Nel videomessaggio per il 400° anniversario della nascita del protomartire del Vietnam, Papa Leone XIV esorta i catechisti alla speranza e alla missione, in unità con il Giubileo dei Giovani a Roma.
Città del Vaticano – In occasione del 400° anniversario della nascita del beato Andrea (Anrê) Phú Yên, Papa Leone XIV ha rivolto ieri, venerdì 26 luglio 2025, un videomessaggio ai catechisti vietnamiti, riuniti con l’arcivescovo Joseph Nguyễn Năng, Metropolita di Saigon e Presidente della Conferenza episcopale del Vietnam. L’intervento del Santo Padre si è inserito nel vivo di un cammino ecclesiale di testimonianza e missione, alla vigilia del Giubileo dei Giovani a Roma, nell’ambito dell’Anno Giubilare della Speranza.
Il beato Phu Yen, catechista e martire
Papa Leone ha aperto il suo messaggio con parole di gratitudine e vicinanza spirituale a tutti i partecipanti collegati da ogni provincia del Vietnam e dall’estero, sottolineando la gioia di pregare insieme “alla presenza della santa reliquia del beato Andrea Phú Yên”.
Il Pontefice ha ricordato con commozione la figura del giovane martire gesuita, nato nel 1625 e ucciso a soli 19 anni per non aver rinnegato la sua fede in Cristo. “Morì dicendo: ‘Gesù’”, ha citato Leone XIV riprendendo Christus vivit, l’esortazione di Papa Francesco.
Beatificato nel 2000 da San Giovanni Paolo II, Andrea è considerato il protomartire del Vietnam e oggi è patrono dei catechisti vietnamiti. La sua vita, ha spiegato il Papa, è un invito a “restituire amore per amore a Nostro Signore”, anche nelle prove e nelle persecuzioni.
64.000 catechisti, colonna portante della Chiesa in Vietnam
Il Santo Padre ha voluto rendere omaggio al lavoro silenzioso e generoso dei catechisti laici vietnamiti, la maggior parte dei quali giovani, che “ogni settimana insegnano la fede a bambini e adolescenti”. Sono oltre 64.000 i catechisti, ha ricordato il Pontefice, presenti in patria e nella diaspora.
“Siete un dono per la Chiesa”, ha detto con affetto, esortandoli a non sottovalutare mai il valore della loro missione. “Siete inviati per essere segni viventi dell’amore di Dio, come il beato Andrea, colmi di zelo missionario”. Il Papa ha poi ricordato che il servizio catechistico non è mai un’esperienza solitaria: è sostenuto dalla preghiera della comunità e dalla comunione con il Corpo di Cristo.
Una fede giovane che diventa vocazione e responsabilità
Nel suo messaggio ai catechisti vietnamiti, Papa Leone XIV ha sottolineato con forza il valore della giovinezza vissuta come risposta alla chiamata del Vangelo. L’esperienza dei catechisti vietnamiti, spesso giovani e impegnati, testimonia che l’età non è un limite ma un’opportunità: l’annuncio della fede passa anche attraverso il linguaggio, l’entusiasmo e la sensibilità delle nuove generazioni. Il Santo Padre ha incoraggiato i giovani a vivere con autenticità la propria vocazione catechistica, unendo lo slancio missionario alla responsabilità educativa. In un tempo segnato da crisi di senso e da solitudini diffuse, l’esempio di chi si fa prossimo nella trasmissione della fede rappresenta un segno di speranza per tutta la Chiesa.
Tradizione familiare e speranza come forza della fede
Uno dei passaggi più intensi del messaggio è stato dedicato alla dimensione familiare e culturale della fede vietnamita. Il Papa ha incoraggiato i catechisti a rimanere saldi nelle loro radici, riconoscendo il valore della trasmissione della fede da parte di genitori e nonni che hanno testimoniato la fede “nel dolore e nella fedeltà”.
Inoltre, ha ripreso le parole di Papa Francesco sulla “casa” come luogo di amore e custodia dei valori. “Le vostre radici sono un dono di Dio – ha detto – che devono riempirvi di fiducia e di gioia mentre condividete la fede con gli altri.”
Uniti al Giubileo dei Giovani a Roma
In chiusura, Papa Leone XIV ha collegato il messaggio ai catechisti vietnamiti con l’imminente Giubileo dei Giovani a Roma, previsto nei prossimi giorni come parte dell’Anno Giubilare della Speranza. “Nel cuore di ogni persona – ha detto citando Spes non confundit – è racchiusa la speranza come desiderio e attesa del bene”.
L’invito del Papa è stato chiaro: essere uniti in spirito ai giovani pellegrini a Roma e condividere con loro la gioia della fede e della vocazione. “Lui vive e ti vuole vivo!”, ha concluso, citando ancora Christus vivit.
Il Santo Padre ha affidato i catechisti alla protezione del beato Andrea Phú Yên e alla Beata Vergine Maria, invocando la benedizione dell’Onnipotente su tutti loro.