Nel Mladifest 2025 – Festival dei Giovani a Medjugorje, il Papa invita a riscoprire la fede come cammino condiviso, nella Chiesa e oltre le tecnologie digitali.
“Andremo alla casa del Signore” (Sal 122,1). Con questo versetto del salmo ha preso forma il 36° Festival dei Giovani (Mladifest), che si è svolto come ogni anno a Medjugorje, dal 4 all’8 agosto 2025. Ai giovani pellegrini provenienti da ogni parte del mondo ha voluto rivolgere il suo messaggio anche Papa Leone XIV, che ha firmato la lettera da Castel Gandolfo il 9 luglio.
Un messaggio intenso, spiritualmente profondo, che unisce il richiamo biblico a riflessioni sull’esperienza del pellegrinaggio, della comunità e perfino del mondo digitale, con un forte invito a coltivare incontri veri e a vivere la fede nella concretezza della comunione ecclesiale.
Camminare insieme, accendersi a vicenda
Nel suo messaggio, Papa Leone XIV ha sottolineato come il cammino verso Dio non sia mai individuale: “Sulla strada della vita non si cammina mai da soli”, scrive, richiamando un’immagine di Sant’Agostino che descrive il pellegrinaggio dei credenti come un popolo in cammino che si accende a vicenda, fiamma dopo fiamma, fino a formare un unico fuoco.
Un’immagine potente, che ben si adatta allo spirito del Mladifest: giovani uniti dalla fede, provenienti da culture e lingue diverse, che trovano nella spiritualità mariana e nell’amore di Dio una lingua comune e universale. Il Pontefice incoraggia ogni ragazzo e ragazza a non sentirsi solo nel cammino spirituale: “Ci si incita a vicenda, ci si accende a vicenda”, afferma.
Una fede che illumina la realtà, non la elude
Nel messaggio rivolto ai partecipanti del Mladifest, Papa Leone XIV sottolinea anche un aspetto fondamentale della spiritualità cristiana: la fede non è evasione, ma luce che aiuta a interpretare la vita con verità e speranza. Non si tratta di rifugiarsi in una dimensione religiosa estranea al mondo, ma di entrare più profondamente nella realtà, accompagnati dalla certezza dell’amore di Dio. In un tempo segnato da crisi identitarie, guerre e inquietudini globali, il Papa invita i giovani a lasciarsi trasformare dalla grazia, per diventare testimoni credibili in un mondo che cerca senso, pace e futuro. Una fede vissuta nel quotidiano, aperta all’altro, radicata nel Vangelo e capace di accendere nuove strade.
L’importanza dell’incontro nel mondo digitale
Il Papa non ignora i grandi cambiamenti del nostro tempo. Rivolgendosi a una generazione cresciuta nel mondo del web, delle piattaforme sociali e dell’intelligenza artificiale, ricorda che:
“Nessun algoritmo potrà mai sostituire un abbraccio, uno sguardo, un vero incontro”.
In un’epoca in cui le relazioni possono diventare virtuali e disincarnate, il Pontefice indica un modello molto concreto: Maria, che percorre un viaggio difficile per incontrare Elisabetta, dando vita a un momento di gioia profonda e riconoscimento reciproco. È un invito a mettere al centro gli incontri autentici, a gioire e a piangere con gli altri, come insegna anche San Paolo: “Rallegratevi con quelli che sono nella gioia, piangete con quelli che sono nel pianto”(Rm 12,15).
Il linguaggio della fede supera ogni barriera
Nel messaggio, Papa Leone XIV incoraggia anche chi può sentirsi spaesato per le differenze linguistiche e culturali:
“C’è un linguaggio più forte di ogni barriera, il linguaggio della fede, alimentato dall’amore di Dio”.
Un passaggio che invita i giovani a superare le divisioni e a condividere la fede con semplicità, riconoscendosi tutti parte di un’unica Chiesa, membra dello stesso Corpo mistico di Cristo.
Vocazioni, libertà e realizzazione
Il Papa non manca di toccare anche il tema della vocazione, con parole chiare e incoraggianti:
“Se qualcuno di voi sente in sé la chiamata a una vocazione speciale, alla vita consacrata o al sacerdozio, vi incoraggio a non avere paura di rispondere”.
La chiamata interiore, sottolinea Leone XIV, viene da Dio e porta con sé libertà, gioia e realizzazione autentica: non si tratta di rinunce, ma di pienezza.
Maria, Madre della speranza
Come ogni messaggio rivolto ai giovani, anche questo si conclude con un atto di affidamento a Maria, Madre di Cristo e della Chiesa. Il Papa affida ciascun giovane alla protezione della Vergine, invocando su tutti la benedizione apostolica, affinché diventino “annunciatori di pace e di speranza” nel mondo di oggi.