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Papa Leone XIV ai giovani: “Siate luce del mondo e semi di speranza”

Papa Leone XIV giovani

Angelus a Tor Vergata. Il Pontefice ringrazia i pellegrini del Giubileo e rilancia la Giornata Mondiale della Gioventù di Seoul 2027

Tor Vergata, domenica 3 agosto 2025 – In una domenica intensa di fede, speranza e memoria, Papa Leone XIV ha rivolto un toccante messaggio ai giovani radunati a Tor Vergata per l’Angelus conclusivo del Giubileo dei Giovani. Un discorso vibrante, segnato dalla gratitudine, dalla condivisione del dolore per chi soffre e dalla proiezione verso il futuro: “Siate semi di speranza – ha detto – sale della terra e luce del mondo”.

Il grazie commosso di Papa Leone XIV per una “cascata di grazia”

Fin dall’inizio dell’Angelus, il Pontefice ha ringraziato calorosamente tutti i partecipanti al Giubileo, definendolo “una cascata di grazia per la Chiesa e per il mondo intero”. Ha voluto esprimere personalmente la propria riconoscenza a ciascun pellegrino, ma anche ai vescovi, ai sacerdoti, ai religiosi e religiose, agli educatori e a quanti hanno partecipato spiritualmente, anche da lontano.

Un momento di particolare intensità è stato il ricordo delle due giovani pellegrine scomparse nei giorni precedenti: María, spagnola, e Pascale, egiziana. Papa Leone XIV le ha affidate al Signore con parole semplici e cariche di affetto, come segno della fraternità universale che il Giubileo ha voluto incarnare.

Vicinanza ai giovani delle terre martoriate

Nel suo messaggio, pronunciato in parte anche in inglese e spagnolo, il Pontefice ha ricordato i giovani “che soffrono i mali più gravi, causati da altri esseri umani”. Un pensiero speciale è andato ai giovani di Gaza e dell’Ucraina, ma anche a tutti quelli “di ogni terra insanguinata dalla guerra”.

“Voi siete il segno – ha detto rivolgendosi ai presenti – che un mondo diverso è possibile: un mondo di fraternità e amicizia, dove i conflitti non si risolvono con le armi ma con il dialogo”.

Con Cristo, semi di speranza ovunque

Parlando in spagnolo, Papa Leone XIV ha rilanciato l’immagine evangelica dei tralci uniti alla vite: “Uniti a Gesù, come i tralci alla vite, voi darete molto frutto”. E ha continuato: “Sarete sale della terra, luce del mondo; sarete semi di speranza nei vostri ambienti di vita: famiglia, amici, scuola, lavoro, sport”.

Una visione di speranza attiva, non astratta, che invita i giovani a incarnare l’amore di Cristo nella quotidianità, in un tempo segnato da guerre, crisi ambientali e disorientamento culturale.

Verso la GMG di Seoul 2027

Lo sguardo del Papa si è poi rivolto al futuro. Dopo il successo di questo Giubileo, ha confermato quanto già annunciato da Papa Francesco a Lisbona due anni fa: la prossima Giornata Mondiale della Gioventù si terrà a Seoul, in Corea del Sud, dal 3 all’8 agosto 2027, con il tema: «Abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!» (Gv 16,33).

“Questa speranza che abita nei nostri cuori – ha dichiarato – ci dà la forza di annunciare la vittoria di Cristo risorto sul male e sulla morte. E di questo voi, giovani pellegrini di speranza, sarete testimoni fino ai confini della terra”.

Un appello che unisce fede e missione, e che si inserisce nel più ampio “pellegrinaggio di speranza” avviato dalla Chiesa durante l’Anno Giubilare.

Saluto finale: portate la gioia nel mondo

Prima di concludere l’Angelus con la preghiera mariana, Papa Leone XIV ha voluto salutare ancora una volta i giovani con parole spontanee e incoraggianti. Ha ringraziato i musicisti, gli organizzatori e tutti coloro che hanno reso possibile la settimana giubilare. Ha poi chiesto ai presenti di portare il suo saluto ai giovani che non hanno potuto partecipare, specie da Paesi in cui la libertà di movimento è limitata.

“Portate questa gioia, questo entusiasmo a tutto il mondo. Voi siete sale della terra, luce del mondo: portate questo saluto a tutti i vostri amici, a tutti i giovani che hanno bisogno di un messaggio di speranza.”

Una Chiesa giovane e missionaria

L’Angelus di Tor Vergata ha segnato il culmine del Giubileo dei Giovani, ma anche un nuovo inizio. Papa Leone XIV ha mostrato ancora una volta la sua volontà di proseguire nel cammino aperto dai suoi predecessori: una Chiesa giovane, in dialogo con il mondo, custode della fede e voce di speranza per le nuove generazioni. La rotta è tracciata: da Roma a Seoul, dal Mediterraneo all’Estremo Oriente, sulle orme di Cristo risorto.

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