parlato di un «grande lavoro di squadra», volto non solo a ricostruire, ma a dare nuova prospettiva economica e sociale a interi territori. L’obiettivo dichiarato è quello di “vincere la sfida della rinascita”, trasformando la tragedia in un’occasione per ripensare lo sviluppo delle aree interne.

La lettera del Presidente del Consiglio nell’anniversario del terremoto del 2016 è insieme un atto di memoria e una dichiarazione di impegno politico. A nove anni dalla tragedia, la ricostruzione ha compiuto passi significativi, con numeri che certificano un’accelerazione evidente.

Allo stesso tempo, resta la consapevolezza che la sfida non è soltanto materiale, ma culturale e sociale: restituire vita, futuro e dignità a territori che non vogliono essere dimenticati.

Come ha scritto Meloni, «restare e tornare non sono gesti di nostalgia, ma scelte di responsabilità e visione».

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