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Papa Leone XIV : incontro, ascolto e pace al centro dell’Angelus a Castel Gandolfo

Papa Leone XIV Angelus Castel Gandolfo Google Maps

Nel messaggio domenicale del 20 luglio 2025, Papa Leone XIV ha meditato sul valore spirituale dell’ascolto e delle relazioni autentiche, lanciando un forte appello per la pace in Medio Oriente.

Il valore dell’incontro e dell’ascolto al centro dell’Angelus

Domenica 20 luglio 2025, Papa Leone XIV si è affacciato al balcone di Piazza della Libertà a Castel Gandolfo per la consueta preghiera dell’Angelus. Il suo messaggio ha proposto una riflessione profonda sul tema dell’incontro, prendendo spunto dalle letture bibliche che narrano la visita del Signore ad Abramo e Sara (Gen 18,1-10) e quella di Gesù a Marta e Maria (Lc 10,38-42).

“Ogni volta che partecipiamo all’Eucaristia – ha detto il Pontefice – è Dio stesso che si dona a noi. Ma prima ancora, è Lui a cercare relazione, a bussare alla nostra porta”. Nelle parole del Papa si è delineato il senso profondo della disponibilità reciproca: la capacità di aprirsi al prossimo e lasciarsi trasformare dall’incontro.

Marta e Maria: due modi di stare di fronte al Signore

Nel Vangelo, Marta è affaccendata per preparare ogni cosa, mentre Maria ascolta in silenzio la parola di Gesù. “Non è meno generosa – ha spiegato il Papa – ma ha colto l’occasione. Ha saputo entrare in comunione profonda, lasciandosi toccare interiormente”.

Papa Leone XIV ha quindi invitato i fedeli a riscoprire, soprattutto nel tempo estivo, la dimensione del silenzio interiore, della relazione gratuita, della condivisione vera: valori che non si acquistano, ma si coltivano nella semplicità della vita quotidiana.

“Le vacanze ci propongono tante esperienze – ha osservato – ma spesso non ciò che cerchiamo davvero. Il cuore umano ha bisogno di legami veri, di momenti di ascolto, di ritmi più lenti che ci aiutino a ritrovare noi stessi e gli altri”.

Appello per Gaza: “Fermate la barbarie della guerra”

Nel messaggio successivo alla preghiera, il Papa ha lanciato un appello accorato per la pace in Medio Oriente, dopo l’attacco che ha colpito, giovedì scorso, la Parrocchia cattolica della Sacra Famiglia a Gaza City, provocando la morte di tre fedeli cristiani e il ferimento di altri.

Ha ricordato i nomi delle vittime – Saad Issa Kostandi Salameh, Foumia Issa Latif Ayyad, Najwa Ibrahim Latif Abu Daoud – assicurando la sua preghiera e vicinanza ai familiari e alla comunità locale.

Chiedo nuovamente – ha dichiarato il Papa – che si fermi subito la barbarie della guerra”. Ha poi esortato la comunità internazionale al rispetto del diritto umanitario, alla tutela dei civili, alla fine dell’uso indiscriminato della forza e dello spostamento forzato delle popolazioni.

Superare le divisioni con ascolto, fiducia e relazione

Nel corso dell’Angelus, Papa Leone XIV ha richiamato la necessità di riscoprire un linguaggio del cuore che sappia superare barriere, divisioni e incomprensioni. “Nel mondo segnato da conflitti e diffidenze – ha detto – l’ascolto autentico e la relazione gratuita diventano strumenti concreti di riconciliazione”. È solo attraverso il dialogo e la fiducia reciprocache l’umanità può aprirsi a un futuro di speranza, ha aggiunto, invitando ogni credente a farsi strumento di unità nelle piccole scelte quotidiane, nei gesti silenziosi e nell’impegno per il bene comune.

Celebrazione ad Albano e rientro in Vaticano

In apertura, il Pontefice aveva anche condiviso la gioia per la celebrazione eucaristica nella Cattedrale di Albano, tenutasi in mattinata, esprimendo gratitudine a Mons. Viva e ai fedeli della diocesi. Ha poi annunciato il proprio imminente ritorno in Vaticano, dopo due settimane trascorse a Castel Gandolfo.

Una Chiesa che sa relazionarsi e condividere

Concludendo, Papa Leone XIV ha invocato Maria Santissima, descrivendola come “madre disponibile”, che ha saputo accogliere nel grembo il Signore e donargli una dimora insieme a Giuseppe. In Lei, ha detto, risplende la vocazione della Chiesa a vivere la relazione con Dio e con ogni persona come dono e apertura.

Un invito a ritrovare il senso del confronto sincero, della parola condivisa, della vita donata nella semplicità: è lì, ha ribadito, che Dio si fa vicino.

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