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Diritti e inclusione

Il presidente Meloni : femminicidio reato autonomo, risposta concreta a una piaga intollerabile

presidente Giorgia Meloni Roma Capitale

Approvato all’unanimità il ddl per l’introduzione del delitto di femminicidio nel Codice penale. Il premier: Una risposta concreta a una piaga intollerabile

Lunedì 22 luglio 2025, il Senato della Repubblica ha approvato all’unanimità il disegno di legge promosso dal Governo per l’introduzione nel Codice penale italiano di un reato autonomo di femminicidio. Un passo storico, che – come sottolineato dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni – pone l’Italia tra le prime Nazioni al mondo ad adottare uno strumento legislativo così diretto ed esplicito contro la violenza di genere.

L’iniziativa legislativa, frutto di un lavoro trasversale e condiviso tra forze di maggioranza e opposizione, si pone l’obiettivo di contrastare in modo più efficace la piaga sociale del femminicidio, rendendo più chiara e incisiva la qualificazione giuridica di tali delitti e favorendo l’adozione di misure di prevenzione e di giustizia più rapide ed efficaci.

Una riforma attesa da anni

La definizione del femminicidio come reato autonomo era richiesta da tempo da associazioni, esperti e familiari delle vittime, nonché da vari settori dell’opinione pubblica. Finora, infatti, l’ordinamento italiano riconosceva la violenza contro le donne all’interno di fattispecie generali di reati contro la persona (omicidio, maltrattamenti, lesioni, stalking), aggravati in caso di motivazione sessista o legata al genere.

Con la nuova legge, invece, si afferma il principio di specificità del reato, individuando chiaramente l’uccisione di una donna in quanto donna – spesso da parte di partner o ex partner – come crimine di natura strutturalmente diversa rispetto ad altri omicidi, in quanto radicato in rapporti di dominio, controllo, possesso, rifiuto del libero arbitrio femminile.

La soddisfazione della Premier Meloni

Poche ore dopo il voto in Senato, Giorgia Meloni ha diffuso una nota ufficiale:

Accolgo con particolare soddisfazione l’approvazione all’unanimità, in Senato, del disegno di legge di iniziativa governativa che punta ad introdurre il delitto di femminicidio come reato autonomo nel nostro ordinamento. L’Italia è tra le prime Nazioni a percorrere questa strada, che siamo convinti possa contribuire a combattere una piaga intollerabile. Ringrazio tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, per aver sostenuto compattamente questa proposta e per aver contribuito a migliorarla. Ora il testo passa alla Camera e mi auguro che l’iter possa concludersi rapidamente”.

Parole che riflettono un impegno costante della Presidente del Consiglio sul tema. Già in passato, Meloni aveva sottolineato la necessità di interventi strutturali e simbolici per contrastare la violenza sulle donne, evidenziando come non fosse più sufficiente limitarsi all’indignazione o alla reazione emotiva.

Le iniziative precedenti del Governo Meloni

Durante la sua Presidenza, Giorgia Meloni ha più volte posto l’attenzione sul tema del femminicidio, promuovendo misure come:

  • il rafforzamento dei centri antiviolenza e delle case rifugio,

  • l’introduzione di percorsi obbligatori di rieducazione per uomini violenti,

  • lo stanziamento di fondi straordinari per le vittime e per la formazione degli operatori di giustizia e delle forze dell’ordine,

  • campagne di sensibilizzazione nelle scuole e nei media,

  • e ora, con questo ddl, la definizione del reato autonomo di femminicidio.

In numerosi interventi pubblici, il Premier ha più volte dichiarato che la violenza sulle donne non è una questione ideologica, ma una “battaglia di civiltà”, che riguarda tutte e tutti, al di là delle appartenenze politiche.

Cosa prevede il disegno di legge

Il disegno di legge approvato prevede l’inserimento nel Codice penale del nuovo articolo 575-bis, che definisce e punisce il femminicidio come “l’uccisione volontaria di una donna per motivi legati al genere, all’identità di genere o all’esercizio della libertà personale e affettiva”. La pena prevista va dai 24 ai 30 anni, con aggravanti in caso di minori presenti, premeditazione o uso di mezzi particolarmente efferati.

Il testo specifica inoltre che la definizione si applica anche ai casi di transizione o identità non conformi al sesso biologico, recependo le più recenti indicazioni internazionali in materia di diritti umani.

L’iter alla Camera e la prospettiva europea

Dopo l’approvazione in Senato, il disegno di legge passa ora all’esame della Camera dei Deputati, dove si prevede un iter rapido grazie al sostegno trasversale già dimostrato. Se approvato definitivamente, l’Italia sarà uno dei primi Paesi UE ad avere una definizione giuridica autonoma del femminicidio.

Secondo molte osservatrici e attiviste, questa scelta potrà rafforzare il ruolo dell’Italia anche nei tavoli europei e internazionali sulla lotta alla violenza di genere.

Conclusioni

Come sottolineato dal presidente del Consiglio, l’approvazione del ddl sul femminicidio come reato autonomo rappresenta un cambio di paradigma giuridico e culturale. Non si tratta solo di punire un reato, ma di riconoscere il carattere sistemico della violenza contro le donne, e di fornire una risposta che sia all’altezza della drammaticità del fenomeno.

Come ricordato dalla stessa Meloni: “Un Paese che non protegge le sue donne è un Paese più debole, più ingiusto, e meno libero”. E il passo compiuto il 22 luglio in Senato va nella direzione di una maggiore giustizia, dignità e libertà per tutte.

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