All’Angelus del 24 agosto 2025, Papa Leone XIV richiama i fedeli a seguire il Vangelo con coerenza, coraggio e carità concreta.
Città del Vaticano, domenica 24 agosto 2025 – Nella suggestiva cornice di Piazza San Pietro, gremita di fedeli e pellegrini provenienti da tutto il mondo, Papa Leone XIV ha guidato l’Angelus domenicale, incentrando la sua riflessione sul passo evangelico di Luca 13,22-30.
Al cuore della meditazione si trova l’immagine della “porta stretta”, con la quale Gesù invita i discepoli a un impegno serio e radicale: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno» (Lc 13,24).
La porta stretta: non formalismo, ma vita trasformata dall’amore
Il Pontefice ha spiegato che questa immagine non deve scoraggiare, ma scuotere le false sicurezze. «Il Signore – ha detto – non vuole un culto separato dalla vita e non gradisce sacrifici e preghiere se non ci conducono a vivere l’amore verso i fratelli e a praticare la giustizia».
Con parole incisive, Leone XIV ha messo in guardia dal ridurre la fede a semplici atti esteriori o a formalismi religiosi, sottolineando che l’autenticità della vita cristiana si misura nella capacità di tradurre la professione di fede in scelte concrete di amore, solidarietà e giustizia.
Gesù, porta della salvezza
Il Papa ha ricordato che la vera “porta” attraverso cui entrare è Gesù stesso, che si definisce «la porta» (Gv 10,9). È Lui che ha percorso fino in fondo la via della Croce, rinunciando al potere e al successo terreno per donare la vita in riscatto dell’umanità.
«La nostra fede è autentica – ha affermato Leone XIV – quando abbraccia tutta la nostra vita, quando diventa criterio per le nostre scelte e ci rende capaci di rischiare nell’amore, proprio come ha fatto Cristo».
Una provocazione per i credenti
Il Pontefice ha sottolineato che il Vangelo di questa domenica provoca soprattutto chi si considera “già a posto”. Spesso – ha osservato – siamo portati a giudicare chi è lontano dalla fede, mentre Gesù mette in discussione la “sicurezza dei credenti”, richiamando al fatto che non basta conoscere la dottrina o partecipare alle celebrazioni.
Il vero discepolo si riconosce da come incarna il Vangelo nella vita quotidiana, affrontando scelte difficili e impopolari, lottando contro l’egoismo e perseverando nel bene anche quando prevalgono logiche di ingiustizia e di male.
Aprirsi al cuore largo di Dio
Superare la “porta stretta” significa entrare nella larghezza del cuore di Dio. Il Papa ha spiegato che, pur richiedendo impegno e rinunce, questo percorso conduce a una vita nuova, spalancata alla gioia e alla festa eterna preparata dal Padre.
Infine, Leone XIV ha affidato i fedeli all’intercessione della Vergine Maria, invocando la sua protezione per imparare a camminare con coraggio nella via stretta del Vangelo, capace di condurre alla libertà dell’amore.
Dopo l’Angelus: appello per Mozambico e Ucraina
Come di consueto, al termine della preghiera mariana, Papa Leone XIV ha rivolto l’attenzione a diverse situazioni di sofferenza nel mondo.
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Ha espresso vicinanza alla popolazione di Cabo Delgado, in Mozambico, ancora vittima di violenze e insicurezza che provocano morti e sfollati. Ha invitato a non dimenticare queste comunità e ha auspicato che gli sforzi delle autorità possano riportare pace e stabilità nella regione.
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Ha ricordato inoltre l’iniziativa di Preghiera Mondiale per l’Ucraina, alla quale si sono uniti fedeli di diversi Paesi per invocare la pace nel Paese martoriato dalla guerra. Già venerdì 22 agosto, il Pontefice aveva chiesto digiuno e preghiera per le vittime dei conflitti.
Saluti ai pellegrini
Il Santo Padre ha poi salutato i pellegrini presenti in Piazza San Pietro: i fedeli provenienti da Karaganda in Kazakistan, da Budapest, e la comunità del Pontificio Collegio Nord Americano. Ha espresso gioia per l’arrivo della Banda Musicale di Gozzano e di vari gruppi parrocchiali italiani, provenienti da Bellagio, Vidigulfo, Carbonia, Corlo e Val Cavallina. Concludendo, Leone XIV ha augurato a tutti «una buona domenica», invitando a portare nel quotidiano la forza del Vangelo e la speranza della pace.
L’Angelus del 24 agosto 2025 ha rappresentato un nuovo momento di catechesi e di impegno spirituale. Attraverso l’immagine della porta stretta, Papa Leone XIV ha richiamato i fedeli a un cristianesimo vissuto nella concretezza delle scelte, lontano da formalismi sterili, radicato nell’amore e nella giustizia.
Il suo appello per il Mozambico e l’Ucraina ha ribadito l’attenzione universale della Chiesa alle ferite dell’umanità, mentre i saluti finali hanno reso visibile la gioia di una comunità internazionale radunata intorno al Vangelo.