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Incontro a Istanbul tra Meloni, Erdogan e Dabaiba : focus su migrazioni, cooperazione e stabilità della Libia

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Rafforzare la collaborazione su sicurezza e flussi migratori: Italia, Turchia e Libia verso nuove azioni comuni

Istanbul  – Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha partecipato venerdì 1 agosto 2025 a un importante incontro trilaterale con il Presidente della Repubblica di Turchia, Recep Tayyip Erdoğan, e il Primo Ministro del Governo di Unità Nazionale libico, Abdulhameed Mohamed Dabaiba. L’incontro, svoltosi a Istanbul, ha avuto al centro il rafforzamento della cooperazione tra i tre Paesi, con particolare attenzione ai flussi migratori, alla sicurezza regionale e alla stabilità della Libia.

Un fronte comune sul Mediterraneo

Il vertice ha rappresentato un passaggio strategico nella diplomazia mediterranea, segnando una rinnovata volontà di collaborazione tra Italia, Turchia e Libia. I tre Paesi, direttamente coinvolti nelle dinamiche geopolitiche del Mediterraneo centrale, hanno condiviso la necessità di un approccio congiunto per affrontare le sfide comuni che investono l’area: flussi migratori irregolari, traffico di esseri umani, instabilità politica e minacce alla sicurezza marittima.

La Presidente Meloni ha sottolineato l’urgenza di rafforzare i meccanismi di cooperazione internazionale, anche alla luce dei risultati positivi ottenuti nella collaborazione bilaterale con la Turchia, soprattutto in ambito migratorio. Ha proposto quindi di estendere tali strumenti alla Libia, per sostenere in modo più efficace le autorità locali nella gestione della pressione migratoria.

Migrazioni e lotta ai trafficanti: obiettivi prioritari

Durante l’incontro, i tre leader hanno convenuto sull’importanza di intensificare gli sforzi per contrastare le reti criminali transnazionali che gestiscono il traffico di esseri umani, sfruttando la fragilità politica e sociale di alcune aree della regione. Meloni ha proposto l’attivazione immediata di un tavolo tecnico trilaterale per definire una roadmap operativa, con obiettivi concreti e misurabili.

L’obiettivo condiviso è duplice: da un lato, migliorare la capacità di controllo dei confini marittimi e terrestri della Libia; dall’altro, prevenire le partenze irregolari verso l’Europa, offrendo al contempo strumenti di sviluppo e rafforzamento istituzionale alle comunità locali.

Sostegno al processo politico libico

Oltre al tema della sicurezza, il Presidente del Consiglio ha ribadito l’impegno dell’Italia per una Libia stabile, sovrana, unita e indipendente. Meloni ha rinnovato il pieno sostegno di Roma al processo politico guidato dalle Nazioni Unite, volto a promuovere un dialogo inclusivo tra tutte le componenti del Paese e a condurre alle elezioni, passo essenziale per la legittimazione democratica delle istituzioni.

“Solo un processo politico a guida libica può garantire pace e stabilità duratura”, ha dichiarato Meloni, sottolineando il ruolo dell’Italia come partner affidabile per la pace e lo sviluppo nel Nord Africa.

Collaborazione concreta e tempi definiti

Alla conclusione del vertice, i tre leader hanno convenuto sull’urgenza di passare dalle parole ai fatti. È stato dunque deciso di attivare fin da subito una cooperazione tecnica strutturata, con incontri periodici tra esperti dei tre Paesi. Le priorità operative includono: lotta alle reti di trafficanti, potenziamento della formazione per le autorità libiche, sviluppo di sistemi di sorveglianza integrata, supporto umanitario e promozione di programmi di sviluppo locale.

Il trilaterale di Istanbul si inserisce in una più ampia strategia italiana per il Mediterraneo allargato, in coerenza con i principi del Piano Mattei e con l’azione multilaterale dell’Italia in seno all’Unione Europea e alle Nazioni Unite.

Prospettive di medio e lungo periodo

L’incontro ha rappresentato non solo un’occasione di confronto sul breve termine, ma anche l’inizio di un percorso strutturato che potrebbe ridefinire gli equilibri della cooperazione mediterranea. Il consolidamento del dialogo tra Italia, Turchia e Libia potrà rappresentare un modello per affrontare le crisi migratorie future con un approccio pragmatico e condiviso.

Il Governo italiano punta ora a trasformare i risultati del vertice in azioni concrete, capaci di rafforzare la sicurezza collettiva, promuovere la legalità e sostenere la crescita sostenibile delle aree più fragili del Mediterraneo.

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