Il Governo ha approvato il 6° Piano nazionale per la tutela dell’infanzia : sostegno ai genitori, lotta all’isolamento, benessere psicologico
Roma, sabato 26 luglio 2025 – Il Consiglio dei Ministri, riunitosi il 24 luglio 2025, ha approvato il 6° Piano nazionale per l’infanzia e l’adolescenza 2025-2027, uno strumento fondamentale per promuovere politiche integrate e inclusive dedicate alle nuove generazioni. Il piano è stato proposto dalla Ministra Maria Eugenia Roccella e mira a garantire una crescita armoniosa, sicura e partecipata a bambini, bambine e adolescenti italiani, nel pieno rispetto della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
Un Piano per il futuro dei più piccoli
Il nuovo piano nazionale rappresenta un’evoluzione coerente rispetto alle precedenti edizioni, con un approccio centrato su tre macroaree strettamente connesse:
-
Genitorialità
-
Educazione e partecipazione
-
Salute e benessere psicologico
L’obiettivo generale è costruire un ecosistema favorevole allo sviluppo dei minori, in linea con le strategie europee e internazionali in materia di infanzia.
Genitorialità consapevole e strumenti concreti per accompagnare la crescita e l’educazione
La prima macroarea del Piano riguarda la genitorialità, con azioni mirate a informare e supportare i genitori lungo tutte le fasi della crescita dei figli. Dai “primi mille giorni” alla tarda adolescenza, l’obiettivo è fornire una mappa dei servizi, dei diritti e delle opportunità disponibili, rafforzando il ruolo della famiglia come prima rete educativa e affettiva.
Sono previsti strumenti digitali, sportelli di ascolto, campagne informative e azioni coordinate tra Comuni, scuole, consultori e associazioni. La promozione della genitorialità responsabile e consapevole è vista come elemento essenziale per prevenire forme di disagio e favorire una crescita equilibrata.
Il Piano prevede sette azioni concrete rivolte ai genitori, con l’obiettivo di fornire strumenti informativi e pratici per accompagnare i figli lungo tutto il percorso di crescita, dai “primi mille giorni” fino all’età adulta.
Le misure includono:
-
campagne di informazione sui servizi disponibili nei territori;
-
promozione di reti locali tra consultori, scuole e associazioni;
-
percorsi formativi per la genitorialità responsabile.
L’approccio è quello di rafforzare il ruolo educativo della famiglia, sostenendola in un contesto sempre più complesso e digitalizzato.
Educazione : tra alfabetizzazione digitale, partecipazione e inclusione
Nel secondo asse strategico si affronta la sfida dell’educazione, non solo in senso scolastico, ma come formazione globale della persona. Si punta a colmare il divario generazionale nelle competenze digitali, tra adulti e minori, promuovendo un uso sicuro e critico delle tecnologie, anche alla luce dell’aumento dei rischi legati all’iperconnessione e al cyberbullismo. E a promuovere un’educazione che favorisca l’inclusione, la partecipazione e la socializzazione.
Grande attenzione è riservata alla lotta alla povertà educativa, alla prevenzione dell’abbandono scolastico, al contrasto dell’isolamento sociale e al potenziamento degli spazi aggregativi. I ragazzi sono riconosciuti come soggetti attivi della società, con il diritto di partecipare, esprimersi e contribuire alla vita comunitaria.
Tra le azioni, si segnalano iniziative di promozione della cultura del rispetto e delle pari opportunità, in particolare tra preadolescenti e adolescenti, per prevenire comportamenti violenti e stereotipi di genere.
Tra le azioni chiave:
-
alfabetizzazione digitale di adulti e ragazzi;
-
spazi aggregativi giovanili;
-
contrasto alla povertà educativa e all’abbandono scolastico;
-
valorizzazione della partecipazione dei giovani nella società civile.
Un capitolo importante è dedicato all’educazione alla parità di genere e al rispetto reciproco, con l’intento di prevenire comportamenti violenti fin dall’adolescenza.
Salute : benessere psicologico e prevenzione dei rischi
Il terzo ambito riguarda la salute dei minori, con un approccio integrato tra prevenzione, promozione del benessere e sostegno psicologico. Il Piano affronta temi cruciali come i disturbi neuropsichiatrici, il malessere emotivo e relazionale, le dipendenze comportamentali (digitali, da sostanze, da alcol o fumo) e i fenomeni in crescita di autolesionismo e tentativi di suicidio.
Particolare rilievo è attribuito ai bilanci di salute pediatrici, considerati strumenti fondamentali per monitorare lo stato di salute dei minori, individuare precocemente segnali di disagio e intervenire con efficacia.
Tra le priorità anche la prevenzione della violenza sui minori, con interventi sia educativi che di protezione, in raccordo con l’Autorità garante per l’infanzia, la Commissione parlamentare competente e gli enti locali.
Punti centrali:
-
attenzione ai disturbi neuropsichiatrici dell’infanzia;
-
lotta a fenomeni come autolesionismo, dipendenze digitali, suicidio giovanile;
-
utilizzo dei bilanci di salute pediatrici per monitorare condizioni di rischio;
-
prevenzione della violenza sui minori.
Si punta a creare una rete multidisciplinare di supporto, coinvolgendo pediatri, scuole, psicologi e servizi sociali.
Partecipazione istituzionale e attuazione
Il Piano è stato adottato sentita la Commissione parlamentare per l’infanzia, e acquisiti i pareri della Conferenza unificata e dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza. Questo garantisce un approccio condiviso e multilivello, con una visione inclusiva che parte dal territorio.
Un impegno sociale strategico per l’Italia
Con questo piano, il Governo ribadisce che investire sui minori significa investire sul futuro del Paese. Diritti, educazione e salute non sono solo principi astratti, ma pilastri concreti su cui costruire una società più giusta, coesa e resiliente.