Il dossier Viminale Ferragosto 2025 segnala un calo della criminalità diffusa, ma emergono dati allarmanti: +85% di ammonimenti per stalking, con un aumento dei casi di violenza domestica e femminicidi da partner.
Un quadro complicato: meno reati, più sicurezza apparente
Il dossier Viminale diffuso a Ferragosto 2025 traccia un bilancio della criminalità in Italia nei primi sette mesi dell’anno. I dati segnalano una flessione generale dei reati del 9% rispetto allo stesso periodo del 2024.
Alcune categorie mostrano cali significativi: i furti si riducono del 7,7%, le rapine del 6,7%, le violenze sessuali del 17,3%. Una tendenza che sembra confermare l’efficacia delle politiche di sicurezza e prevenzione, nonché un rafforzamento dell’attività di contrasto da parte delle forze dell’ordine.
Tuttavia, nonostante questa tendenza incoraggiante, il quadro non è privo di zone d’ombra. Gli omicidi sono in aumento: da 178 a 184 (+3,4%). Ma soprattutto, cresce a dismisura un fenomeno che preoccupa sempre di più: lo stalking.
Stalking: +85% di ammonimenti, l’emergenza nascosta
Secondo i dati del Ministero dell’Interno, gli ammonimenti per stalking sono passati da 1.479 a 2.731 in un solo anno, con un aumento di circa l’85%. Si tratta di una crescita impressionante, che mostra come la persecuzione insistente e molesta stia diventando un fenomeno sempre più frequente e socialmente pericoloso.
Nel complesso, gli ammonimenti emessi dai Questori sono stati 7.571 (+70,6%), a dimostrazione di una forte attenzione delle autorità a questo reato, ma anche della sua diffusione sempre più preoccupante.
Parallelamente, cresce anche l’utilizzo dei braccialetti elettronici come misura preventiva: in Italia sono attivi oltre 12.000 dispositivi, di cui quasi la metà destinati ai casi di stalking.
Violenza di genere e femminicidi: dati stabili ma ancora drammatici
Il dossier mostra come i femminicidi totali siano sostanzialmente stabili (60 casi, -1,6% rispetto al 2024). Tuttavia, aumentano i femminicidi commessi da partner o ex partner: da 33 a 38 (+15,1%).
Questo dato rivela come la violenza domestica e relazionale resti una delle forme più difficili da contrastare, anche perché spesso preceduta proprio da episodi di stalking e molestie ripetute. Gli ammonimenti in forte crescita ne sono una spia evidente: il rischio di escalation fino a esiti estremi resta concreto.
Le cause dello stalking: marginalità, invidie, devianza, dipendenze
Lo stalking, sia individuale che di gruppo (gang stalking), è un fenomeno complesso che trae origine da più fattori. Tra le cause più frequenti troviamo:
-
Marginalità sociale e senso di esclusione: alcuni persecutori vivono condizioni di isolamento che trasformano in ossessione e rancore.
-
Invidie personali o sociali: il successo o la serenità di una vittima possono scatenare risentimento e comportamenti persecutori.
-
Mobbing e stalking immobiliare: in alcuni casi, il contesto condominiale o lavorativo diventa teatro di pressioni sistematiche.
-
Stalking a fini estorsivi: quando la persecuzione serve a ottenere vantaggi economici o materiali.
-
Disturbi psichiatrici e tratti patologici: narcisismo, personalità antisociale, ossessioni paranoidi possono portare ad atteggiamenti reiterati e molesti.
- Dipendenze da alcol e droghe
Implicazioni sociali e urbane
Il fenomeno dello stalking non colpisce solo le singole vittime, ma ha effetti profondi sul tessuto sociale.
-
Clima di paura e sfiducia: interi quartieri possono vivere tensioni costanti se gli episodi persecutori non vengono fermati.
-
Disgregazione comunitaria: la vittima si isola e l’ambiente circostante tende a chiudersi, alimentando omertà o indifferenza.
-
Problema urbano: in aree segnate da degrado e marginalità, lo stalking si intreccia con microcriminalità e violenza diffusa.
Le risposte istituzionali: verso una nuova normativa
Il tema dello stalking, soprattutto se di gruppo, è al centro anche di un dibattito politico e giuridico. Nel settembre 2024 è stata presentata una proposta di legge per introdurre l’articolo 612-quater del codice penale, che punisce lo stalking organizzato di gruppo con pene fino a 15 anni.
Parallelamente, pubblicazioni giuridiche come Il Gang Stalking. Una proposta legislativa (Aracne, 2024) hanno avviato un confronto accademico sulla necessità di riconoscere meglio il fenomeno e di dare strumenti concreti alle vittime.
Conclusioni: ammonimenti come campanello d’allarme
Il dossier del Viminale ci restituisce una fotografia ambivalente: l’Italia appare oggi più sicura sotto molti aspetti, ma lo stalking cresce a ritmi preoccupanti, diventando la nuova emergenza sociale.
Gli ammonimenti, seppur importanti, non possono essere considerati una soluzione definitiva: rappresentano piuttosto un campanello d’allarme, che deve spingere a rafforzare prevenzione, supporto psicologico alle vittime e misure di controllo più stringenti sui persecutori recidivi.
Solo un approccio integrato—tra giustizia, sanità, educazione e comunità locali—può frenare una piaga che mina la fiducia, la sicurezza e la dignità delle persone.
Immagine: elaborazione artistica con Intelligenza Artificiale.