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Economia

Accordo tra Stati Uniti e Unione Europea sui dazi, Meloni, Tajani e Salvini : scongiurata guerra commerciale

palazzo chigi dazi

Il Governo italiano: “Scongiurata una guerra commerciale nell’Occidente, ora sostenere i settori più esposti”

Sabato 27 luglio 2025, il Governo italiano ha accolto con favore la notizia del raggiungimento di un accordo tra Unione Europea e Stati Uniti sui dazi e le politiche commerciali, scongiurando quello che molti osservatori temevano: una vera e propria guerra commerciale tra le due sponde dell’Atlantico. Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e i Vicepresidenti Antonio Tajani e Matteo Salvini hanno rilasciato una dichiarazione congiunta, evidenziando l’importanza dell’intesa e sottolineando il ruolo giocato anche dall’Italia nel processo negoziale.

Un’intesa che rafforza la stabilità transatlantica

“La soluzione negoziata è un risultato a cui le Istituzioni europee e gli Stati membri, inclusa l’Italia, hanno lavorato con grande impegno e facendo squadra comune” – si legge nella nota diffusa da Palazzo Chigi – “evitando di cadere nella trappola di chi chiedeva di alimentare uno scontro frontale tra le due sponde dell’Atlantico”.

Il patto commerciale raggiunto tra UE e USA prevede, secondo quanto anticipato, un livello tariffario uniforme al 15%per alcuni beni strategici, in particolare nel settore della siderurgia, dell’agroalimentare e delle tecnologie. Un compromesso che, secondo il Governo italiano, è “sostenibile”, a condizione che non si sommi ai dazi precedenti, come inizialmente previsto da alcune bozze circolate a Bruxelles.

Le implicazioni economiche e geopolitiche dell’accordo

L’accordo non ha solo implicazioni economiche, ma assume un rilievo politico più ampio. In un contesto segnato da forti tensioni globali, dall’inflazione alla competizione tecnologica tra potenze, mantenere salda l’unità dell’Occidente è considerato essenziale da Roma. “Ogni divisione ci renderebbe tutti più deboli ed esposti alle sfide globali”, avvertono Meloni, Tajani e Salvini.

Il comunicato fa eco a una linea da tempo sostenuta dal Governo italiano: rafforzare la cooperazione euroatlantica, ma in una logica di reciprocità e autonomia strategica, lavorando allo stesso tempo per snellire la burocrazia europea, diversificare i partner commerciali e ridurre le dipendenze critiche.

Sostegno a settori in difficoltà: la richiesta di misure europee

Nonostante la soddisfazione per l’intesa raggiunta, il Governo italiano mantiene un atteggiamento pragmatico. “Siamo pronti ad attivare misure di sostegno a livello nazionale”, dichiara l’Esecutivo, “ma chiediamo che vengano attivate anche a livello europeo, per quei settori che dovessero risentire particolarmente delle misure tariffarie statunitensi”.

Tra i settori più vulnerabili figurano l’automotive, l’agricoltura ad alta intensità di esportazione, e le PMI legate alla catena del valore transatlantica. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e il Ministero degli Esteri, in sinergia con il Mef e il Ministero delle Politiche Agricole, stanno già predisponendo una mappatura degli impatti e possibili strumenti di compensazione.

Italia protagonista nei negoziati

Secondo fonti vicine al dossier, l’Italia ha avuto un ruolo chiave nel mediare tra le posizioni più rigide emerse nei tavoli tecnici tra Bruxelles e Washington. Il Vicepresidente Tajani, in particolare, avrebbe lavorato a stretto contatto con la Commissione europea per evitare un’escalation commerciale che avrebbe colpito duramente alcuni dei comparti più dinamici del Made in Italy.

“Il dialogo e la concertazione multilaterale sono sempre preferibili allo scontro”, avrebbe ribadito il Ministro degli Esteri in un recente incontro con la stampa europea. Anche il Vicepresidente Salvini, dal fronte delle infrastrutture e dell’industria, ha sottolineato come “l’interscambio tra Italia e Stati Uniti rappresenti un volano strategico per la nostra economia, che va tutelato con equilibrio e fermezza”.

Verso una nuova fase dei rapporti commerciali transatlantici ?

L’accordo appena siglato potrebbe rappresentare l’avvio di una nuova stagione nelle relazioni economiche transatlantiche, fondata su equilibrio, tutela reciproca e competitività sostenibile. Nei prossimi mesi, sarà decisiva l’applicazione concreta dell’intesa e la capacità delle istituzioni europee di accompagnare le imprese più esposte attraverso strumenti adeguati.

Il Governo italiano si dice “determinato a mantenere la rotta dell’unità occidentale” e a “lavorare per un’Europa più competitiva e meno burocratica”. L’intesa sui dazi, se ben gestita, potrebbe essere la base per una più ampia revisione dei rapporti economici e doganali tra UE e USA, in una fase storica segnata da sfide globali sempre più complesse.

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